Insieme alla primavera, arriva oggi (in Tv) “Io, Leonardo” il film diretto da Jesus Garces Lambert.

Un cast d’eccezione a cominciare dal protagonista Luca Argentero che è chiamato ad incarnare uno dei più grandi geni dell’umanità.

Esattamente sei mesi fa avveniva l’anteprima e la conferenza stampa a Milano. Il film è uscito nelle Sale, distribuito da Lucky Red, con una distribuzione tradizionale, cosa rappresenta una grande novità per i film d’arte.

Tutti ne parlano da mesi e stasera 21 marzo alle 21.15 sarà in prima Tv su Sky Cinema Due e su Sky Arte.

Roberta Nardi ha “indagato” alcuni retroscena sui personaggi in una chiacchierata con il noto regista internazionale.

Jesus Garces, ci racconti com’è avvenuta la trasformazione del protagonista, l’attore Luca Argentero in Leonardo Da Vinci? 

Il lavoro che abbiamo fatto è partito dal leggere tanto, guidati dal professor Pietro Marani, uno dei più grandi esperti al mondo di Leonardo da Vinci; lui ha delimitato tutta una serie di ricerche: io come regia sono partito leggendo molti dei testi di Leonardo e ho filtrato queste mie informazioni a Luca Argentero. Abbiamo letto la sceneggiatura. Abbiamo studiato chi fosse Leonardo e poi…Abbiamo dimenticato il testo scritto.
Una delle cose più belle è stata quando si è messo il costume e la parrucca: indossare anche fisicamente i panni di un uomo del rinascimento ha aiutato anche l’attore a trovare il personaggio.
Vedremo un ritratto lontano da ogni stereotipo, un Leonardo giovane e con molte intuizioni non compiute, esatto? 
Sì. Noi pensiamo sempre a Leonardo come un anziano, con barba e capelli bianchi, “polveroso”. In realtà Leonardo è stato giovane ed è stato un uomo molto bello. Nel film si vede quanto fosse vanitoso pensando alle proprie invenzioni. Si vede quanto sia ispirato, e viene indagato il suo rapporto con la natura. Andiamo quindi a cercare di capire chi fosse quest’uomo, andiamo a svelare il perchè della nascita delle sue opere e delle sue intuizioni, anche di quelle che non ha mai concluso in quanto era un uomo molto inconcludente. Essendo curioso su tutto, infatti, alla fine faceva tanto ed aveva molte intuizioni ma poi concludeva poche cose.
Riguardo agli altri personaggi, da Angela Fontana a Massimo De Lorenzo cosa puoi dirci?
Il casting è stato fatto scegliendo dall’iconografia dell’epoca: Massimo di Lorenzo ha una somiglianza incredibile con Lodovico il Moro.
Angela Fontana è di una bellezza incredibile, eterea ed intelligente come Cecilia Gallerani. Nel film è evidente la somiglianza. Così come i dodici apostoli, scelti visionando i quadri dell’epoca dei personaggi da interpretare.
Un saluto a tutti i lettori di Gazzetta di Milano!

di Roberta Nardi

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