Coronavirus, Unione Artigiani, si rischia il collasso dell’autotrasporto.

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Settore dell’autotrasporto in crisi a causa dell’emergenza Coronavirus.
Già oggi circa il 25%, ovvero un camion su quattro, della flotta italiana di mezzi pesanti è ferma nel piazzali e il rischio è quello di un progressivo arresto del trasporto delle merci.

Il graduale stop dei mezzi per le crescenti complicazioni che non consentono il regolare svolgimento delle attività mette a repentaglio tutta la filiera dell’autotrasporto.

Molti conducenti non possono eseguire i servizi per la scarsa disponibilità dei necessari servizi di base per i conducenti, come il divieto di accesso agli autotrasportatori a servizi igienici e centri di ristorazione.

Porti e centri di carico/scarico sono spesso inaccessibili, con i mezzi costretti a sostare per ore e quindi a subire condizioni economiche insostenibili. I transiti ai confini (Austria, Slovenia) si stanno chiudendo. In molti casi il mezzo è fermo con merce a bordo perché non gli è stato consentito lo scarico, a causa di scioperi improvvisi o per mancanza di dispositivi di protezione. Le revisioni ai mezzi pesanti sono state annullate e rinviate, e quindi migliaia di mezzi sono forzatamente fermi.

Il settore. Su 20mila imprese che hanno sede in Lombardia, stabili  in un anno,  ben la metà, 10 mila, operano a Milano. Seguono Brescia e Bergamo con  2mila ciascuna, Monza Brianza con 1.437, Varese e Como con mille per ognuna. Il settore dà lavoro 108 mila addetti in regione su 600 mila complessivi in Italia.

Un numero crescente di operatori e aziende si stanno preparando a sospendere a tempo indeterminato l’attività.

“Si rischia un fermo tecnico – spiega il segretario generale dell’Unione Artigiani di Milano e di Monza-Brianza, Marco Accornero – che bloccherebbe l’intera catena logistica e distributiva del Paese. Una situazione che vede gli autrotrasportatori vittime di una situazione assai gravosa, che reclama immediati interventi da parte del Governo.”