Questa è la storia di quattro amici liceali e della zia di uno di loro, un tipo tosto che protesta in piazza per Fridays for Future e sa raccontare storie. Ed è proprio a casa sua, nel centro esatto di Milano, che i quattro scopriranno per caso una botola segreta che li condurrà nei sotterranei di un antico monastero benedettino, un luogo di torture dove venivano segregati eretici e prigionieri al tempo della peste. Nel “mondo di sotto”, alla luce fioca del cellulare, i ragazzi scopriranno l’ombra creduta vera di un monaco: Gunotto da Pavia, conosciuto proprio grazie ai racconti della zia. Ma cosa vorrà mai da loro e perché gli appare all’improvviso?

«La magia e la realtà sono legate. Se ci credi è magia: sei tu che la fai esistere credendoci. Se non ci credi è realtà», dice Antonio che ama travestirsi da Aiace e scrive poesie bellissime. Omar e Olivia, legati a doppio filo, si troveranno così a fare i conti con una parte di loro tenuta – chissà poi perché – segreta: l’omosessualità di uno e le illusioni d’amore dell’altra. E infine Nina, solare e combattiva, felice di farsi trasportare in un altrove che aprirà squarci inattesi nella sua vita familiare. Il viaggio sotterraneo cambierà per sempre il loro destino?

Un sorprendente romanzo di formazione che rivela le domande più intime degli adolescenti e la loro ricerca di risposte per il futuro.

Daniela Dawan è nata a Tripoli, in Libia, dove ha vissuto fino all’età di dieci anni. Costretta a fuggire con la famiglia per gli eventi drammatici che avvennero durante la Guerra dei sei giorni, è approdata in Italia. Ha poi trascorso altri periodi all’estero, in particolare a New York e a Bruxelles. Attualmente vive a Milano ed è Giudice della Suprema Corte di Cassazione, ma è soprattutto la zia di Daniel e Sara con i quali ha condiviso e condivide gran parte della sua vita.

Le piacciono i cani, specie Joy, il rhodesian ridgeback di Sara che è diventato un po’ anche suo. Adora giocare a ping-pong (dove è pressoché imbattibile) e non può fare a meno del mare. Ha pubblicato i romanzi: “Non dite che col tempo si dimentica” (2010), e “Qual è la via del vento” (2018), finalista all’edizione 2019 del premio Lugnano in Teverina e vincitore dei premi letterari IusArte Libri e ADEI-WIZO «Adelina Della Pergola», quest’ultimo per la sezione Ragazzi.

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