In occasione della visita a Milano della Presidentessa dell’ACLCVBG – Associazione Capoverdiana di lotta contro la violenza di Genere – Dott.ssa Vicenta Fernandes, mercoledì 13 aprile l’associazione culturale Casa de Cabo Verde ha invitato tutta la comunità capoverdiana ed amici di Capo Verde ad un aperitivo di beneficenza con la presenza e collaborazione della Console Onoraria Edna Lopes e Angela Silva, socia fondatrice e tesoriere dell’associazione e vice presidente della’Associazione donne imprenditrici a Capo verde e della diaspora.
A travolgerci in questa brillante iniziativa, la fashion designer Maria Santovito – alias Mary San – la quale ci ha permesso di partecipare all’evento beneficiario.
Il Consolato Onorario di Capo Verde e l’Associazione Capoverdiana di lotta contro la violenza di Genere si sono unite per attuare un piano di informazione sulla violenza di genere per limitarne il fenomeno.
“Fenomeno” è il termine che la Console Onoraria Edna Lopes vuole utilizzare, in quanto la violenza di genere si verifica in ogni parte del mondo.
L’obiettivo è quello di essere presenti per le donne che hanno bisogno di aiuto, formare volontarie tramite corsi finanziati per aiutare il maggior numero di persone possibili. E’ fondamentale che le donne capoverdiane si sentano al sicuro a casa propria, che sia Milano, Capo Verde o qualsiasi altra città; è necessario che trovino un punto di riferimento, dove poter essere ascoltate, capite, aiutate. E’ importante anche la diffusione della loro lingua tra i volontari delle associazioni contro la violenza, il creolo – derivante dal portoghese – così da permettere alle donne che hanno bisogno di aiuto di non trovarsi dinanzi limitazioni linguistiche.
Durante la serata si sono raccolte libere donazioni a scopo di aiuto della campagna “Mãos Unidas per Capo Verde” – mani unite per Capo Verde –  i cui proventi verranno donati all’Associazione Capoverdiana di lotta contro la violenza di Genere.
Intervista ad Edna Lopes, Console Onorario di Capo Verde a Milano e Consulente Immigrazione 
«Sono Edna Lopes, Console Onorario di Capo Verde a Milano, sono rappresentate dello Stato di Capo Verde nella regione Lombardia e assisto i cittadini capoverdiani residenti in questa regione. Mi occupo anche di agevolare sinergie commerciali e finanziarie tra Italia e Capo Verde. Diamo assistenza agli imprenditori italiani che hanno l’interesse di internazionalizzare la loro azienda e andare ad investire su nuovi territori come Capo Verde.» 
Edna Lopes vive in Italia da 27 anni, è figlia di madre immigrata. Quando era adolescente la madre è risucita a farla arrivare in Italia tramite ricongiugimento familiare. Durante il liceo in Italia ha iniziato a lavorare nel Consolato della Campania come traduttrice, per poi andare in Università grazie ad una loro borsa di studio. Affiancata al Console, si rende conto che nella vita voleva fare quel lavoro: aiutare i cittadini capoverdiani ad inserirsi in Italia, occupandosi personalmente delle loro pratiche di immigrazone.
La prima persona a cui ha garantito la cittadinanza italiana è stata proprio la madre.
Gira per il mondo dove analizza molte realtà, poi nel 2018 arriva a Milano dove è stata nominata Console Onorario di Capo Verde.
«La mia amica aveva bisogno di un aiuto con delle pratiche sulla separazione, il signore che avrebbe dovuto aiutarla si è trasformato nel suo stalker. Ho deciso così di voler diventare volontaria di un centro antiviolenza: le donne hanno bisogno di donne.» 
Edna Lopes vede da vicino la violenza nel 2016, a Firenze.
«Una mia amica si era separata da poco, andò al comune per chiedere il pacco alimentare per i figli, si rivolse ad uno sportello dove c’era questo signore. Mai avremmo immaginato che si sarebbe trasformato nel suo incubo peggiore, il suo stalker.» 
Edna si trasferì nello stesso comune della sua amica, per starle accanto.
«Mio padre mi ha sempre detto che laddove io mi fossi trovata in difficoltà, avrei dovuto cercare altre donne e chiedere aiuto. Così sono stata accanto alla mia amica. I carabinieri non potevano far nulla, avrebbero potuto arrestarlo solo in flagranza di reato.» 
Edna e la sua amica cercano altre donne. Nel frattempo, lo stalker è stato arrestato e condannato, ma Edna si domanda se esista un’associazione solidale per le vittime di violenza. Così conosce il Forum permanente delle donne (Certaldo), diventandone volontaria e collaboratrice. Il Forum aiuta la sua amica sostenendola economicamente e psicologicamente.
«La situazione che c’è oggi a Capoverde è forse quella che c’era in Italia secoli fa. A Capo Verde non c’è l’applicabilità delle leggi.»
Come è nato il progetto in collaborazione con la dott.ssa Vicenta Fernandes, presidente dell’Associazione Capoverdiana di lotta contro la violenza di Genere?
«Il progetto è nato perchè io la vedo, la violenza. La vedo intorno a me, è un problema globale quello della violenza maschile sulla donna. Trovandomi in questo incarico di Console Onorario ho voluto fare qualcosa di concreto, facendo rete. Il giorno 27 marzo – giornata internazionale della donna capoverdiana – ho promosso una conversazione online tra donne capoverdiane ed italiane che lavorano nei centri antiviolenza. 
Da questa conversazione è nata la necessità di creare rete, di dire “stringimamoci le mani perchè insieme siamo più forti”. » 
Chi sono le collaboratrici e quali sono i prossimi step?
«Dopo l’incontro del 27 marzo mi ha chiamata la dott.ssa Vicenta Fernandes, Presidente nazionale dell’ACLCVBG – Associazione Capoverdiana di lotta contro la violenza di Genere –
Abbiamo capito che le donne in Italia hanno fatto passi da gigante. 
E’ emerso che la situazione che c’è oggi a Capoverde è quella che forse c’era in Italia secoli fa. Noi abbiamo le leggi ma non c’è l’applicabilità. La legge per la parità di genere e contro la violenza di genere è nata 10 anni fa ma ancora non viene applicata.» 
Alla riunione datata 14 aprile 2022 presso il Consolato Onorario di Capo Verde di Milano erano presenti Angela Silva, socia fondatrice e tesoriere dell’associazione e vice presidente della’Associazione donne imprenditrici a Capo verde e della diaspora; Chiara Settembri, Supervisore e Coordinatrice Sportelli antiviolenza Area Nord Provincia di Novara e Mediatrice familiare e supervisore professionale A.I.MeF. n.935; Sandra Portugues de Pina , portavoce dell’associazione Casa de Cabo Verde Milano; Vanilda Podestà la quale ha portato testimonianza del lavoro svolto da Onda para elas, associazione a Boa Vista; Rosangela Pesenti, UDI nazionale e formatrice centri ascolto in provincia di Bergamo; da remoto Silvia Durbano Segreteria A.M.S.E.S. – ONLUS ASSOCIAZIONE MISSIONARIA SOLIDARIETÀ E SVILUPPO; imprenditrice capoverdiana e vice presidentessa delle donne capoverdiane imprenditrici. Presenti anche le responsabili dei centri anitivolenza: Elena Lattuada, delegata del sindaco di Milano per le pari opportunità di genere; Maria Santovito, consulente e fashion designer; Giuliana Mieli, psicoterapeuta volontaria e autrice del libro “un bambino non è un elettrodomestico”. Giuliana Mieli aiuta a comprendere i legami sull’affettività e sul rapporto che deve esserci tra madre e figlio: degli studi hanno provato che il nostro affetto verso gli altri dipende dai primi 3 anni di vita, in relazione al legame che abbiamo con le nostre madri.
«Questo ci fa capire che è importante sensibilizzare le donna, dal momento del parto, nella cura del figlio. Le persone avrebbero un rapporto diverso nei confronti delle donne a seconda di quei 1000 giorni, per questo è importante coltivare affetto.»
«L’aperitivo di questa sera è stato organizzato dall’associazione socioculturale “Casa de Cabo Verde” per raccogliere fondi da donare all’associaizone di lotta contro la violenza delle donne. Questo progetto è di una campagna che sta andando avanti già da qualche mese, “Mãos Unidas per Capo Verde”.
Il prossimo passo è promuovere un progetto che possa finanziare la formazione delle volontarie. Le donne possono venire da Capo Verde a Milano per formarsi come volontarie nei centri di antiviolenza, oltre a poter individuare dei punti dove le nostre donne possono trovare aiuto e cercare supporto.
Alcune donne che cercano aiuto vengono anche da noi al Consolato, dobbiamo sapere dove poterle indirizzare. E’ bene che le donne capoverdiane abbiano un punto di riferimento qui a Milano, con volontarie capoverdiane appunto, per potersi aprire di più e sentirsi sicure.»
 
A cura di Ilenia Cavaliere