L'ingresso di Palazzo Pirelli con le bandiere dell'Europa, dell'Italia e della lRegione Lombardia, Milano, 15 Febbraio 2021. ANSA/Andrea Fasani
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“La medicina deve curare i pazienti tenendo conto sempre più delle differenze tra uomini e donne in tutti i suoi stadi dalla diagnosi alla terapia. Se pensiamo, ad esempio, alla pandemia da Covid-19, le donne in maternità hanno necessitato di attenzioni specifiche. Il nostro Consiglio Pari Opportunità con questo seminario intende promuovere questo approccio e fornire un quadro conoscitivo delle iniziative più significative volte alla promozione, diffusione e sensibilizzazione della medicina di genere, con particolare attenzione agli interventi promossi da Regione Lombardia e sviluppati nelle strutture lombarde.”

Con queste parole Letizia Caccavale, Presidente del Consiglio Pari Opportunità, ha aperto i lavori del convegno ospitato oggi a Palazzo Pirelli sul tema “Donne e salute: quale ruolo per la medicina di genere”. “La Lombardia è stata una delle prime regioni ad aver inserito la medicina di genere all’interno del Piano Regionale di Sviluppo 2013-2018 -ha sottolineato il Presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi-, riconoscendo il suo ruolo strategico nell’ambito della sanità pubblica. Questo impegno è proseguito anche nel piano sociosanitario integrato lombardo 2019-2023, con l’obiettivo di riconoscere le differenze biologiche e socioculturali di genere e di garantire equità e uguaglianza. Incoraggiare e sostenere la ricerca e la medicina di genere deve essere un obiettivo prioritario. Ecco perché -ha concluso Fermi- è necessario che questo approccio abbia una posizione di grande rilevanza nella discussione che il Consiglio regionale si appresta ad iniziare proprio in questi giorni sulla riforma della legge regionale 23”. Secondo l’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere, in Italia l’8,1% delle donne manifesta bisogni insoddisfatti per quanto riguarda l’accesso alle visite mediche; gli uomini con queste difficoltà sono invece il 6,2%. Le donne inoltre consumano più farmaci degli uomini (nel 2019, al momento dell’intervista da parte dell’ISTAT, il 47% delle donne dichiarava di aver assunto farmaci nei due giorni precedenti, tra gli uomini il 39%). Al seminario sono intervenuti anche Fulvio Matone Direttore generale Polis-Lombardia, Franca di Nuovo, Osservatorio medicina dio genere presso l’Istituto Superiore di Sanità, Francesca Merzagora, Presidente dell’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, Barbara Garavaglia, Referente medicina di genere della Fondazione Istituto Neurologico Caro Besta di Milano e Annalisa Voltolini, responsabile Medicina di genere ASST Spedali Civili di Brescia.(MiaNews)

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