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dagli operatori della Rsa San Giuseppe riceviamo e pubblichiamo

“Un giorno la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno.”
MARTIN LUTHER KING

C’era una volta una casa di riposo, questa Casa si chiama “R.S.A San Giuseppe” e si trova in Via delle Ande, 11 a Milano, dove fino a poco tempo fa il resto del mondo non contava perché la vera bellezza era al suo interno.

La bellezza della nostra casa non è mai stata strutturale ma bensì la si trova nelle persone chela vivono, che lavorano sorridendo e ci mettono cuore e passione in quello che fanno. Qua, da narratore potrei far risaltare numerose testimonianze e ringraziamenti ma non è questo l’obiettívo!

Ad un certo punto, come per ogni favola, arriva il lupo cattivo così chiamato “Covid-19” e più precisamente il 2 marzo 2020 la gaura bussò alla porta.

In silenzio le cose incominciavano a cambiare, alcuni dei nostri Ospiti hanno iniziato a non essere più in pieno benessere e questa era la principale preoccupazione di tutto il personale, il nostro mondo era appena stato attaccato.

La loro quotidianità è stata stravolta: niente più feste, niente più canti in salone tutti insieme, niente più tombola con i premi super desiderati, niente più S. Messa al sabato pomeriggio, niente più musicoterapia, niente più ginnastica di gruppo, niente… niente niente… niente fino ad arrivare a niente più visite da parte dei loro adorati familiari. Quanta sofferenza nel vedere tutti gli operatori star male davanti all’ angoscia di ogni nostro Ospite.

Davanti al lupo cattivo hanno dimostrato di essere una squadra unita con sacrificio di tutti gli operatori, infermieri, medici, fisioterapisti, personale amministrativo, addetti alle pulizie, cuoche e direttori… uniti per portare avanti la mission della loro casa di cura:

“Niente è più sacro, più intelligente e più bello che studiare, difendere, curare e rilanciare la vita, tutta la vita: corpo, intelligenza, spirito”.
Don Luigi Verzè

È vero… la fatica fisica e psicologica era ormai tanta ma tutto il personale in servizio ha sempre contribuito nel dare una dignitosa assistenza ai suoi Ospiti, non facendoli sentire soli, dando una parola di conforto, o semplicemente una carezza o un sorriso che a volte vale più di mille parole. Sono andati ben oltre i loro ruoli, tutti, chi più chi meno ma mettendoci sempre il coraggio di affrontare la triste realtà che gli abitanti della casa stavano vivendo.
Ma voi avete mai visto un fisioterapista che si trasforma tutti i giorni in addetto al trasporto dei carrelli della cucina?

Tutto ciò per far arrivare ai Nostri Ospiti il cibo caldo e sgravare dal peso del loro trasporto le cuoche.

Ma voi avete mai visto un infermiere dire una preghiera in silenzio e adagiare ogni giorno una rosa rossa sulle bare degli ospiti deceduti?
Tutto ciò come avrebbe fatto una figlia o un nipote perla propria mamma o papà, nonno o nonna.
Ma voi avete mai visto operatori in turno per 12h consecutive?
Non può lasciarvi indifferenti… vedere operatori con occhi lucidi e con i segni sul volto di chi è veramente provato quando lavori tutti i giorni pertante ore.

Ma voi avete mai provato a dare le cosi dette “Brutte notizie” ai familiari che da tempo non vedono fisicamente il proprio caro, secondo voi quanto può essere devastante?
Dottoresse che hanno guardato la porta aperta al lupo cattivo, ma con il coraggio gliel’hanno sbattuta in faccia perché nello stesso momento qualcun altro aveva un piccolo miglioramento e la cosa le riempiva di gioia e speranza.

Ma sapete una cosa? Il lupo cattivo sporca, si attacca e si impadronisce degli ambienti che non sono i suoi, ospite non gradito… ma nella casa c’è una squadra speciale che, munita di scopettone candeggina e sorriso, chiude le porte al lupo!

La Casa in Via delle Ande ha tanti telefoni che squillano contemporaneamente… e sapete chi è riuscito a fare la magia nel rispondere a tutte le richieste di informazioni, conforto, supporto, rassicurazione al familiari dei cari abitanti? Quelle che in altre realtà vengono chiamate amministrative ma in quella casa sono operatori come tutti gli altri.

E parliamo un po’ delle cuoche… loro vivono al piano meno uno, isolate e sempre affaccendate a tagliare, sminuzzare, frullare, condire, omogenizzare e preparare ad ognuno degli abitanti della casa il pasto migliore

Infine vi posso confessare che a lavorare sono rimasti in pochi, tanti operatori sono a casa perché malati, alcuni rientrati in servizio perché guariti, diversi a casa perché impauriti dal lupo cattivo, ma sicuro è che in questa emergenza sanitaria i loro superiori responsabili si sono prodigati nel seguire scrupolosamente e con molta professionalità tutte le indicazioni date quotidianamente dagli organi competenti ATS-MILANO REGIONE LOMBARDIA, COMUNE DI MlLANO…etc..

Guardando tutti gli abitanti della Casa ho percepito la bellezza dello spalleggiarsi a vicenda, del supportarsi e guardare oltre i mormorii di chi non ha vissuto e non vive con il lupo cattivo alle spalle.

Chiedetevi, Ma io avrei fatto meglio?

LETTERA OPERATORI

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