Salvini ritira querela, non luogo a procedere per antagonista.

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Il leader della Lega, Matteo Salvini, durante un punto stampa nei pressi del Senato, Roma, 11 dicembre 2020. ANSA/FABIO FRUSTACI
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Con il ritiro della querela da parte del leader della Lega Matteo Salvini, si chiude con il proscioglimento per “non doversi procedere” il dibattimento, in corso a Milano, in cui Valerio Ferrandi, l’antagonista figlio dell’ex esponente di Prima Linea Mario, è imputato per avere diffamato e minacciato su Facebook il 25 aprile 2016 l’ex ministro dell’Interno. Il giovane ha fatto una donazione all’ospedale dei bambini Buzzi.

E’ finito così, davanti al giudice Giuseppe Fazio, il processo in cui Salvini, parte offesa, si è costituito parte civile e che era nato dalla denuncia del senatore leghista, assistito dall’avvocato Claudia Eccher, per un post in cui il giovane, con lo pseudonimo Frederic Dubarre, replicava a un altro post del leader del Carroccio invitandolo a suicidarsi e auspicandone la morte.

Durante la scorsa udienza, Ferrandi, assistito dai legali Eugenio Losco e Mauro Straini, aveva chiesto scusa mostrando la volontà, come aveva chiesto lo stesso giudice, di arrivare a una conciliazione. Richiesta accolta da entrambe le parti. Inoltre quel giorno, fuori dall’aula, aveva regalato al numero uno della Lega il libro di Antonio Scurati su Mussolini con tanto di dedica: “In un’altra epoca ci saremmo sfidati a duello, oggi potremmo fare un duello televisivo in un talk show di retorica.  Perché la storia é madre di tutta la vita. Senza retorica”.
(ANSA).

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