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Intesa Sanpaolo, 30 miliardi per l’export delle PMI

Credito nel prossimo triennio, accordi bancari in Francia, India e Brasile e nuovi strumenti per accompagnare le imprese italiane sui mercati internazionali. Il piano sostiene esportazioni, investimenti e ricerca di partner commerciali.

Trenta miliardi di euro di credito nel prossimo triennio per sostenere l’export e l’internazionalizzazione delle PMI italiane. È la principale misura del nuovo patto presentato il 4 novembre a Roma da Intesa Sanpaolo e Confindustria, insieme a SACE, SIMEST e ICE.

L’iniziativa affianca finanziamenti, coperture assicurative, servizi di consulenza e ricerca di controparti estere. L’obiettivo è accompagnare le piccole e medie imprese nella diversificazione dei mercati e nella costruzione di una presenza internazionale più stabile, in uno scenario segnato dalle tensioni geopolitiche e dalla trasformazione delle filiere produttive.

Export PMI: a cosa serviranno i 30 miliardi di credito

Le risorse messe a disposizione da Intesa Sanpaolo saranno destinate a finanziare esportazioni, investimenti diretti all’estero e progetti produttivi realizzati in Italia funzionali alla crescita internazionale.

Il piano, promosso dalla Divisione Banca dei Territori, guidata da Stefano Barrese, interviene quindi su più fasi dello sviluppo aziendale: dalla preparazione dell’offerta per i mercati esteri all’apertura di una filiale commerciale, fino alla realizzazione di strutture produttive e logistiche.

La disponibilità di credito rappresenta uno dei cinque pilastri dell’accordo, che comprende anche nuove collaborazioni bancarie, strumenti per individuare clienti e fornitori e soluzioni dedicate all’esportazione di macchinari.

Accordi con banche in Francia, India e Brasile

Per rafforzare l’assistenza alle imprese nei mercati di destinazione, Intesa Sanpaolo ha avviato partnership con istituti bancari locali in Francia, India e Brasile. L’estensione ad altre economie emergenti è prevista entro il primo semestre del 2027.

Le collaborazioni puntano a facilitare la gestione di pagamenti, incassi, liquidità e rapporti bancari delle aziende italiane presenti all’estero con controllate, stabilimenti o filiali commerciali.

Alla rete bancaria si affianca Connecting Markets, la piattaforma sviluppata dalla Banca dei Territori per individuare potenziali clienti, fornitori e partner industriali in oltre 170 Paesi. La collaborazione con ICE integra questo percorso con attività di promozione e accompagnamento commerciale.

Investimenti all’estero: il ruolo di SIMEST

Un’altra direttrice riguarda gli investimenti diretti all’estero, attraverso l’integrazione tra i finanziamenti della banca e gli strumenti di SIMEST, società del Gruppo CDP.

Prestiti partecipativi e finanziamenti subordinati potranno concorrere a sostenere la creazione o il potenziamento di impianti produttivi, filiali commerciali e hub logistici.

Il percorso prevede un affiancamento alle imprese fin dalle fasi iniziali del progetto, per mettere a fuoco esigenze finanziarie, opportunità di mercato e complessità operative.

Macchinari e beni strumentali: liquidità per gli esportatori

Una parte specifica del patto è dedicata ai macchinari e ai beni strumentali, comparto che, secondo i dati riportati nel comunicato, rappresenta il 18% delle esportazioni italiane.

La nuova soluzione di Intesa Sanpaolo consente alle aziende esportatrici di anticipare la liquidità relativa a forniture con pagamento dilazionato. Il meccanismo combina la Polizza Credito Fornitore di SACE, a copertura dei rischi commerciali e politici, con il contributo in conto interessi di SIMEST, finalizzato a rendere più competitive le condizioni proposte agli acquirenti esteri.

Completano l’offerta i servizi di Trading Company, che seguono le forniture anche negli aspetti logistici, finanziari e doganali, e le soluzioni di noleggio operativo disponibili attraverso la partnership con Grenke.

Barrese: internazionalizzazione come percorso strutturale

Secondo Stefano Barrese, la crescente complessità dei mercati richiede una collaborazione più stretta tra operatori pubblici e privati.

Il responsabile della Divisione Banca dei Territori ha ricordato che, nell’ultimo triennio, Intesa Sanpaolo ha messo a disposizione oltre 19 miliardi di euro per le attività internazionali, gestendo più di mille progetti di accompagnamento all’estero.

Per il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, la sfida comprende il rafforzamento delle imprese nelle filiere globali e la costruzione di partnership industriali, soprattutto nei Paesi emergenti.

Formazione e assistenza per le imprese del territorio

L’accordo sviluppa la collaborazione avviata nel 2025 tra Intesa Sanpaolo e Confindustria e prevede roadshow, webinar e incontri informativi per favorire la conoscenza degli strumenti disponibili.

Il modello della banca si rivolge a circa 90.000 imprese clienti attive sui mercati internazionali, con oltre 300 specialisti dedicati all’estero. Il gruppo dichiara una presenza in più di 40 Paesi e una rete di partner locali in oltre 140 territori strategici.

Per le PMI di Milano e della Lombardia interessate a espandersi oltreconfine, i temi centrali del piano sono l’accesso al credito, la ricerca di controparti affidabili e la gestione dei rischi: passaggi che accompagnano sia le prime esportazioni sia il consolidamento di attività già presenti all’estero.

Fonte: comunicato stampa Intesa Sanpaolo del 4 novembre 2026.