Dalla piazza simbolo di Porta Nuova al Musée d’Orsay: la storia dell’architetta e designer che ha trasformato spazi e idee. Al via la rubrica di Gazzetta di Milano dedicata alle donne ricordate nelle strade della città.
Milano corre, lavora e cambia. A volte lo fa così in fretta che si rischia di attraversare i suoi luoghi senza fermarsi a chiedersi che cosa raccontino. Piazza Gae Aulenti, nel cuore di Porta Nuova, è uno di questi: uno spazio circolare e sopraelevato, tra vetro, acciaio, acqua e architetture che disegnano il volto contemporaneo della città.
Qui la Milano verticale incontra quella quotidiana. C’è chi attraversa la piazza per raggiungere gli uffici, chi si ferma davanti alle fontane, chi arriva da corso Como e chi prosegue verso il quartiere Isola e la Biblioteca degli Alberi. Intorno, lo skyline sale verso la Torre UniCredit, progettata da César Pelli.
La piazza, inaugurata nel 2012 e progettata dallo studio Pelli Clarke Pelli, porta il nome di una donna che ha lasciato un segno nell’architettura italiana e internazionale: Gae Aulenti. Ma quante persone, passando di qui, si domandano chi fosse?
Una nuova rubrica: “La Milano delle donne”
Da questa domanda prende avvio “La Milano delle donne”, la nuova rubrica di Gazzetta di Milano dedicata alle strade, alle piazze e ai luoghi pubblici intitolati alle donne. Ogni nome sarà l’occasione per riscoprire una storia e, attraverso di essa, un frammento della memoria cittadina.
La toponomastica racconta anche ciò che una comunità sceglie di ricordare e trasmettere. La rubrica si propone di osservare questa geografia della memoria: dalle personalità più conosciute alle figure meno celebrate, donne che hanno contribuito alla cultura, alla scienza, all’arte, alla politica, al lavoro e alla vita sociale.
La prima tappa è proprio piazza Gae Aulenti. Il suo nome ci conduce alla vita di un’architetta capace di attraversare discipline diverse e di immaginare nuove possibilità per luoghi già esistenti.
Gae Aulenti, architetta e designer
Nata nel 1927 a Palazzolo dello Stella, in provincia di Udine, Gae Aulenti si laureò in architettura al Politecnico di Milano nel 1953. Dal 1956 svolse la propria attività professionale a Milano, lavorando tra progettazione architettonica, design industriale e scenografia teatrale. Tra il 1955 e il 1965 collaborò alla rivista Casabella-Continuità, diretta da Ernesto Nathan Rogers, prendendo parte al dibattito architettonico del dopoguerra.
In un settore in cui le donne erano ancora poche, costruì una carriera riconoscibile senza fermarsi entro i confini di una sola disciplina. Per Aulenti, gli oggetti di design dialogavano con gli ambienti e gli spazi potevano essere ripensati per accogliere nuove funzioni e nuove esperienze.
Tra i suoi progetti più noti c’è l’allestimento interno del Musée d’Orsay a Parigi. L’edificio, già stazione ferroviaria, fu trasformato in museo: ad Aulenti venne affidata la progettazione degli spazi interni e del percorso espositivo, sviluppato con un gruppo di collaboratori. Il museo aprì al pubblico nel 1986. Il suo intervento contribuì a dare unità ai diversi volumi della grande stazione e a organizzarli intorno alla nuova funzione museale.
Aulenti lavorò anche al nuovo allestimento del Musée National d’Art Moderne al Centre Pompidou e alla ristrutturazione di Palazzo Grassi a Venezia. Tra gli altri interventi figurano le Scuderie del Quirinale a Roma, la piazza Cadorna a Milano e il Museo Nazionale d’Arte della Catalogna a Barcellona. Nel design è ricordata anche per la lampada Pipistrello, diventata uno dei suoi oggetti più celebri.
Nel 1991 ricevette il Praemium Imperiale per l’architettura. Morì a Milano il 31 ottobre 2012, a 84 anni. Poco più di un mese dopo, la piazza di Porta Nuova venne inaugurata e dedicata alla sua memoria.
Una storia che continua negli spazi
Forse per comprendere il lavoro di Gae Aulenti bisogna partire dalla sua capacità di guardare un luogo e immaginare come potesse vivere ancora, in una forma nuova. La trasformazione della Gare d’Orsay in museo ne è un esempio: un edificio legato ai trasporti divenne uno spazio dedicato all’arte, conservando la propria identità architettonica e aprendosi a un’altra funzione.
Anche la piazza milanese che porta il suo nome invita a osservare la città da una prospettiva diversa. È un luogo contemporaneo, attraversato ogni giorno da migliaia di persone, ma è anche una targa da leggere e una storia da conoscere.
Con “La Milano delle donne”, Gazzetta di Milano costruisce una mappa fatta di vite, talenti e percorsi che meritano di essere raccontati. Una strada, un nome, una donna: la prima storia è quella di Gae Aulenti.
A cura di Patrizia Egle Messina











































