Virus cinese, Regione Lombardia attiva piano di prevenzione. No allarmismi, non intasare pronto soccorso.

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“Il sistema di prevenzione e di sicurezza sanitaria è stato attivato ed è pronto ad intervenire.
In Lombardia e in Italia però non c’è nessun allarme e non è stato segnalato alcun caso di contagio da coronavirus”.

Lo dichiara l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, illustrando il piano d’azione messo in atto in applicazione delle indicazioni internazionali di salute pubblica.

“Siamo in stretto e costante raccordo con il ministero della Salute – spiega Gallera – per le azioni da attivare a cura delle Regioni. Si è svolto oggi a Palazzo Lombardia un incontro fra i rappresentanti dell’Unità Operativa Prevenzione della Direzione Generale Welfare e i responsabili delle Unità di Malattie Infettive delle Asst, i responsabili della rete di Sorveglianza delle Malattie Infettive di Ats. Sono stati condivisi con tutti gli operatori sanitari i criteri per l’individuazione di casi sospetti”.

“In questo momento i casi sono, dal punto di vista numerico, molto limitati. È giusto garantire un adeguato livello d’attenzione, ma assolutamente senza creare allarmismo o panico”.
Parte da questa considerazione la professoressa Maria Rita Gismondo, direttore della Microbiologia Clinica, Virologia e Diagnostica delle Bioemergenze, dell’ospedale ‘Sacco’ di Milano, per fare il punto, in un’intervista a ‘Lombardianotizie.online’, il quotidiano web della Regione Lombardia, sulla situazione relativa al tema del virus che si sta diffondendo in Cina.

“Non siamo all’emergenza”

“Nel ribadire che non ci troviamo davanti a un’emergenza – ha spiegato la professoressa Gismondo – è bene sottolineare che l’Italia, e in particolare la Lombardia, sono preparate per affrontare qualsiasi evenienza. Proprio in Lombardia esiste l’eccellenza della famosa ‘BSL4’ che si trova all’interno dell’ospedale ‘Sacco’. È l’unica cabina di più alto contenimento infettivologico che abbiamo in Italia, quindi la garanzia di poter esaminare campioni ad altissimo rischio di infettività garantendo la totale protezione del personale dedicato e una diagnosi rapida”. “In Lombardia – ha spiegato la responsabile del ‘Sacco’ – anche grazie alla ‘rete’ che collabora con noi per rispondere a eventuali bioemergenze, casi simili a quello cinese, fanno elevare appena la nostra soglia di attenzione: per noi la bioemergenza è una routine”.

“Evitate assolutamente il ‘fai da te’”

Guardando più direttamente alla preoccupazione dei cittadini, la professoressa Gismondo è categorica: “Evitate assolutamente il ‘fai da te’. Considerate anche le esperienze precedenti, come la Sars nel 2003 o, più recentemente, l’ebola, il nostro consiglio è di non cercare la notizia più allarmante sul web, ma di consultare solo i siti istituzionali, ovvero quelli del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore della Sanità e della Regione Lombardia”.

Evitare di ingolfare i Pronto soccorso

“Così eviteremo di ingolfare i ‘Pronto Soccorso’ – conclude Gismondo nell’intervista rilasciata a Lombardianotizie.online – togliendo energie a quello che deve essere il lavoro quotidiano per la cura dei malati”.

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