Gli store di Bologna e Milano che hanno riaperto le loro porte al seguito del restyling, rispettivamente il 30 marzo e il 9 aprile, segnano un cambiamento importante per il brand, a sostegno di un percorso di brand identity di Gutteridge che negli anni si è attestato come importante player nel mondo dell’abbigliamento maschile dallo stile sartoriale.

Una tradizione che viene da lontano ed un patrimonio di 30 anni di storia sono stati reinterpretati da Christopher Ward Studio con la volontà di rivisitare lo spazio in chiave contemporanea

e dare una nuova vita all’immagine del brand abbandonando l’iper-classicismo e abbracciando un lusso contemporaneo.

 

Gli store di Bologna in Via Ugo Bassi 9 e Milano in via Pattari 2, continuano il progetto di evoluzione iniziato a Palermo nel novembre 2021 che coinvolge ogni aspetto della classica boutique Gutteridge.

In particolar modo il negozio di Via Pattari era già stato protagonista nel 2009, anno dell’apertura, di un momento cruciale nella crescita del brand nell’ottica di un’espansione su tutto il territorio nazionale.

Linee a tratti tese a tratti morbide raccolgono un’attenta selezione di materiali di pregio come il marmo Patagonia, la paglia di Vienna, il marmo rosso Levanto e il ceppo italiano oltre che l’ottone e il cromo carbonio e ultimo non per importanza il noce canaletto.

Questi elementi fanno da cornice ai nuovi store della grande casa anglo-napoletana, dando vita ad un concetto espositivo volto a valorizzare ancor di più un prodotto in continua crescita qualitativa.

 

L’obiettivo primario di Gutteridge è quello di mantenere, rinnovare ed implementare anche la capacità di coinvolgimento dei clienti all’interno dello store fisico dove poter vivere un’experience di shopping più esclusiva e coinvolgente.

 

Occhio sempre attento all’impatto ambientale, grazie ad un’illuminazione totalmente LED a ridotto consumo di energia e all’utilizzo di packaging e shopper realizzati con carta riciclata.

 

Il Gruppo Capri, infatti, negli anni ha intrapreso un percorso diretto all’implementazione di una struttura e di processi produttivi mirati al raggiungimento di alti livelli di sostenibilità.

 

Dall’utilizzo di materiali riciclati, passando per un design più attento e sostenibile, fino ad arrivare al controllo della filiera produttiva, l’azienda si è fortemente impegnata in un percorso di ottimizzazione al fine di lavorare nel maggiore rispetto dell’ambiente possibile.

 

Le partnership importanti con i maggiori produttori di tessuti italiani rappresentano la continua ricerca stilistica e sartoriale del brand che vuole offrire una proposta sempre più importante. Fiore all’occhiello della collezione sono abiti e giacche, dal fit perfetto e dai tessuti di pregiata qualità. La proposta stilistica curata nei minimi dettagli è ricca e versatile; infatti, la collezione SS22 del brand anglo-napoletano presenta camicie in lino, bermuda in jeresey, giacche seersucker e polo in piquet di cotone.

 

Il marchio dà inoltre vita anche ad una linea di capispalla accattivanti di alta qualità e design: giubbotti, field jackets e giubbini tecnici.

 

 

ABOUT GRUPPO CAPRI

Da oltre 140 anni il marchio Gutteridge, storica firma anglo-napoletana, racchiude in sé un’affascinante combinazione di tradizione sartoriale e artigianalità, valori unici di un brand dall’eleganza senza tempo. Fondato nel 1878 dallo scozzese Michael Gutteridge, Gutteridge diventa presto un’istituzione napoletana, con lo storico spazio commerciale all’interno di Palazzo Zevallos di Stigliano, nella vivace e centralissima Via Toledo. Il marchio riscosse un grande successo non solo a Napoli e in Italia, ma anche in tutta Europa. Nel 1997 Gutteridge entra a far parte del Gruppo Capri che lo ha rilevato e l’ha sviluppato in un nuovo retail concept, pur mantenendone intatta l’identità storica.
Fondata nel 1988 da Nunzio Colella – attuale CEO – come azienda familiare, la Capri srl è rapidamente cresciuta sul mercato italiano grazie al suo innovativo format commerciale. Composta dai marchi Alcott e Gutteridge, infatti, è oggi tra le prime aziende italiane nel settore del fast fashion, con un fatturato pre-Covid di circa 300 milioni di euro.