Borsa, apertura nervosa, + 0,13, spread a 232.

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La targa di piazza degli Affari di Milano in un'immagine d'archivio dell'8 ottobre 2008. ANSA / JENNIFER LORENZINI
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Piazza Affari si mostra nervosa con il Ftse Mib che segna un +0,13% a 17.074 punti. Svetta Diasorin (+3,3%) dopo l’annuncio che il test sugli anticorpi sul Covid-19 ha ricevuto il marchio Ce. In luce poi i titoli legati al settore auto con Pirelli che guadagna il 2,31%, Fca il 2,10% e Cnh (+1,65%). Ben comprata poi Leonardo (+1,59%) con la conferma di Alessandro Profumo come a.d. Sempre sul fronte nomine Mps sale dell’1,21% con Patrizia Grieco indicata alla presidenza mentre la poltrona di a.d dovrebbe andare a Guido Bastianini. Tra gli altri bancari Ubi segna un +1%. Vendite invece su Eni (-1,8%) che vede la conferma dell’a.d Claudio Descalzi e l’arrivo alla presidenza di Luisa Calvosa, Nexi (-1,33%) che la scorsa settimana ha collocato un bond convertibile da 500 milioni e Campari (-1,21%) che ha avviato una negoziazione in esclusiva per l’acquisizione dell’80%, di Champagne Lallier.

Apertura in rialzo per lo spread fra Btp e Bund. Il differenziale segna 232 punti contro i 226 della chiusura di venerdì. Il rendimento del decennale italiano è pari all’1,85%.

Apertura in lieve calo per l’euro. La moneta unica segna 1,084 dollari con un ribasso dello 0,29%. In Asia lo yen scambia a 107,89.

Il prezzo del petrolio americano è sceso in Asia di quasi il 20%, a meno di 15 dollari al barile: il livello più basso in oltre 20 anni, a causa del calo della domanda globale per via della pandemia di coronavirus. Il prezzo del barile americano West Texas Intermediate (Wti) è crollato di oltre il 18,7% a 14,84 dollari per unità nei primi scambi asiatici, mentre quello del Brent del Mare del Nord è diminuito dell’1,5%, a 27,64 dollari al barile.

In calo il prezzo dell’oro sui mercati. Il metallo con consegna immediata scende dello 0,48% a 1674 dollari l’oncia.

Borsa Tokyo, chiusura in ribasso (-1,15%) – La Borsa di Tokyo conclude la prima seduta della settimana in calo arretrando dai massimi in sei settimane, con gli investitori che guardano all’andamento dei casi del coronavirus sul fronte domestico e le ripercussioni sull’economia, dopo il calo delle esportazioni di quasi il 12% in marzo. Il Nikkei perde l’1,15% a quota 19.669,12, cedendo 228 punti. Sul mercato dei cambi lo yen è stabile sul dollaro a 107,80, e a un livello di poco superiore a 117 sull’euro.

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