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Capi Armani contraffatti, maxisequestro GdF

I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano, nell’ambito dell’intensificazione delle attività a contrasto della contraffazione e del controllo economico del territorio, hanno sottoposto a sequestro oltre 65.000 capi di abbigliamento riproducenti falsi loghi del brand “Armani”.

In particolare, i Finanzieri della Compagnia di Melegnano hanno notato nei pressi di uno show room di Lacchiarella, stivati all’interno di alcuni imballaggi, capi d’abbigliamento riproducenti il marchio della nota casa di moda e sono pertanto intervenuti all’interno di un capannone in uso alla società titolare della merce, rinvenendovi altri capi d’abbigliamento contraffatti.

Contestualmente i militari hanno proceduto a perlustrare l’area nei pressi del capannone, intercettando, a pochi chilometri di distanza, un rimorchio con container all’interno del quale, a seguito di immediate verifiche sul posto, è stata rinvenuta ulteriore merce contraffatta riportante i segni distintivi del medesimo brand.

Sono stati quindi sottoposti a sequestro capi d’abbigliamento vari (pantaloni, felpe, magliette, tute) per un totale di 65.224 pezzi e il rappresentate legale della società destinataria è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per reati di introduzione sul territorio dello Stato e vendita di prodotti contraffatti.

L’attività di servizio svolta testimonia il costante impegno del Corpo a tutela della legalità economica, della proprietà intellettuale e della libera e leale concorrenza tra imprese.

Si evidenzia che il procedimento penale verte ancora nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

La diffusione del presente comunicato stampa è stata autorizzata dalle Procura della Repubblica di Pavia in ottemperanza alle disposizioni del Decreto Legislativo n. 188/2021, restando ferma la presunzione di innocenza dei soggetti indagati nell’ambito della sopraccitata attività, da reputarsi non colpevoli fino alla eventuale sentenza di condanna divenuta irrevocabile.