La targa di piazza degli Affari di Milano in un'immagine d'archivio dell'8 ottobre 2008. ANSA / JENNIFER LORENZINI

I primi scambi confermano l’intonazione fortemente negativa delle Borse europee, che guardano ai rischi di mutazione del Covid 19 e ai blocchi per la ‘variante inglese’: il listino peggiore è quello di Madrid che cede il 2,6%, seguito da Parigi (-2,3%), con Milano e Francoforte che in un clima molto nervoso ondeggiano su una perdita di due punti percentuali.

Un po’ meno violenta la corrente di vendite a Londra, in calo dell’1,5% e che ha già pagato più pesantemente degli altri mercati la debolezza della sterlina sui rischi di una Brexit senza accordo.

Nel paniere a elevata capitalizzazione di Piazza Affari comunque i cali maggiori sono di Leonardo, in ribasso del 3,9%, con Saipem ed Eni in calo di tre punti e mezzo sulle tensioni del prezzo del petrolio. Passaggio in asta di volatilità per Tim dopo ribassi superiori al 3% e un rientro in calo di circa due punti percentuali. Vendite anche nel settore del credito, con Mediobanca in calo attorno ai tre punti, Intesa del 2,7% e Unicredit del 2,6%.

Provano a tenere i farmaceutici, con Recordati che cede lo 0,6% e Diasorin che cresce di circa un punto percentuale. (ANSA).