MTM, presentati cartelloni delle nuove stagioni dei Teatri La Cavallerizza, Leonardo e Litta.

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La cura e l’artificio

Una stagione insieme 2022-2023

In un periodo sovrastato da problemi ambientali, sanitari, energetici, geopolitici, in cui la convivenza e l’inclusione, la sostenibilità e la condivisione sembrano i rimedi necessari per pensare il futuro delle prossime generazioni, il teatro come “fatto” culturale può essere inteso anche come “rimedio” a contrastare la volgarità, la disinformazione, l’incuria, l’inciviltà, la discriminazione e molte delle azioni e dei comportamenti scriteriati dell’uomo contemporaneo.

Blue skies

Dal 2006 il regista di culto David Lynch fa le sue previsioni del tempo, puntuale, ogni
giorno, per concludere quasi sempre il breve video mattutino con una frase diventata
ormai leggendaria – per quanti lo seguono – che potremmo tradurre letteralmente come
“splendidi cieli azzurri e sole dorato lungo tutto il percorso…”

Ecco, questo è l’inizio di una stagione teatrale – quella di MTM Manifatture Teatrali
Milanesi – che inizia con un cielo coperto di nubi che poi metaforicamente – durante la
lunga giornata – potrebbero diradarsi per lasciare il posto a uno splendido cielo azzurro e a
un sole dorato che ci accompagni lungo tutto il percorso.

Il cielo coperto dalle nubi è quello che abbiamo vissuto da quel marzo 2020, quando
scrivevamo in ogni dove quelle tre parole “andrà tutto bene”.

A distanza di oltre 2 anni possiamo dire che il cielo non è diventato ancora uno splendido
cielo azzurro e forse non è andato tutto bene come scrivevamo retoricamente per
consolarci del fatto che per la prima volta, in modo violento, quasi incomprensibile,
stavamo sperimentando tutta la nostra fragilità.

E’ da questa fragilità che avremmo potuto ricominciare tutto, ma così non è stato.
Come se niente fosse abbiamo pensato bene di voler far tornare tutto come prima,
cercando disperatamente di tornare in statu quo ante, nelle condizioni di prima, come a
significare che siamo tornati a sentirci invincibili, con qualche senso di colpa in più: la
questione ambientale, la sostenibilità a tutti i costi, una rinnovata attenzione alle
discriminazioni economiche, sociali, politiche, di genere, propugnando anche un’ Agenda
2030 per lo sviluppo sostenibile in nome di un futuro del mondo che possa risultare più
equo da un lato, più sensato, ma purtroppo ugualmente compromesso con la parte oscura
dell’essere umano, quella votata all’ingiustizia, alla guerra, alla competitività più sfrenata.

Questo è il nostro statu quo ante ed è per questo motivo che abbiamo voluto pensare
alla parola “cura”. Il teatro come “fatto” culturale può essere inteso anche
come “rimedio” a contrastare la volgarità, la disinformazione, l’incuria,
l’inciviltà, l’ingiustizia, la discriminazione e molte delle azioni e dei
comportamenti scriteriati dell’uomo contemporaneo.

Nel momento più buio, con il cielo coperto di nubi
Se all’inizio abbiamo pensato con sgomento di essere stati ‘dimenticati’ dal sistema di
governo della vita culturale del nostro paese retta dalle Istituzioni pubbliche e private, che
sono il riferimento costante del nostro lavoro, poi ci siamo dovuti ricredere per la
sensibilità con cui MiBACT Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il
Turismo, Regione Lombardia, Comune di Milano e Istituzioni private come
Fondazione Cariplo hanno creato opportunità economiche attraverso modalità di
recovery e bandi per arginare il dissanguamento repentino dei teatri, dei lavoratori e degli
artisti di quei teatri e di quelle aziende culturali come la nostra che da oltre 40 anni
operano sul territorio cittadino, regionale e nazionale. Questo non significa che sul campo
non siamo rimasti dei “morti”.

Ma comunque – alle Istituzioni tutte – vogliamo dire un “grazie”, vero, sentito, leale per aver permesso la sopravvivenza anche quando tutto sembrava perduto e con questo “tutto” vogliamo prima di ogni altra cosa significare i posti di lavoro di decine di collaboratori e lavoratori che fanno riferimento alla Fondazione Palazzo Litta per le Arti Onlus e la Cooperativa Sociale Teatro Litta che governa il progetto artistico di Manifatture Teatrali Milanesi nel suo complesso.

Certo, anche in questo caso – come già detto – non è “andato tutto bene”, e ci sono ancora
molti margini di manovra da mettere a punto in un paese come il nostro, nel quale cultura
e turismo potrebbero diventare un importante “attore economico” di primo piano del
sistema-paese.

Ma per questo, forse, dobbiamo aspettare di poter contare su una consapevolezza maggiore
e più approfondita di chi governa anche questo settore.

Prendersi cura
Pensare al teatro come a un prendersi cura della realtà dell’uomo.
Ma anche procedere per curatele specifiche di progetti realizzati anche intorno e collateralmente alle proposte di spettacoli teatrali.
E poi avere estrema cura del pubblico, cercando una nuova audience con lo spettro
generazionale più ampio possibile, e realizzando ciò attraverso iniziative specifiche nate
intorno alla formazione, alla divulgazione e alla promozione, mirate soprattutto
al pubblico e agli artisti degli anni futuri.

Il progetto artistico MTM Manifatture Teatrali Milanesi – al suo apparire sulla
scena milanese e nazionale nel 2015 – si è contraddistinto immediatamente per le sue
caratteristiche di forte innovazione.

Si è presentato immediatamente come un modello di piattaforma dove poter
atterrare e dialogare con più voci intorno a una direzione artistica condotta
attraverso un tavolo allargato di responsabili, coadiuvati nella progettazione da
curatele specifiche affidate alle nuove generazioni (uno per tutti il Festival
indipendente HORS – House Of The Rising Sun)
Per MTM innovazione nella proposta e nella progettazione dovevano interrompere l’idea
tradizionale di un teatro/casa di un singolo artista/regista, ma trasformare i nostri 3
teatri in palcoscenici aperti alle nuove voci della scena teatrale italiana e a un
reale ricambio della classe dirigente e artistica, senza pensare a rendite di
posizione
Chi non ci capiva, chi ci criticava perché in genere un teatro si identifica – come è nella
nostra tradizione culturale – attraverso l’operato artistico di un solo artista ha dovuto
necessariamente prendere atto che MTM è una piattaforma aperta a molte voci,
generi, forme di espressione teatrale, che si declinano in percorsi, in collane
editoriali, e che si identificano anche attraverso quelle piccole icone (che si trovano
accanto ad alcuni spettacoli e progetti del nostro materiale di comunicazione) create dal
nostro studio grafico per tracciare una mappa nel giardino delle nostre proposte e
per condurre gli spettatori che ci seguono interessati, curiosi, solidali, animati da
un’empatia che ci ha molto confortati anche quando eravamo chiusi in casa in quel periodo
triste in cui dovevamo curare la nostra incolumità fisica.
Pensando alla cura per rigenerare la fiducia
E pensando alla cura per rigenerare la fiducia abbiamo pensato al femminile, alla
natura che genera e governa l’uomo fin dalla sua nascita, alle figure protagoniste del mito
classico come Alcesti, Medea, Antigone, Circe, Penelope che saranno
protagoniste di alcuni degli spettacoli in cartellone.
Allo stesso modo non mancano i grandi riferimenti del teatro dei grandi autori e scrittori
come Luigi Pirandello, Giovanni Testori, Carlo Goldoni, Copi, passando anche
attraverso un progetto anomalo dedicato al nouveau roman francese, e a un autore
come Alain Robbe-Grillet e agli altri autori dell’école du regard.
Ma non mancano i grandissimi classici come Anton Cechov, Edmond Rostand, fino ai
contemporanei Yasmina Reza, Ethan Coen, Amos Kamil, Francis Veber per poi
visitare angoli più nuovi tracciati dalla nostra mappa di percorso che arriva alle nuove
proposte di Alberto Milazzo, Alessandro Baricco, Renato Gabrielli, Letizia
Russo, per citarne solo alcuni fra i tanti che potrete trovare in questo avant-programme
di stagione che vogliamo donarvi nel giorno del solstizio d’estate di questo 21 giugno del
2022.

Dietro questi nomi ce ne sono molti altri e sono quelli degli artisti, degli
interpreti, dei registi, degli scenografi, dei costumisti, dei tecnici che
affolleranno una lunga stagione che ci auguriamo possa essere illuminata dal sole dorato
lungo tutto il percorso
E allo stesso modo non manca un’attenzione sempre più definita al corpo
dell’attore/danzatore/performer come scrittura ed espressione artistica, e narrazione di un
presente attraverso gli spettacoli espressamente dedicati alla danza e al teatro/danza.
Occorre, in chi guarda questa nostra proposta, una fiducia nel voler seguire i
percorsi, passando dall’uno all’altro senza remore o cercando giustificazioni di qualche
genere, ma semplicemente seguendo l’istinto e la voglia di cercare e scoprire, come in un
viaggio interiore nel mondo delle idee, dei sentimenti, degli avvenimenti e delle storie.
L’artificio e la farfalla
E in conclusione vogliamo sottolineare quanto il nostro lavoro – che è vero artigianato
sostenibile – sia comunque un artificio inteso come uso dell’arte per ottenere fini
determinati di bellezza e coesione fra gli individui.
Un teatro fatto e inteso come artificio, che diventa in ogni caso e occasione abilità,
lavoro, artigianato, maestria, formazione, divulgazione, ma anche
trasformazione interiore di pensiero e spirito.
La farfalla cristallizzata e iconica nella sua funzione grafica ci guida come simbolo di
fragilità che per noi significa rinascita, trasformazione interiore che parte da una
condizione assai limitante per arrivare alla piena manifestazione della sua bellezza.
Insieme alla farfalla vogliamo associare la speranza, ma anche il coraggio per
continuare a tracciare i percorsi del nostro operato da condivider con chi avrà fiducia in
noi e nello stare insieme, con la consapevolezza che quello che la natura fa nel suo corso è
metterci sempre alla prova, e che il teatro – che della vita è lo specchio – diventa a
sua volta la prova per immaginare un mondo diverso.
La direzione artistica

MTM Teatro Leonardo_sinossi spettacoli_22 23

MTM Teatro La Cavallerizza_sinossi spettacoli_stagione 22 23

MTM Teatro Litta_sinossi spettacoli_22 23