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Vincitore assoluto del Concorso #iorestoacasa e #suonoperte, organizzato da Divertimento Ensemble durante il primo lockdown, con la sua fisarmonica, Samuele Telari sale martedì 29 giugno alle 20.30 sul palcoscenico della Sala Donatoni, per un recital con programma da lui liberamente scelto, dedicato al suo strumento, alle sue tante voci, alle possibilità tecniche che offre ai compositori di oggi…

In cartellone anche una prima assoluta di Vittorio Montalti, compositore già noto al pubblico milanese, nel 2018 in residenza presso Rondò, la stagione di Divertimento Ensemble.

 

Scrive Sandro Gorli, a proposito di Samuele Telari e del suo concerto: «Durante il lockdown della primavera 2020, impossibilitati a svolgere la nostra abituale attività concertistica, fra le molte iniziative prese per continuare a mantenere un contatto con il nostro pubblico, abbiamo ideato e realizzato in poco tempo un progetto semplice che ha ottenuto un grande successo: una call attraverso la quale abbiamo selezionato e pubblicato sul nostro sito web un video al giorno, autoprodotto dai singoli interpreti che hanno risposto alla call stessa, anch’essi chiusi nelle loro abitazioni, con registrazioni di esecuzioni di pezzi contemporanei.

Il progetto, che abbiamo chiamato #iorestoacasa e #suonoperte, ha avuto una grandissima adesione di musicisti da ogni parte d’Europa; abbiamo pubblicato cinquantadue video e, al termine, il pubblico online e i musicisti di Divertimento Ensemble hanno scelto quattro musicisti da riascoltare dal vivo a Milano.

Di questo concerto è protagonista il fisarmonicista Samuele Telari, vincitore assoluto della call, che propone un programma da lui scelto.

La fisarmonica è uno strumento dal fascino particolare, è ricco di notevoli possibilità tecniche – ampio registro, grande escursione dinamica, articolazione agile – e ha un repertorio recente sconfinato e di grandissima qualità.

I sei pezzi eseguiti, fra i quali una nuova composizione di Vittorio Montalti in prima assoluta, abbracciano un arco temporale di circa 40 anni e spaziano dalla Russia al Giappone, alla Germania e all’Italia naturalmente».

 

E sempre riguardo al programma specifica Samuele Telari: «C’è la volontà di creare un fil rouge tra varie epoche, seppur racchiuse in poco più di 40 anni, evidenziando come grandi compositori – del secolo scorso e della contemporaneità – abbiano implementato il repertorio dello strumento, apportando enormi innovazioni sonore e tecniche estremamente caratterizzanti e diverse tra loro. Uno spaccato che ha segnato la mia formazione e il percorso, tutt’oggi in divenire, dello strumento».

 

Martedì 29 giugno

Fabbrica del Vapore, Sala Donatoni

ore 20.30 (e non ore 20.00 come precedentemente comunicato)

Ingresso previa prenotazione al link:

https://form.jotform.com/DivertimentoEnsemble/29-giugno

 

Alessandro Solbiati (1956)

Dedica (2004)

 

Sofia Gubajdulina (1931)

De Profundis (1978)

 

Mauricio Kagel (1931-2008)

Episoden, Figuren (1993)

 

Toshio Hosokawa (1955)

Sen V (1991-1992)

 

Luciano Berio (1925-2003)

Sequenza XIII, Cahnson (1995)

 

Vittorio Montalti (1984)

Five Screens (2021)

(prima esecuzione assoluta)

 

Samuele Telari fisarmonica

Vincitore del concorso

#iorestoacasa e #suonoperte

 

 

DAL PROGRAMMA DI SALA

 

Alessandro Solbiati, Dedica (2004)

Dedica, scritto nel 2004 per l’ottantesimo compleanno di mio padre, divenne poi, in versione un po’ modificata, il primo movimento di Trittico (2006), tre movimenti per fisarmonica.

Si tratta di un breve brano dotato tuttavia di un’arcata formale e narrativa completa ed autonoma.

Giocando molto sul rimbalzo di echi tra i due manuali, si inizia da due elementi basati entrambi sull’idea di “richiamo”: il primo è un inciso melodico destinato a innescare una polifonia imitativa un poco “antica”; il secondo evolverà più tardi verso un Corale che si gonfia fino ad esplodere in un inseguirsi di trilli che diffondendosi nel registro perdono energia fino a sparire. Un moto convergente che parte dalle ceneri di quei trilli si richiude nell’eco dell’elemento iniziale del brano. (Alessandro Solbiati)

 

Sofia Gubajdulina, De Profundis (1978)

De Profundis è l’incipit del Salmo 130.

La musica muove dal registro più basso dello strumento e sale lentamente fino alle sue brillanti note più acute. Varie le tessiture in cui si muove il lavoro: da un’idea di corale, che rappresenta la speranza, a una lunga melodia a linea singola, che suggerisce la preghiera. Inusuali le tecniche: dai glissandi ai vibrati tremolanti, al suono sospirato del mantice dello strumento.

L’opera è stata scritta di concerto con Friederich Lips, che l’ha eseguita per la prima volta a Mosca nel 1980. (Joseph Stevenson)

 

Mauricio Kagel, Episoden, Figuren (1993)

Il nome di Mauricio Kagel, a cui Rondò 2019 ha reso omaggio con un ciclo di concerti dedicato, ricorre spesso nei programmi di Divertimento Ensemble, che ha eseguito una grande parte della sua produzione, forte di un legame di collaborazione e amicizia di cui è Sandro Gorli a scrivere: «Ho incontrato Mauricio Kagel nel 1981 dirigendo la prima esecuzione italiana di Variété alla Piccola Scala di Milano. L’ho incontrato qualche mese prima dell’inizio delle prove nella sua bellissima casa in un tranquillo quartiere residenziale di Colonia nello studio tappezzato di partiture, libri e raccoglitori pieni di appunti e schizzi della sua già a quell’epoca sterminata produzione.

Volevo farmi aiutare a capire quello che stava fra le righe della sua partitura per cui ho dovuto mostrarmi a lui con tutti i miei dubbi e desideri e lui si è mostrato a me con altrettanta sincerità.

Da quell’incontro è iniziato per me e per Divertimento Ensemble un lungo e fecondo percorso di conoscenza della sua musica ed è nata un’amicizia destinata ad approfondirsi nel corso degli anni attraverso i frequenti incontri avuti qua e là in Europa, soprattutto in occasione delle numerose incursioni di Divertimento Ensemble nel suo repertorio, ma anche nella sua casa nel Chianti, dove Mauricio e sua moglie trascorrevano buona parte dell’estate.

Non posso quindi che essere felice della scelta di Samuele Telari di inserire nel suo programma il lavoro di Mauricio così significativo nel repertorio per fisarmonica sola».

Pagina di cui lo stesso Samuele Telari scrive: «Brano fatto di gesti e figure, sonore e non. Gli stereotipi della fisarmonica vengono distorti, per concludersi in un finale teatrale, a mo’ di scherno».

 

Toshio Hosokawa, Sen V (1991)

È “il gemito della terra” – così Hosokawa interpreta il canto dei monaci tibetani – a combinarsi con i suoni più eterei della fisarmonica in Sen V, nel tentativo di ritrarre “il flusso di suoni nelle nostre anime”. (Simone Telari)

 

Luciano Berio (1925-2003), Sequenza XIII, Chanson (1995)

Avevo già usato l’accordion in diverse occasioni, “nascosto” in gruppi strumentali e come tramite timbrico per diverse famiglie strumentali. L’incontro con Teodoro Anzelotti mi ha convinto ad avvicinarmi all’accordion come strumento solista e a fare i conti, quindi, con le esperienze popolari che lo abitano e si riconoscono nella sua stessa fattura: penso alle melodie accompagnate delle gite in campagna e dei canti della classe operaia, ai night clubs, ai tanghi argentini e al jazz – che ha contribuito, più di ogni altra esperienza, a una ridefinizione dello strumento durante gli ultimi decenni. Con Sequenza XIII non mi sono certamente posto il problema di rendere omaggi, unificandoli, a tutti quegli antefatti. Chanson vuole essere solo l’espressione spontanea (una improvvisazione, un rondò?) del mio rapporto con l’accordion: «una memoria al futuro» (come direbbe Italo Calvino), di questo strumento in continua crescita

Sequenza XIII è stata composta nel 1995 per Teodoro Anzelotti. (Luciano Berio)

 

Vittorio Montalti (1984), Five Screens (2021)

Si tratta di cinque pezzi brevi per fisarmonica ed elettronica che ho scritto per Samuele Telari.

Ho pensato questi brani come cinque storie che descrivono i momenti vissuti durante questo ultimo anno di pandemia. Queste cinque storie le immagino rappresentate su diversi schermi, quelli da cui siamo circondati continuamente (tv, computer, tablet, telefoni). Schermi che, soprattutto in questo ultimo anno di chiusura, siamo stati costretti a utilizzare sempre di più e che sono metafora di un rapporto ambivalente con la tecnologia. (Vittorio Montalti)

 

 

SAMUELE TELARI

 

«Sta in equilibrio su tanti confini, il bayan virtuosistico di Samuele Telari, giovane strumentista […] che fa parte di quella generazione di artisti italiani sorprendenti, che grazie alla travolgente musicalità travalicano la natura dello strumento che imbracciano», così «Il Sole 24 Ore» ha recensito il cd d’esordio di Samuele Telari [LIMES (VDM Records)].

Dall’inserto «Robinson» de «la Repubblica»: «Lasciate perdere sorpresa e perplessità e abbandonatevi alla musica. Telari è bravissimo, il suo contrappunto limpidissimo. E l’accostamento di musica del passato e musica di oggi rivelatore di una continuità e, insieme, di un confine».

E su «suonarenews»: «Programma di grande classe, anzitutto […]. L’esecuzione del giovane Telari sa giostrarsi molto bene tra tante arcane e popolareggianti; scatti di gioiosità isterica e scivoloni nell’umor tetro».

E ancora scrive di lui Sandro Cappelletto nel booklet che accompagna il CD: «Musicista assoluto, artista silenzioso e pensoso, elegante nei modi, sovente concentrato in un intangibile esercizio di ascolto».

 

Nato nel 1992 a Spoleto, Samuele Telari si è diplomato con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, nella classe di M. Pitocco.

È vincitore dei più importanti concorsi internazionali, come Arrasate-Hiria International Accordion Competition 2018, Premio Città di Castelfidardo 2013, Premio Abbado 2016, Premio Valentino Bucchi 2017, Premio Luigi Nono 2017, Premio A. Salieri 2013, Premio Civardi (Val Tidone Competition) 2013, 3° premio Wettbewerb Klingenthal Accordion 2015, Contemporaneamente Fisarmonica (Conservatorio Santa Cecilia) 2012 e molti altri.

Nel 2019 è stato selezionato da YCAT (Young Classical Artists Trust).

Nel 2017 è uscito il suo primo cd da solista [LIMES (VDM Records)], recensito su «Il Sole 24 Ore», «la Repubblica», «Il Giornale della Musica», «suonarenews».

Ha tenuto concerti presso la Kammermusiksaal della Berliner Philharmonie, Royal Birmingham Conservatoire, Cité de la danse et de la musique – Strasbourg Conservatoire, IUC – Istituzione Universitaria dei Concerti, Conservatorio L. Cherubini in Firenze, JVLAM (Academy of Music in Riga), Accademia Filarmonica Romana, Conservatorio F. Morlacchi di Perugia, St. Petersbourg State Academic Cappella, Hauspoz, Amici della Musica di Padova, Società dei Concerti – Milano, AJAM, Festival Pergolesi-Spontini, Festival Nuova Consonanza, Romaeuropa Festival, Elba Isola musicale d’Europa, Suoni Riflessi, Amici di Campo lo Feno, Oratorio del Gonfalone, Val Tidone Festival, Mantova Musica, Amici della Musica di Foligno, Stagione Concertistica Filarmonica Umbra.

Ha effettuato tournée in Spagna, Francia, Regno Unito, Slovacchia, Serbia, Ucraina e Lettonia.

Ha collaborato con ensemble e orchestre come il Quartetto Fonè, I Virtuosi Italiani, FORM Orchestra Filarmonica Marchigiana, State Hermitage Orchestra tra gli altri.

Le sue registrazioni sono state trasmesse da Rai Radio Tre, BBC Radio3 e Radio Classica.

In pubblicazione quest’anno un nuovo cd per Delphian Records con le Variazioni Goldberg BWV 988 di J.S. Bach. In programma concerti presso: Aldeburgh Festival, Wigmore Hall, Ryedale Festival, Bothmer Festspiele Mecklenburg-Vorpommern e Schlern Music Festival, in collaborazione con E. Nikolovska (mezzosoprano), Castalian Quartet, Quator Hermes e T. Debus (flauto barocco). È docente di fisarmonica presso i Conservatori G. Tartini di Trieste, Carlo Gesualdo da Venosa di Potenza e F.A. Bonporti di Trento-Riva del Garda.

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