Il basso russo Ildar Abdrazakov (S), la soprano spagnola Saioa Hernández (C) e il baritone rumeno George Petean, in occasione della conferenza stampa di presentazione di 'Attila' che andra' in scena al Teatro alla Scala, Milano, 30 novembre 2018. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
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La “serata d’opera più importante del mondo” (copyright del sovrintendente della Scala Alexander Pereira) il 7 dicembre si aprirà con Attila, con Riccardo Chailly sul podio e la regia di Davide Livermore.
Chi non sarà in teatro potrà seguirla in diretta su Rai1, al cinema in Italia e all’estero, e in una trentina di punti di Milano. Una prima diffusa, insomma, per “coinvolgere il grande pubblico” come ha spiegato l’ad della Rai, Fabrizio Salini.
L’obiettivo è essere “al servizio di Verdi” senza distogliere l’attenzione dall’opera. Anche per questo, Livermore ha deciso di evitare la caduta del ponte su cui si trovano per un faccia a faccia Attila e il generale romano Ezio. Il ponte non sarà distrutto “per rispetto dei morti e della sofferenza” di chi ha vissuto il crollo del ponte di Genova.
Secondo Livermore, “Verdi è l’autore più attuale che ci possa essere. Neanche un rapper del Bronx è attuale quanto lui”.
Alla prima sarà presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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