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Blocchi dei tir, aziende in allarme: Rummo ferma la produzione e i supermercati riducono le consegne

La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti sta rallentando i rifornimenti nel Sud Italia. Federdistribuzione segnala criticità per i prodotti freschi, mentre La Molisana lavora utilizzando le scorte.

I blocchi dell’autotrasporto stanno producendo conseguenze concrete sulle imprese e sulla distribuzione delle merci nel Sud Italia. La protesta contro il caro carburanti, che interessa strade, nodi autostradali e collegamenti portuali, sta rallentando i rifornimenti e mette sotto pressione alcune filiere produttive. Tra le realtà coinvolte ci sono pastifici e supermercati, con le maggiori difficoltà per le materie prime e i prodotti freschi.

Il caso più significativo riguarda il Pastificio Rummo di Benevento. Il presidente e amministratore delegato Cosimo Rummo ha dichiarato che lo stabilimento si è fermato perché non arrivano camion e cisterne e le scorte sono terminate. Secondo quanto riferito dall’imprenditore, anche diversi pastifici pugliesi stanno incontrando difficoltà negli approvvigionamenti.

La situazione è critica anche per La Molisana. L’azienda ha fatto sapere che la produzione è stata ridotta drasticamente, ma non interrotta: gli impianti continuano a lavorare grazie alle materie prime presenti nei magazzini. Il protrarsi dei blocchi potrebbe quindi incidere ulteriormente sulla continuità produttiva.

Supermercati, consegne sospese per alcuni prodotti

I disagi si avvertono anche nella grande distribuzione. Il gruppo Megamark, attraverso i supermercati Dok, ha avvisato i clienti di una sospensione temporanea delle consegne verso i punti vendita. La comunicazione riguardava alcune categorie, tra cui frutta e ortaggi, e non indicava una carenza generalizzata di prodotti.

Federdistribuzione ha espresso preoccupazione per le ripercussioni dei blocchi in Sicilia, Puglia e Campania. L’associazione segnala difficoltà soprattutto per i prodotti freschi e deperibili e chiede di ripristinare l’operatività della logistica, così da garantire la regolarità delle forniture a imprese e cittadini.

Le criticità potrebbero coinvolgere anche i produttori agricoli. Confagricoltura ha avvertito che in Sicilia, se i trasporti non riprenderanno, grandi quantità di prodotti deperibili rischiano di andare perdute. Intanto, al Centro Agroalimentare di Roma sono state segnalate difficoltà nella disponibilità di alcuni ortaggi e frutti, con maggiori costi di trasporto e un più ampio ricorso alle importazioni.

L’impatto dei blocchi sulle filiere

Il quadro restituisce una crisi che supera i disagi alla circolazione. Quando camion e cisterne non riescono a raggiungere stabilimenti e punti vendita, le conseguenze si propagano lungo la filiera: mancano le materie prime, le aziende consumano le scorte e i negozi possono ricevere meno merce, soprattutto quella che non può essere conservata a lungo.

Gli aggiornamenti del 21 ottobre riferiscono che in Campania proseguono le difficoltà nelle forniture e si registrano scorte ridotte per alcuni beni alimentari. La ripresa delle consegne sarà quindi decisiva per evitare che i problemi logistici si trasformino in ulteriori fermi produttivi e carenze nei punti vendita.