Gruppo CAP mette a nuovo il depuratore a Peschiera Borromeo e presenta il sistema di monitoraggio in continuo degli odori, per tutelare l’ambiente e il benessere della cittadinanza.

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4 nasi elettronici più una centralina meteo per il monitoraggio in continuo delle emissioni odorigene, importanti interventi strutturali per rendere ancora più performante un’infrastruttura che rappresenta un prezioso presidio ambientale per il territorio, fulcro di importanti progetti di ricerca europei sul riutilizzo delle acque trattate. Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, insieme al Sindaco Caterina Molinari e al Vicesindaco Marco Righini, ha presentato oggi il dettaglio dei progetti per il rinnovamento tecnologico del depuratore di Peschiera Borromeo in ottica di economia circolare, che prevede investimenti pari a 16 milioni di euro per aumentarne la capacità di trattamento.

Per l’occasione, è stato anche inaugurato il murales 100% green realizzato nell’ambito del progetto aziendale Linking Water con “una pittura ecosostenibile a base di acqua dell’azienda Airlite, ottenuta grazie a una tecnologia innovativa, che riduce al minimo odori e agenti inquinanti (ossidi di azoto, formaldeide, acetaldeide, cloruro di metilene, benzene), trasformandoli in sostanze inerti. Il tutto in modo naturale, grazie all’energia della luce solare.

 

 “I depuratori costituiscono un sistema complesso e articolato di processi e tecnologie capaci di restituire all’ambiente acqua pulita pronta per diventare di nuovo elemento vitale alla base dell’ecosistema di un territorio, ha spiegato Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP. Il nostro obiettivo è renderli sempre più performanti e sviluppare le loro infinite applicazioni in ottica di economia circolare. Un impianto tecnologicamente avanzato permette di mitigare tanto gli odori quanto l’impatto dei fenomeni atmosferici estremi come le bombe d’acqua, e il progetto di revamping si inserisce proprio in questa prospettiva”.

 

“Siamo orgogliosi di condividere il percorso di innovazione tecnologica che Gruppo CAP sta sviluppando su questo territorio, un progetto importante che va a beneficio della città e dei suoi abitanti e di cui anche l’amministrazione di Peschiera Borromeo fa parte, ha affermato Caterina Molinari, Sindaco di Peschiera Borromeo, durante l’intervento. Questo impianto è il risultato di una sfida su cui CAP ha scommesso, quella di adeguare un servizio pubblico ai più alti standard tecnologici e di sostenibilità, sfida che significa progresso che potrà essere trasmesso anche ad altre municipalità, un vero esempio di transizione ambientale. Siamo contenti che tutto ciò avvenga qui. Non fermiamoci”.

 

Gruppo CAP ha adottato avanzati dispositivi di monitoraggio degli odori che simulano il processo mentale di memorizzazione e riconoscimento del sistema olfattivo umano. Presso l’impianto di Peschiera sono stati installati 4 “nasi elettronici”, che tecnicamente vengono definiti IOMS (Instrumental Odour Monitoring System), che una volta posizionati, vengono “addestrati” per monitorare le emissioni odorigene dell’impianto e le concentrazioni degli inquinanti specifici. Grazie all’integrazione di una centralina meteo e di un software specifico, dai dati rilevati è possibile calcolare l’impatto olfattivo secondo un modello matematico sviluppato appositamente per l’impianto.

 

I nasi elettronici, in funzione da inizio anno, consentono ai tecnici di CAP di intervenire tempestivamente in caso di anomalie, come già avviene negli impianti di Canegrate, Bresso, Assago e Pero, dove il sistema è già operativo e offre informazioni utili alla migliore gestione del processo di depurazione delle acque.

 

Il progetto di monitoraggio non è il solo intervento di rilievo: durante il 2020 l’impianto di Peschiera è stato oggetto di un programma di lavori di manutenzione straordinaria nelle sezioni di biofiltrazione, ossidazione e grigliatura, oggi terminati, che ora si sta concentrando sui sedimentatori, sui digestori e sul  sistema di telecontrollo, dispositivo 4.0 che permette una gestione da remoto 24 ore su 24 dei flussi di scarico, costituendo un nuovo asset tecnologico di prim’ordine per la segnalazione di sversamenti illeciti.

 

È inoltre in corso di autorizzazione un ampio progetto di revamping del valore di 16 milioni di euro per aumentare le capacità di trattamento dell’impianto, in modo da garantire un servizio efficiente e adeguato anche in vista dell’incremento della popolazione sul territorio.

 

Gli interventi sul depuratore di Peschiera Borromeo si inseriscono nella strategia adottata da Gruppo CAP con il suo Piano di Sostenibilità presentato nel 2019. In questo senso, già nel novembre 2018, presso l’impianto Peschierese, l’azienda pubblica ha dato vita al primo Sanitation Safety Plan italiano, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e con la supervisione della North Carolina University. L’applicazione delle cosiddette tecnologie IOT ha consentito il monitoraggio continuo e il controllo costante della qualità delle acque trattate, grazie all’installazione di sensori multi-parametrici predisposti a monitorare e minimizzare il rischio di contaminazione nel riutilizzo dell’acqua, compresi quelli per la misurazione in tempo reale di batteri quali escherichia coli ed enterococchi, testati per la prima volta in Europa su un’operazione di riutilizzo. L’impiego di un drone connesso a una rete di sensori ha consentito il monitoraggio degli effetti dello stress idrico sul suolo e sull’atmosfera.

 

Un progetto ambizioso, che ha ricevuto un finanziamento di 5 milioni di euro da parte della Commissione Europea nell’ambito della call Horizon 2020 “Digital solutions for water” al progetto “DWC – digital-water.city – Leading urban water management to its digital future”. DWC è coordinato dal Centro di Competenza sulle Acque di Berlino (KWB) e raggruppa 24 partner provenienti da 10 Paesi europei, tra i quali Gruppo CAP insieme all’Università Politecnica delle Marche, all’Università Statale di Milano e all’Istituto Superiore di Sanità, per sviluppare attività sperimentali nelle 5 città metropolitane Europee selezionate: oltre a Milano e Berlino, ci sono Parigi, Copenhagen, Sofia.

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