Coronavirus, scioperano i metalmeccanici. Fiom: operai non sacrificabili. Ugl: non si può chiudere il paese e lasciare aperte solo le fabbriche.

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Manifestazione degli operai contro governo e Jobs Act a Milano, 14 novembre 2014. MATTEO BAZZI / ANSA
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“Non siamo sacrificabili” lavorando nelle fabbriche nonostante il coronavirus: è questo il motivo – denuncia la Fiom-Cgil – per cui sono entrati in sciopero, dopo ieri anche oggi, i lavoratori di diverse aziende metalmeccaniche di Milano e provincia.

“Non accettiamo lezioni da chi non ha rispetto per le lavoratrici e i lavoratori”, sottolinea il sindacato.

“In una situazione di emergenza come questa – si legge in un comunicato – non si possono usare due pesi e due misure: da una parte i cittadini, cui viene giustamente chiesto di ‘restare a casa’, dall’altra i lavoratori, in maggioranza operai (quelli che non possono utilizzare lo smart working) obbligati a recarsi e restare in azienda, spesso in assenza delle condizioni di sicurezza previste dai decreti”. Oggi sono scesi in sciopero i lavoratori della Electrolux di Solaro (700, in maggioranza donne, e con lavoro alla catena), quelli della Lobo di Cornaredo e della Tecnomagnete di Lainate. Lunedì incroceranno le braccia i lavoratori della Lear Corporation di Pozzo d’Adda . (ANSA).

Dopo esserci accorti che un virus sconosciuto aveva, dopo la Cina, attaccato anche il nostro Paese e dopo che chi aveva il compito di salvaguardare la salute di tutti aveva sottovalutato le possibili conseguenze, siamo giunti ad una fase in cui per garantire la salute di tutti si devono applicare azioni drastiche. Il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 11 marzo che fa seguito ai tanti altri dei giorni scorsi ha messo tutto il paese in quarantena con un sostanziale coprifuoco. Nello stesso tempo si vogliono lasciare aperte le aziende, senza tener conto che la situazione e’ cosi grave che l’unica soluzione e’ lasciare in piedi solo le attività indispensabili alla vita del Paese. Si e’ giunti ad un punto tale di rischio che se non fermiamo la stragrande parte delle attività produttive avremo milioni di contagiati e migliaia di morti. Serve lungimiranza fermare oggi le fabbriche non indispensabili e’ una miopia assoluta i lavoratori sono allo stremo, hanno paura per se stessi e per le loro famiglie, le aziende non hanno avuto il tempo di organizzare una difesa adeguata contro il Covid – 19 scarseggiano dispositivi di protezione a partire dalle famose mascherine, serve riorganizzare le aree produttive per garantire gli standard previsti dalle disposizioni sanitarie, serve mettere in sicurezza i luoghi di lavoro, serve sanificare i locali, servono i dispositivi di protezione, serve dare il tempo necessario ai lavoratori di capire veramente come ci si può difendere da questo virus subdolo e spesso letale. Ma serve principalmente tempo per bloccare la diffusione del Virus che potrebbe spostarsi velocemente nel sud dell’Italia dove già si contano centinaia di contagiati. Per questo come Ugl ‘consigliamo’ alle Aziende e al Governo di non pensare solo al profitto, ma di guardare alla salute di tutti noi, pertanto chiediamo l’applicazione degli strumenti previsti dai contratti per dare modo, fino al 27 marzo di mettere in sicurezza i luoghi di lavoro predisponendo le azioni da noi descritte per poi ripartire successivamente con più forza di prima e recuperare il tempo perduto.

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