Istat, conti economici trimestrali, reddito -1,8%, consumi -2,5%, propensione al risparmio +0,5%.

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Una famiglia osserva il pesce esposto in una pescheria del centro storico di Genova, 4 marzo 2021. La povertà assoluta torna a crescere e tocca il record dal 2005, secondo le prime stime preliminari dell'Istituto nazionale di statistica (Istat) del 2020. Il fenomeno aumenta sia in termini familiari con oltre 2 milioni di famiglie coinvolte, sia in termine di individui che si attestano a 5,6 milioni. Nell'anno della pandemia i miglioramenti del 2019 sono stati azzerati. ANSA/LUCA ZENNARO
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Il Conto delle Amministrazioni pubbliche (AP), e le stime relative alle famiglie e alle società presentati in questo comunicato stampa sono parte dei Conti trimestrali dei settori istituzionali. I dati relativi alle AP sono commentati in forma grezza, mentre quelli relativi alle famiglie e alle società in forma destagionalizzata.

Il conto trimestrale delle AP è coerente con la versione del conto annuale trasmessa a Eurostat il 31 marzo nell’ambito della Notifica in applicazione del Protocollo sulla Procedura per i Deficit Eccessivi. Tale versione (presentata nel Prospetto 4) include limitate revisioni per l’anno 2020 rispetto ai dati diffusi l’1 marzo, dovute all’acquisizione di nuove informazioni che si sono rese disponibili dopo la chiusura delle prime stime.

Nel quarto trimestre 2020 l’indebitamento netto delle AP in rapporto al Pil è stato pari al 5,2%; nello stesso periodo dell’anno precedente risultava un accreditamento dell’1,9%.

Il saldo primario delle AP (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato negativo, con un’incidenza sul Pil del -1,9% (+5,2% nel quarto trimestre del 2019), mentre il saldo corrente delle AP è stato positivo, con un’incidenza sul Pil dell’1,5% (+5,6% nel quarto trimestre del 2019).

La pressione fiscale è stata pari al 52,0%, in crescita di 1,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nonostante la riduzione delle entrate fiscali e contributive.

Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito dell‘1,8% rispetto al trimestre precedente, e i relativi consumi finali del 2,5%. Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari al 15,2%, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

A fronte di un incremento dello 0,2% del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito rispetto al trimestre precedente del 2,1%.

La quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 43,6%, è rimasta stabile rispetto al terzo trimestre del 2020.

Il tasso di investimento delle società non finanziarie, pari al 21,6%, è aumentato di 0,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

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