Dalla condanna delle violenze alle polemiche sulla sicurezza e sulle cause della protesta: le dichiarazioni di Meloni, Schlein, Conte, Renzi, Piantedosi, Crosetto, Tajani e Mattarella dopo i disordini in centro.
Le violenze e i saccheggi avvenuti a Milano durante le manifestazioni del fine settimana hanno aperto un confronto politico nazionale. Le dichiarazioni dei rappresentanti di governo e opposizione convergono sulla condanna degli atti violenti, ma divergono sulle responsabilità per la gestione dell’ordine pubblico e sulle ragioni sociali ed economiche della protesta.
Meloni: «Manifestare è un diritto, devastare no»
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine e condannato chi, a suo giudizio, sfrutta le manifestazioni per provocare disordini. «Manifestare è un diritto, devastare le nostre città no», ha scritto, chiedendo alle opposizioni di condannare senza ambiguità le violenze. La premier ha convocato a Palazzo Chigi un vertice sull’ordine pubblico.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha definito gli scontri «azioni da professionisti del disordine» e ha replicato alle critiche del sindaco Giuseppe Sala sul numero di agenti presenti. Il ministro ha sostenuto che gli operatori hanno agito con senso di responsabilità e nel rispetto delle regole d’ingaggio.
Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto è intervenuto sul tema della gestione dell’ordine pubblico, invocando maggiori margini d’azione per le forze dell’ordine, sempre nel rispetto delle norme. Il vicepremier Antonio Tajani ha espresso solidarietà ad agenti, commercianti e cittadini colpiti dai vandalismi, sostenendo che il governo darà una risposta e valuterà misure anche per fermare i minorenni responsabili di violenze.
Schlein e Conte: condanna delle violenze, ma attenzione al disagio
La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha preso le distanze dai responsabili dei disordini, affermando che il suo partito «non c’entra niente con i delinquenti». Ha chiesto però di non confondere le violenze con le proteste pacifiche e di affrontare i problemi denunciati da studenti e cittadini.
Sulla stessa linea il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha condannato gli episodi violenti ma ha invitato il governo a non ignorare le cause della protesta: il carovita e le difficoltà di famiglie, giovani e imprese.
Renzi: «Non serve un nuovo decreto, serve un ministro nuovo»
Il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha definito i saccheggi e le aggressioni «pura delinquenza», sostenendo che non siano giustificabili con il carovita. Ha ricordato gli episodi di violenza avvenuti a Milano durante l’Expo del 2015, richiamando la necessità di una risposta condivisa della società civile.
Renzi ha poi criticato la gestione del Viminale e l’atteggiamento del governo verso le opposizioni. La sua conclusione è stata netta: «Non serve un nuovo decreto, serve un ministro nuovo», ha scritto nella sua e-news, accusando Meloni e Piantedosi di non assumersi la responsabilità per quanto accaduto.
Mattarella: «Ogni violenza è inaccettabile»
È intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha definito inaccettabili le violenze e ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine. Il Capo dello Stato ha invitato a un’analisi approfondita del fenomeno e a una vigilanza capace di contrastare episodi che sembrano emergere in modo inatteso da «soggetti inediti».
Il confronto politico dopo gli scontri a Milano si muove così su due piani: la condanna delle devastazioni e delle aggressioni, condivisa dai diversi schieramenti, e la discussione sulle misure di sicurezza e sulle condizioni che alimentano il malcontento. Sul tavolo restano le proposte del governo e la richiesta delle opposizioni di affiancare alla risposta di ordine pubblico interventi sulle difficoltà economiche e sociali.





















































