Consiglio regionale approva mozione a sostegno del credito cooperativo. Fermi e Malanchini: “Presenza e servizio fondamentale soprattutto nei piccoli centri e nelle aree svantaggiate”.

143
Il Consiglio Regionale durante la discussione per la mozione di sfiducia al Presidente Attilio Fontana a Palazzo Pirelli a Milano, 8 settembre 2020.ANSA/Mourad Balti Touati

Riconoscere forme di proporzionalità che sostengano adeguatamente la natura mutualistica delle banche di credito cooperativo e valorizzare le peculiarità delle banche cooperative di comunità.

Lo chiede la mozione approvata oggi all’unanimità dall’Assemblea regionale lombarda e sottoscritta da tutti i componenti dell’Ufficio di Presidenza (Alessandro Fermi, Francesca Brianza, Carlo Borghetti, Giovanni Malanchini e Dario Violi).

Il documento sollecita l’intervento della Conferenza delle Regioni e del Comitato Europeo delle Regioni affinchè il Parlamento europeo si attivi a sostegno dell’intero sistema del credito cooperativo italiano per il recepimento nell’Unione Bancaria degli Accordi finali di Basilea plus, che contengono le linee guida in materia di requisiti patrimoniali delle banche.
Attualmente infatti il quadro esistente delle regole e delle norme di vigilanza europee sui gruppi bancari cooperativi costituisce un pericolo reale per la competitività del sistema bancario italiano e lombardo in particolare.

Il credito cooperativo è una componente originale e fondamentale dell’industria bancaria italiana e in particolare della nostra regione -sottolineano il Presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi, primo firmatario della mozione, e il Consigliere Segretario Giovanni Malanchini che ha relazionato in Aula- e da oltre 135 anni queste realtà sono presenti in modo capillare sul territorio lombardo, promuovendo la crescita e lo sviluppo economico e sociale delle rispettive comunità di riferimento. Particolarmente importante è la loro presenza e la loro funzione nei centri più piccoli e in quelli delle aree interne e montane, e quindi imprescindibile punto di riferimento per le necessità economiche dei cittadini e delle attività commerciali e produttive locali”.

Le filiali bancarie durante la pandemia sono diminuite in Italia di 12mila unità: negli ultimi due anni hanno chiuso il 36% delle filiali esistenti. In controtendenza il dato del credito cooperativo , che ha invece visto crescere del 2,3% il proprio numero di filiali.
Oggi sono 27 le Banche di Credito Cooperativo che hanno la sede legale in Lombardia con 746 sportelli in 534 Comuni, in 132 dei quali unica presenza bancaria.