Riaprono bar e ristoranti: ancora penalizzati da smart working negli uffici.

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La Lombardia, da oggi, torna in zona gialla. Bar e ristoranti possono finalmente rialzare le saracinesche e aprire le porte ai clienti. Mentre Milano dorme ancora, la voglia di lavorare e’ gia’ tanta, soprattutto per chi vuole recuperare quel contatto diretto perduto con i clienti. I piu’ affezionati si sono svegliati di buona mattina per tornare ad assaporare il cappuccino caldo nel bar sotto casa.

Sono le 7 e i ritmi frenetici che invadevano il capoluogo lombardo gia’ durante le prime ore della giornata sono ormai un ricordo lontano, complici anche i nuovi orari messi a punto per la citta’ con il ‘Patto per la Scuola’ siglato tra la Prefettura e il Comune. I negozi- che portavano molti clienti soprattutto nei locali situati nelle vie piu’ rinomate dello shopping, specialmente ora con i saldi- aprono alle 10, i beni alimentari non si possono vendere nei mercati coperti o nei centri commerciali fino alle 10,15, gli sportelli del Comune iniziano a ricevere alle 10, lo stesso orario di inizio lavoro per professionisti e consulenti.

“Non sta cambiando tantissimo, la nostra operativita’ dipende esclusivamente dagli uffici e lo smart working incide molto sulla giornata lavorativa”, commenta alla ‘Dire’ il proprietario di un bar nel quartiere ‘Isola’, a due passi dal bosco verticale. Fondamentale dunque, tornare al piu’ presto a vivere la citta’ secondo quel modello di aggregazione che si era pensato in passato: “I residenti usano poco il bar- prosegue- lavoriamo prevalentemente con chi arriva da fuori. In questo modo la difficolta’ della situazione continua a farsi sentire. I posti all’interno sono stati dimezzati, anche se il Comune ci e’ venuto incontro dandoci la possibilita’ di ampliare le zone esterne”.

Dice il titolare del Bar Bart, in viale Monte Grappa, la strada che taglia perpendicolarmente Corso Como e Porta Garibaldi: “Siamo contenti di essere di nuovo dietro al bancone, ma per il momento e’ tutto come prima. Girano ancora troppi pochi clienti”. Bar, pasticcerie e ristoranti sono aperti in zona gialla dalle 5 alle 18. Nelle stesse ore e’ consentita la vendita con asporto senza restrizioni di cibi e bevande, un servizio che potra’ protrarsi fino alle 22 per i locali muniti di cucina (quindi i ristoranti e non i bar senza un cuoco o le enoteche). Si puo’ prendere il caffe’ al bancone, rispettando il
distanziamento, o bere una spremuta al tavolo, per un massimo di 4 persone sedute (salvo conviventi, ndr).

“Piacevole tornare a vedere la gente che entra e vuole prendere posto”, rivela soddisfatta Barbara, da anni dietro il bancone del Bar ‘Pixel’, in Corso Como, una di quelle attivita’ dotate di un cuoco che potra’ continuare dunque con le consegne a domicilio anche a cena. “Un caffe’ o un cornetto- continua- non e’ solo un modo per far colazione, ma serve anche a socializzare. Questo e’ un aspetto fondamentale per tutto il mondo della ristorazione”. Un passo alla volta, si cerca quindi di tornare alla normalita’: “Ma la pandemia c’e’ ancora- conclude Barbara- bisogna sempre stare attenti e seguire le regole. È difficile ma vanno rispettate”.

Un vero e proprio mantra, ormai memorizzato dai baristi: “Gel igienizzante all’entrata per lavare le mani, posti dimezzati, mascherine indossate e distanziamento in cassa e al bancone. I clienti vanno sensibilizzati rispetto alle norme di contenimento del virus. Ma spetta poi a noi titolari farle seguire. Solo cosi’ potremo mantenere la zona gialla”, avverte un altro barista.

In tanti pero’ hanno scelto di adattarsi ai nuovi orari della citta’, posticipando l’apertura dalle 5 alle 7,30 o addirittura alle 9, se nelle vicinanze di uffici e negozi. Altri invece si sono reinventati mettendo su un catering per rimpiazzare i mancati introiti con l’asporto, come un locale storico in via Paolo Sarpi. A fare colazione sono prevalentemente gli studenti che si recano a piedi a scuola. Con il ritorno in zona gialla infatti, il terzo ‘cambio colore’ per la Lombardia in due settimane, si amplia la platea per gli istituti superiori.

L’attivita’ didattica potra’ essere garantita in presenza con una capienza in classe che sale dal 50% (previsto dalla zona arancione, ndr) fino a un massimo del 75%. Alla fine, sono proprio i piu’ giovani i primi clienti dei bar che riaprono. Per tutta la mole dei lavoratori bisognera’ attendere ancora un po’. (Dire)

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