Lavoro, mobilità, attrattività, inclusione: ecco gli asset su cui ripensare lo sviluppo di Milano dopo la pandemia.

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Nel 2020 il PIL di Milano ha registrato una caduta senza precedenti: sfiora il 11% in termini di valore aggiunto, più che in Italia e in Lombardia. Uno shock economico dovuto non solo all’elevata diffusione dei contagi ma anche correlato alla struttura produttiva della città, più orientata ai servizi, che ha patito maggiormente le limitazioni imposte dalla pandemia. Oggi le conseguenze del Covid, anche a livello sociale, accentuano la necessità di riprogettare la crescita della città nei prossimi anni, ridefinendo gli equilibri interni a Milano e con i territori circostanti. Investendo sulla ripresa economica e sul lavoro attraverso una rinnovata lettura del proprio posizionamento nel network globale.  Ripensando e potenziando il proprio modello di attrattività verso imprese, giovani, talenti, capitali e turisti, Così riparte Milano, dai suoi fondamentali, investendo sui suoi asset strategici come il lavoro, la mobilità, l’attrattività, l’inclusione.

È quanto emerso in occasione dell’evento “Your Next Milano”, promosso da Assolombarda e Milano & Partners, in live streaming sul web-magazine di Assolombarda Genio & Impresa, con l’obiettivo di promuovere un’occasione di confronto e di riflessione sul futuro della città. La pandemia, infatti, è stata innanzitutto un fenomeno urbano, proiettando le città dal loro caratteristico rumore a un inconsueto silenzio, da decenni di crescita a una indotta paralisi. Il Covid ha quindi rimesso al centro del dibattito il ruolo e i modelli di sviluppo delle città.

Una metamorfosi urbana, introdotta dal sociologo Aldo Bonomi, che nasce dalla necessità di investire sempre di più sulle connessioni tra la città e i territori limitrofi. Le imprese, in questo senso, sono un esempio virtuoso: la loro interdipendenza è la loro forza. La loro capacità di lavorare insieme, di condividere competenze ed esperienze, ovvero di essere connessi, rappresenta infatti un moltiplicatore delle economie. È un messaggio che vale anche per Milano, che deve diventare città davvero inclusiva, capace di crescere nella reciprocità e nell’interconnessione dei territori. Si tratta di un proficuo scambio di energie, un gioco a somma positiva su cui Assolombarda ha lavorato con le imprese e le istituzioni dei territori e che vede nell’evento “Your Next Milano” la tappa finale di un viaggio nei territori (Monza e Brianza, Lodi, Pavia e Milano) nato proprio con l’obiettivo di restituire il senso e l’importanza di un’area fortemente connessa, capace – solo in questo modo – di competere a livello globale. Ma questo è anche un primo appuntamento di un percorso di riposizionamento della città interpretato anche dal mondo delle imprese in sinergia con gli stakeholder strategici del territorio. L’evento, introdotto da Alessandro Spada, Presidente di Assolombarda, si è sviluppato partendo da queste riflessioni e si è concluso con l’intervista di Monica Maggioni, giornalista Rai, ad Antonio Calabrò, Vicepresidente di Assolombarda, e Giuseppe Sala, Sindaco di Milano.

L’andamento economico e le previsioni dei prossimi anni, elaborate e presentate dal Centro Studi di Assolombarda e da Oxford Economics, evidenziano che il 2021 sarà un anno di rimbalzo (+5,3% a Milano) anche se il recupero dei livelli pre-pandemia si stima avverrà solo nel 2023, raggiungendo entro il 2025 una crescita di PIL del +6% rispetto al 2019.  Le stime, inoltre, raccontano di impatti e tempi di recupero estremamente diversi tra settori. Il manifatturiero (-9,5% della produzione, -7,9% del fatturato nel 2020 e -14% di export nei primi 9 mesi dell’anno) e i servizi alle imprese (-10% di fatturato nei primi 9 mesi del 2020) chiudono l’anno con perdite di produzione e fatturato importanti ma più contenute di quelle registrate dal commercio al dettaglio (-21% di fatturato escluso l’alimentare, da gennaio a settembre), dai servizi alla persona (-30% di fatturato nei primi nove mesi), dalla ristorazione e dall’hotellerie (-41% di fatturato tra gennaio e settembre).

Nel medio periodo, da qui al 2025, si stima una crescita di valore aggiunto pari a oltre 23 miliardi di euro, con i servizi alle imprese e il commercio che saranno le principali forze trainanti in termini di crescita economica. Anche l’industria manifatturiera, grazie all’aumento atteso della produttività, giocherà un ruolo importante nella crescita di Milano, andando a colmare il calo di attività subito nel 2020. Inoltre, uno dei settori strategici per la città come quello dell’informazione e della comunicazione registrerà la crescita percentuale più alta, con aumento del valore aggiunto dell’11% rispetto ai livelli pre pandemici. Infine, l’hospitality sarà trainante per l’economia di Milano e provincia, supportato dalla ripresa del turismo domestico e internazionale.

Sul lato occupazionale, è previsto un aumento di oltre 122mila occupati tra il 2020 e il 2025, con i settori dei servizi alle imprese e del commercio che contribuiranno maggiormente a questa crescita.  Anche i servizi alle persone, che attualmente contano 2/3 degli occupati donne, e l’hospitality, con 1/4 dei lavoratori under 30, avranno un ruolo importante nella ripresa e aiuteranno, rispettivamente, a ribilanciare l’occupazione tra i generi e a creare opportunità per i più giovani.

La Milano che cambia dovrà giocoforza modificare la propria infrastruttura sociale, i suoi spazi e i suoi tempi in funzione delle innovazioni digitali che il 2020 ha accelerato e che la città dovrà riuscire ad abbracciare sotto più punti di vista: dalle nuove forme del lavoro alla mobilità urbana, dalle competenze ibride ai servizi integrati, in una sintesi tra innovazione e tradizione. Ne hanno parlato Fabio Benasso, Presidente e AD Accenture Italia e Vicepresidente di Assolombarda; Enrico Martines, Direttore Sviluppo e Innovazione Hewlett Packard Enterprise; Lorenzo Maternini, Cofounder Talent Garden; Laura Rocchitelli, Presidente Gruppo Rold e Presidente Gruppo Meccatronici Assolombarda; Sergio Zocchi, AD October Italia.

 

Milano più di altri territori è stata in grado di assorbire il contraccolpo delle improvvise chiusure imposte dall’emergenza e di assecondare con gradualità le successive riaperture. Superata la pandemia, l’utilizzo del lavoro da remoto sarà ben più diffuso rispetto al passato, coinvolgendo, secondo le proiezioni delle aziende, il 75% delle realtà industriali e dei servizi alle imprese nella città di Milano (erano il 43% prima dell’emergenza) e il 54% nell’hinterland (dal 20%).

 

In parallelo, i dati sulla mobilità indicano tra febbraio 2020 e gennaio 2021 un livello costantemente superiore dei movimenti e della permanenza nelle zone residenziali (+15% negli undici mesi rispetto alla situazione pre Covid-19), mentre gli spostamenti per il tempo libero, lo shopping, la cultura e quelli per motivi di lavoro sono in forte riduzione (entrambi oltre al -40%). Inoltre, al crollo dell’uso della metropolitana (-71% negli ultimi undici mesi) e dei movimenti a piedi (-60%), si contrappone una riduzione più contenuta del ricorso al mezzo privato (-40%), con una crescente congestione della città.

 

Attrattività e inclusività sono gli altri due asset strategici su cui “Your Next Milano” ha incentrato il dibattito per tracciare le possibili evoluzioni della Milano dei prossimi anni: dagli investimenti immobiliari, che già ora posizionano Milano tra le piazze più dinamiche in Europa, alla filiera dell’edilizia, dal trasporto aereo alle filiere del turismo, degli eventi e delle fiere, devastate dalla pandemia, fino al tema dell’attrattività dei talenti. Sono intervenuti Mario Abbadessa, Senior Managing Director & Country Head Hines Italy; Giuseppe Bonomi, AD Milanosesto; Armando Brunini, AD Sea Aeroporti di Milano; Michela Matteoli, Direttore Istituto di Neuroscienze CNR e Coordinatore Humanitas Neuro Center; Gianluca Scavo, AD Aim Group International e Presidente Gruppo Turismo Assolombarda.

 

Milano è chiamata ad adattare al nuovo contesto anche il proprio modello di attrattività, verso imprese e capitali, giovani e talenti, persone e turisti, su cui ha costruito gran parte del suo sviluppo. L’analisi dei numeri sul fronte turismo conferma le più cupe sensazioni: nel 2020 sono appena 2,2 milioni gli arrivi nella città metropolitana (-73% rispetto al 2019) e i passeggeri in arrivo o in partenza dagli aeroporti di Milano sono 13,3 milioni (a confronto con i 49,2 milioni nel 2019). E anche le prospettive non sono ottimistiche: secondo le stime il turismo domestico tornerà ai livelli pre-pandemia, a Milano, entro il 2022 mentre quello internazionale solo tra il 2023-2024.

Milano si conferma, invece, città universitaria: crescono le iscrizioni di studenti internazionali negli atenei milanesi per l’anno 2020/2021 (+5,6%, pari a 5.400 studenti). La pandemia non arresta dunque il rapido processo di internazionalizzazione del polo universitario milanese degli ultimi anni, che già l’anno scorso concentrava 14.600 studenti internazionali, con un’incidenza del 6,7% sul totale degli studenti iscritti.

Lato imprese, Milano anche nel 2020 si distingue quale catalizzatore di investimenti diretti ‘greenfield’ in Italia. In un contesto mondiale di diminuzione degli investimenti e in controtendenza rispetto all’Italia, Milano attrae comunque 51 progetti greenfield (inferiore al record del 2019 ma comunque superiore al 2018). Un risultato legato alla riconosciuta vocazione della città quale knowledge economy specializzata nei servizi finanziari, nelle attività immobiliari e nei servizi alle imprese.

 

Il 2020 è stato un anno in cui le diseguaglianze si sono amplificate: dai percorsi scolastici con la didattica a distanza e i rischi legati alla dispersione scolastica, al disagio psicologico connesso alla drastica riduzione della socialità, ai redditi. Milano, già prima della pandemia, si caratterizzava per un’aumentata polarizzazione e una crescente diseguaglianza nei redditi della popolazione (l’8% più elevato accentra il 41% dei redditi dichiarati nel 2018). A livello nazionale, emerge un maggiore impatto della pandemia sulle famiglie a basso reddito da lavoro, nelle quali si concentrano gli occupati nei settori più interessati dal lockdown e nelle posizioni lavorative più precarie e difficili da svolgere da remoto. L’aumento della domanda di aiuti alimentari è una delle più evidenti manifestazioni di questa difficoltà. Assolombarda concentrerà la sua azione nella sfida dello sviluppo inclusivo, attraverso forti investimenti nella progettazione di “azioni collettive” di responsabilità sociale, integrate nelle politiche pubbliche cittadine e sviluppate – in pieno stile ambrosiano – insieme alle istituzioni, alle realtà del Terzo Settore e alla società civile per contribuire attivamente al rilancio e al benessere del territorio.

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