Treni, lettera Trenord a utenti: capienza pre covid usata al 40%.

510

Oggi, i viaggiatori giornalieri che si spostano con Trenord, “raggiungono a stento i 375.000, ben lontani dagli 800.000 pre-Covid”. L’offerta, “che soddisfa ampliamente la domanda”, si compone di circa 2.000 treni- erano 1.800 durante le festività natalizie- e oltre 950.000 sedili ‘circolanti’.

 

“E non risultano criticità neppure sul fronte degli assembramenti”, visto che nessun treno “ha mai raggiunto riempimenti oltre il livello dell’80% prescritto dalle disposizioni ante-Covid”. E forse, quando si discute di livello e quantità di servizi, “sarebbe opportuno porre il tema delle risorse economiche necessarie”, visto che oggi Trenord “fa circolare un numero di treni che senza la limitazione all’80% della capacità sarebbe in grado di trasportare lo stesso numero di passeggeri pre-Covid, mentre ne trasporta circa il 40%”.

Con una lunga lettera inviata ai clienti e visionata dalla ‘Dire’, il direttore Comunicazione e Relazioni esterne di Trenord Paolo Garavaglia presenta “i veri numeri” dell’azienda e risponde alle critiche sollevate negli ultimi mesi.

In relazione proprio alle recenti polemiche, Garavaglia aggiunge: “L’offerta di Trenord, a causa dei contagi, è stata ridotta del 12% durante le festività natalizie e del 10% durante il mese di gennaio”, spiega, per poi passare all’attacco: “I più disinformati- il suo sfogo- hanno scritto che in nessun’altra regione le corse sono state ridotte come in Lombardia: niente di più falso”. Infatti, sottolinea, “quelle a noi più vicine hanno tagliato il servizio tra il 9% dell’Emilia Romagna e il 17% della Liguria, passando per l’11% del Piemonte e il 12% del Veneto”.
In Lombardia, dunque, “è accaduto quello che è successo in tutta Italia” e, in ogni caso, nel fare il confronto, “è opportuno ricordare che nessuna regione italiana e del sud Europa può vantare i volumi produttivi di Trenord- va avanti- nella sola Lombardia, Trenord effettua il 32,4% dell’intera produzione ferroviaria nazionale”.

C’è stato, infine, chi ha reclamato il ritorno alla produzione del 2018, “quando circolavano oltre 2.300 treni al giorno- prosegue Garavaglia- si trattava di un record effimero”. Un così elevato numero di treni, infatti, “non è sostenibile e non consente di garantire un servizio di qualità adeguata”, considerando che “in Lombardia le infrastrutture sono sature e i binari non possono reggere tanto traffico ferroviario”. Il 53% delle linee lombarde è a binario unico, come fossero strade a senso alternato.

“La Lombardia- spiega ancora Garavaglia- ha un deficit infrastrutturale rispetto alle potenzialità della domanda”. Sui binari regionali, in particolare nel nodo di Milano, oltre a Trenord, circolano l’alta velocità, la lunga percorrenza anche internazionale e le merci. “Rivendicare ancora più treni è velleitario: la capacità del sistema non è infinita- continua- come qualche sedicente rappresentate dei viaggiatori vorrebbe far credere”.

Tre anni fa “abbiamo indicato un percorso, dicendo in totale trasparenza che avrebbe richiesto 4-5 anni per essere completato”, ricorda Garavaglia. Ebbene cosa è accaduto, pur in presenza di questa pandemia che ha sconvolto la vita di tutti? Risponde il manager Trenord: “Nel 2018 solo il 78% dei treni arrivò puntuale; nel 2019 furono l’80%; nel 2021 l’84%. Le soppressioni- osserva- sono passate da una media di 102 al giorno del 2018 a 63 del 2021 di cui soltanto 26 per cause attribuibili a Trenord”. Insomma, “un po’ di strada si è fatta”. ma “manca ancora molto per garantire la qualità che questa regione merita ma la direzione è quella giusta”.

Tra il 2020 e il 2021 inoltre “sono entrati in servizio i primi 39 treni dei 222 acquistati da Regione Lombardia”. E nel 2022 “è previsto l’ingresso in servizio di altri 57 nuovi treni: ma ne devono arrivare da qui al 2024 altri 126, per consentire il rinnovo di circa metà della flotta di Trenord”. Si tratta “del più grande programma di rinnovo mai realizzato, che richiede tempo per essere completato, anche per quanto riguarda il personale- conclude Garavaglia- abbiamo già abilitato più di 1.300 macchinisti e capitreno alla conduzione dei nuovi Caravaggio e Donizetti e altri 900 saranno formati nel 2022”.(Dire)