Elisa Scheffler si racconta in un’intervista esclusiva

-D: Elisa, puoi raccontarci un po’ di te e del tuo percorso professionale?
-R: Sono mezza meneghina doc e vivo a Milano in Porta Venezia, nonostante sia cresciuta sul lago in provincia di Brescia e abbia un cognome tedesco (per le mie origini paterne che si pronuncia “sceffler” anche se si scrive Scheffler).
Professionalmente ho sempre lavorato tanto, sin da quando andavo al liceo e ho iniziato a muovere i primi passi come modella. Nel tempo, ho cercato di evolvermi per costruire un percorso pulito con dei contenuti.
Diciamo che ho fatto tanta gavetta, quella sconosciuta per molti giovani.
-D: Qual è stata la tua più grande sfida professionale e come l’hai superata?
-R: Ogni giorno è una sfida.
Non è solo arrivare a fare cose belle, ma mantenere e consolidare il punto dove si arriva, puntando a migliorarsi. Insomma, un lavoro continuo e quotidiano.
-D: Quali sono i tuoi obiettivi professionali per il futuro?
-R: Crescere in ciò che sto facendo, che mi piace molto, ma essere aperta anche a nuove situazioni e stimoli. I limiti sono nella nostra mente.
-D: C’è un progetto o un risultato di cui sei particolarmente orgogliosa?
R: Mi sento orgogliosa di quello che ho realizzato fino ad oggi, perché ho fatto tutto da sola… step by step. Poi, vado fiera di essere la persona che sono anche grazie a umiltà e l’autenticità.Photo Credits Nanni Sibona Tacco
-D:
Come gestisci lo stress e la pressione sul lavoro?
-R: Ci convivo serenamente e quando sono stanca o viaggio molto, ogni tanto mi chiudo in casa da sola per ricaricarmi. Per il resto, sono molto pratica, veloce e organizzata: la mia parte tedesca in questo mi agevola.
-D: Quali sono le tue principali fonti di ispirazione nel tuo campo?
-R: Tutto quello che vivo e vedo mi ispira, difficile risponderti con precisione.
-D: C’è un consiglio che vorresti dare a chi sta iniziando nel tuo settore?
-R: Il mio consiglio è di pensare bene se si vuole davvero questo lavoro, perché non è facile come sembra e bisogna essere disposti a fare sacrifici (magari trasferirsi, lavorare la sera o il fine settimana, vivere nell’insicurezza ecc. …). Non voglio scoraggiare chi si vuole approcciare a questo mondo, ma bensì metterlo in guardia e fargli capire che “non è tutto oro quel che luccica”, come si suol dire.
-D: Quali sono le competenze che ritieni più importanti per avere successo nel tuo campo?
-R:
Dipende quale intendi esattamente come campo, ma senza dubbio sapere fare davvero qualcosa (che sia nello specifico scrivere, cantare, ballare o condurre…), cioè avere delle skills per le quali bisogna studiare, oltre che avere una predisposizione.
Infine, non voglio essere ipocrita, un aspetto piacente sicuramente aiuta.