Inaugurazione Ospedale Fiera, il messaggio di Bertolaso: promessa mantenuta.

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In occasione della presentazione dell’Ospedale per pazienti Covid-19 realizzato presso i padiglioni di Fiera Milano, Guido Bertolaso ha inviato un messaggio che è stato letto da Gerardo Solaro del Borgo, presidente Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta.

Promessa mantenuta

“Avevamo fatto una promessa e l’abbiamo mantenuta. Non abbiamo realizzato un ospedale da campo, come purtroppo a volte in emergenza ci siamo trovati costretti a fare in passato. Non abbiamo realizzato un lazzaretto, lo abbiamo detto sin dall’inizio. Qui in Fiera abbiamo creato un vero e proprio
ospedale specialistico. Un ospedale ideato e costruito nel rispetto del paziente e di tutti gli operatori sanitari che li assistono. Perché è proprio la figura del paziente al centro di quest’opera. Chi entra qui avrà un ambiente, una struttura, attrezzature e assistenza ottimale per le proprie esigenze di
salute”.

Coinvolto dal presidente Fontana

“Il presidente Fontana mi ha coinvolto in questo progetto, ho immediatamente accolto l’invito cercando di supportare con il mio team la programmazione e l’organizzazione. Mi sono coordinato con le strutture regionali e con la Fondazione Fiera, trovando a tutti i livelli competenza e capacità realizzative
straordinarie che hanno consentito in tempi inconsueti e insperati la realizzazione di un complesso di alta intensità assistenziale così importante, come è a tutti noto, per l’attuale situazione epidemiologica del Paese”.

Scelta esemplare

“La scelta del Governatore ha assunto un carattere esemplare non solo per l’Italia, che potrà essere replicato a breve in altre regioni, ma anche in ambiti internazionali. Grazie alla Regione, alla Fiera e al mio team abbiamo realizzato un’opera di cui andare fieri. Gli operai e le imprese si sono applicati con turni h24 durante le giornate, nessuno si è risparmiato, tutti hanno lavorato ventre a terra, che è quello che avevo chiesto appena sono arrivato qui. Per primo ho cercato di dare l’esempio”.

Quando il mio Paese chiama io rispondo

“Il motivo per cui ho accettato questo incarico l’ho detto più volte: è la mia storia, quando il mio Paese chiama io rispondo, perché io ci sento benissimo, e al grido di aiuto dell’Italia si risponde. Sempre. Anche quando, come in questo caso, ci sono rischi a cui sapevo di andare incontro. Ma oggi più che mai sono fiero di essere italiano, fiero di aver accettato questo incarico e fiero di averlo portato a termine. Permettetemi di ringraziare il presidente Fontana, per la fiducia, il presidente Pazzali per l’enorme collaborazione e capacità organizzative, tutto il mio team di professionisti che in maniera volontaria sono venuti ad aiutarmi e i volontari del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta e qui mi unisco anche io, a ringraziare i tanti volontari che non solo qui sono attivi a prestare aiuto al prossimo”.

Augurio di buon lavoro

“E concludo, infine, con un grande grazie e un grande augurio di buon lavoro al Policlinico e a tutto il suo personale che si  faranno carico di un così grave compito per l’assistenza ai pazienti.  Adesso forza, dobbiamo ancora lottare. Dobbiamo farlo tutti. Da italiani”.

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