Il solito Lukaku e poi doppio Hakimi, l’Inter supera il Bologna e continua l’inseguimento al Milan. Ora testa allo Shaktar.

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Fc Inter's Achraf Hakimi jubilates with his teammates after scoring goal of 2 to 0 during the Italian serie A soccer match Fc Inter and Bologna at Giuseppe Meazza stadium in Milan 5 December 2020. ANSA / MATTEO BAZZI
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L’Inter vince e convince, trova la terza vittoria di fila trascinata dal solito Lukaku e da Hakimi battendo il Bologna per 3-1, in una gara senza troppi patemi. Quella che poteva essere una sfida delicata si è trasformata nel miglior viatico possibile verso la decisiva sfida di Champions League di mercoledì contro lo Shakhtar, grazie a una vittoria convincente, con un solo brivido dopo il momentaneo 2-1 rossoblu ma con una reazione da grande squadra.

Un’Inter solida, che ha concesso poco alla squadra di Mihajlovic, con il Bologna apparso tuttavia decisamente troppo rinunciatario soprattutto nel primo tempo. Ma l’Inter soprattutto pare aver ritrovato quella convinzione e determinazione che sembrava sparita nelle ultime settimane, riportandosi intanto a -2 in classifica dal Milan che domani sfiderà la Sampdoria a Marassi. Sotto la pioggia e nel freddo di San Siro, gli uomini di Conte controllano la sfida fin dai primi minuti. A sbloccare la gara ci ha pensato come sempre Lukaku, con un piattone mancino da dentro area dopo aver spostato fisicamente Tomiyasu. I numeri parlano di 8 gol in Serie A finora, 12 in stagione e 37 nel 2020, e sarebbero anche di più se non gli mancasse quella lucidità sottoporta che anche contro il Bologna lo ha portato a sprecare un paio di occasioni a tu per tu con Skorupski. Non solo Lukaku, però, perché per una sera Conte ha ritrovato anche il miglior Hakimi, quello per cui l’Inter ha speso 40 milioni in estate per strapparlo al Real Madrid. Un paio di sgroppate delle sue, qualità sulla fascia e tanti strappi, ma soprattutto due gol pesanti, il primo su assist di Brozovic e piatto a battere Skorupski per il 2-0 e il secondo dopo una cavalcata di 40 metri conclusa con un mancino a incrociare dal limite, quest’ultimo fondamentale per spegnere subito il tentativo di rimonta del Bologna, che aveva accorciato il risultato grazie a una zampata di Vignato sottoporta. Una reazione importante da parte di Hakimi, che era stato nel mirino di qualche critica, seppur i numeri dicano sia finora l’unico difensore a vantare già almeno 2 gol segnati e 2 assist vincenti forniti in Serie A. Il miglior modo, quindi, per avvicinarsi alla decisiva sfida di mercoledì contro lo Shakhtar Donetsk. Servirà una vittoria e sperare in buone notizie da Real Madrid-Borussia Moenchengladbach: serve un’altra impresa, in sostanza. Ma la prestazione solida contro il Bologna dà ancora più fiducia alla squadra di Conte, che sembra essere riuscito a raddrizzare la barca nerazzurra dopo le sbandate delle ultime settimane.

Questa l’analisi del tecnico nerazzurro al termine della partita:

Rispetto a quanto successo contro il Torino, stasera l’Inter sembra essersi comportata da grande squadra. È d’accordo? 

“Sì, anche se il gol del 2-1 è arrivato in maniera inaspettata e avremmo potuto fare meglio perché ci è già capitato di tenere aperte delle partite che stavamo dominando. A luglio ci è già capitato di vivere una brutta giornata contro il Bologna, perdendo 2-1 in superiorità numerica e dopo aver sbagliato un rigore. Oggi però siamo stati determinati e attenti, abbiamo avuto massimo rispetto per il Bologna, memori anche  di quanto successo qualche mese fa. I ragazzi sanno che devono tenere alta la concentrazione, perché quando ci comportiamo così diventa difficile giocare contro di noi. Se abbassiamo la soglia dell’attenzione prendiamo gol evitabili come quello di stasera. Era una partita importantissima per noi, per far crescere l’autostima anche in vista della partita contro lo Shakhtar di mercoledì. I ragazzi lo sapevano e sono contento di averlo trasmesso nella maniera giusta. Complimenti al gruppo per la prestazione”. 

A livello tattico avete cambiato atteggiamento: aspettate di più l’avversario per trovare l’equilibrio giusto in fase difensiva? 

“In Italia si gioca un calcio molto tattico, quindi stiamo trovando il nostro equilibrio. Non portiamo sempre pressione alta perché gli avversari ti studiano, quindi cerchiamo di alternare i momenti avendo sempre una squadra molto corta. Questa è la cosa più importante, con gli attaccanti che accorciano in fase difensiva e i difensori in fase offensiva, per restare in 30-35 metri. Ci sentiamo più compatti ma sappiamo che in caso di necessità possiamo portare pressione alta”.

Hakimi è devastante, a volte sembra frenato perché preoccupato tatticamente. È su questo che deve migliorare? Ha avuto da lui la risposta che si aspettava? 

“Stiamo parlando di un ragazzo di poco più di 20 anni, che ha fatto solo due stagioni a Dortmund e in Bundesliga si gioca un calcio meno tattico. È un calciatore che sta lavorando, ha capito le differenze del calcio italiano, dove ci sono meno spazi e più preparazione da parte delle squadre avversarie, che studiano le sue caratteristiche. Ha ampi margini di miglioramento, è nella squadra giusta e con l’allenatore giusto per diventare uno dei più forti nel suo ruolo. Deve lavorare tanto ma sono contento perché con questo tipo di prestazioni aumenta la fiducia. Deve trovare il giusto equilibrio ma noi sappiamo di avere un ragazzo con delle qualità, di grande potenzialità e sarà mio compito farlo diventare uno dei più top in quel ruolo. Le mie scelte sono sempre fatte pensando al bene dell’Inter, anche Darmian ha fatto bene martedì e lo stesso Perisic stasera”. 

Ci sono ancora margini di miglioramento anche per uno come Lukaku? 

“Romelu può ancora crescere. Quando è arrivato l’ho definito un diamante grezzo perché aveva raggiunto un certo livello solo per merito delle sue qualità. Sapevo che lavorandoci sarebbe potuto diventare uno degli attaccanti più forti al mondo ed è sulla buona strada perché è un giocatore umile, che lavora tanto per la squadra e ha tutto: qualità fisiche ma anche gamba per incidere a campo aperto. È un giocatore da football americano (sorride, ndr). Ho insistito tanto, non solo all’Inter, per averlo perché per me ha caratteristiche uniche. Sono contento di lui, sono contento della squadra, di Lautaro e di Sanchez, che può diventare ancora più decisivo e fare anche qualche gol in più per le sue qualità. Viene però da due anni di quasi inattività al Manchester United, ora sta giocando tanto e anche quando entra a partita in corso è determinante”. 

Com’è il rapporto con Eriksen? 

“Il rapporto con Christian, così come con tutti gli altri calciatori, è ottimo. Non mi stancherò mai di ripetere che tutte le scelte che faccio vengono prese per il bene dell’Inter. Faccio sempre valutazioni per la squadra, Christian si sta impegnando ed è uno dei giocatori a disposizione”. 

Mercoledì vi aspettate uno Shakhtar Donetsk  chiuso come nella gara di andata? 

“Considerando anche le partite contro il Real Madrid, può essere arrivino qua per giocare una partita chiusa nel tentativo di fare male in contropiede per sfruttare la loro velocità e le abilità in ripartenza. Sapendo questo dovremo essere bravi a non concedere spazi in fase di possesso perché davanti avremo le nostre occasioni. Sarà una gara dura perché lo Shakhtar facendo risultato qui potrà passare il turno, ma anche noi vogliamo giocarci le nostre carte. Dobbiamo ragionare da grande squadra, mostrando la maturità giusta. È uno step ulteriore per noi ma ci arriviamo carichi, con il morale giusto. Oggi c’è stata la prestazione giusta per prepararci a partite come quella di mercoledì. Sappiamo di giocarci tanto, adesso è giusto che i ragazzi riposino perché abbiamo fatto tante partite ravvicinate nell’ultimo periodo. Domani avranno una giornata per stare con le loro famiglie e io cercherò di sfruttare qualsiasi momento per studiare la soluzione migliore che ci possa consentire di proseguire il nostro cammino in Europa”.

 

 

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