Iseo Jazz, Piano Solo di Enrico Pieranunzi sul Sagrato della Pieve di Sant’Andrea.

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La prima delle tre serate iseane della XXX edizione del festival Iseo Jazz si svolgerà sul meraviglioso sagrato della Pieve di Sant’Andrea, spazio dalla perfetta acustica sul quale si specchiano ben tre chiese.
Luogo storico della manifestazione e piazza tra le più belle e suggestive del capoluogo del Sebino, il sagrato ospiterà giovedì 7 luglio il piano solo di un musicista di valore mondiale quale Enrico Pieranunzi (inizio live ore 21, ingresso libero; in caso di pioggia, il concerto si terrà al Castello Oldofredi). 
Se, nelle precedenti performance in solo il repertorio era la canzone italiana oppure lo sguardo al mondo stride con occhi moderni, in questo caso, come recita il titolo, il concerto sarà “Unlimited”, senza limiti. Pieranunzi è, del resto, un musicista di eccezionale competenza: pianista di formazione classica e jazzistica insieme, si è distinto anche nel primo campo, insegnando per oltre vent’anni pianoforte principale in Conservatorio. La sua conoscenza dell’universo della musica pianistica eurocolta gli ha consentito di portare elementi della tecnica classica all’interno del suo jazz, in cui lo studio e l’interesse per Bill Evans vanno a braccetto con la passione per Bud Powell. La tecnica della musica eurocolta si riscontra soprattutto nella varietà del tocco, nell’uso del pedale e nella competenza armonica. La sua carriera lo ha visto dirigere trii di altissimo livello, sia internazionali (con musicisti quali Marc Johnson, Joey Baron e Paul Motian) sia italiani con lo Space Jazz Trio, ma anche realizzare superbi dischi e concerti in piano solo, in duo (con icone del jazz quali Lee Konitz e Chet Baker) o con organici più ampi.
La sua musica ha sempre dimostrato una forte originalità di tratto e un intenso lirismo. Senza limiti, in questo caso, significa che Pieranunzi spazierà da proprie composizioni di varia natura a quelle di Bill Evans, dall’esecuzione di pagine di Scarlatti che si apriranno a sviluppi improvvisati (come fece in due famosi dischi del primo decennio del Duemila) agli standard americani, per giungere alle inconfondibili melodie di Ennio Morricone, con cui ha più volte collaborato e a cui ha dedicato anche un album in trio. Un repertorio di grande suggestione, che troverà una nuova dimensione sotto le dita di questo formidabile maestro della tastiera.