Ponte Morandi, Consulta: non illegittima esclusione Autostrade da ricostruzione.

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People gather in the area of the Morandi highway bridge after Archbishop of Genoa Angelo Bagnasco's mass to honour the 43 victims of the collapse, in Genoa, Italy, 2 November 2018. Genoa Archbishop cardinal Angelo Bagnasco on Friday for the first time visited the site of the August 14 bridge disaster that killed 43 people, laying flowers under the twin stumps of the Morandi Bridge. Bagnasco made the gesture on All Souls' Day, the day when Christians remember their dead. ANSA/SIMONE ARVEDA

Non è illegittimo estromettere Aspi dalla ricostruzione del Ponte Morandi. Lo ha stabilito la Corte costituzionale che ha ritenuto non fondate le questioni relative all’esclusione legislativa di Aspi dalla procedura negoziata volta alla scelta delle imprese alle quali affidare le opere di demolizione e di ricostruzione del Ponte Morandi.

La Corte Costituzionale ha ha esaminato nell’odierna camera di consiglio le questioni sollevate dal Tar della Liguria riguardanti numerose disposizioni del Decreto legge n. 109 del 2018 (cosiddetto Decreto Genova) emanato dopo il crollo del Ponte Morandi.

Il Decreto ha affidato a un commissario straordinario le attività volte alla demolizione integrale e alla ricostruzione del Ponte nonché all’espropriazione delle aree a ciò necessarie. Inoltre, è stato demandato al commissario di individuare le imprese affidatarie, precludendogli di rivolgersi alla concessionaria Autostrade Spa (Aspi) e alle società da essa controllate o con essa collegate. Infine, il Decreto impugnato ha obbligato Aspi a far fronte ai costi della ricostruzione e degli espropri. La Corte ha poi dichiarato inammissibili le questioni sull’analoga esclusione delle imprese collegate ad Aspi e quelle concernenti l’obbligo della concessionaria di far fronte alle spese di ricostruzione del Ponte e di esproprio delle aree interessate. La sentenza sarà depositata nelle prossime settimane.