Recuperare gli alloggi inutilizzati, sostenere il ceto medio e offrire soluzioni a giovani e lavoratori essenziali. Dal convegno promosso da Traiettorie Urbane di Mi’mpegno con Carmelo Ferraro nasce la proposta di un’agenda condivisa tra istituzioni, professionisti e società civile.
Dalle parole ai progetti, con un confronto stabile tra istituzioni, operatori, professionisti e società civile. È l’obiettivo indicato da Traiettorie Urbane di Mi’mpegno durante l’incontro “Casa a Milano. Un privilegio di pochi e una necessità di tutti”, organizzato il 14 ottobre alla Casa di Quartiere Garibaldi su iniziativa del presidente Carmelo Ferraro.
Dal convegno è emersa la proposta di avviare una sorta di Stati generali permanenti dell’abitare, per affrontare in modo continuativo una questione che coinvolge le diverse fasce della popolazione e incide sulla possibilità di vivere e lavorare a Milano. Al centro del percorso, sei priorità: recuperare gli alloggi pubblici inutilizzati; ampliare l’offerta a canone moderato; individuare soluzioni per i lavoratori essenziali; sostenere studenti e giovani famiglie; governare gli effetti degli affitti brevi; integrare le politiche abitative con la mobilità metropolitana.
L’idea è che il confronto non si esaurisca nell’analisi dei problemi, ma aiuti a individuare proposte e interlocutori per affrontarli. La disponibilità degli alloggi, l’accessibilità dei canoni e il collegamento tra casa e trasporti sono temi che, nella prospettiva presentata, dovrebbero essere considerati insieme, tenendo conto delle esigenze di chi studia, lavora o costruisce la propria famiglia in città.
«Non vogliamo presentare una ricetta già preconfezionata, ma mettere insieme istituzioni, operatori, professionisti e società civile attorno ad alcune priorità e proposte concrete», ha dichiarato Ferraro. «Milano continua ad attrarre studenti, lavoratori, professionisti, imprese e investimenti, ma una città davvero attrattiva non può limitarsi ad attirare persone: deve anche permettere loro di restare».
Il confronto tra istituzioni e rappresentanti del territorio
Al convegno sono intervenuti Emmanuel Conte, assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa del Comune di Milano; Fabio Bottero, assessore all’Edilizia residenziale pubblica del Comune di Milano; Carmelo Iannicelli, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Milano; Emanuela Salati, direttrice della Fondazione ATM; e Chiara Valcepina, consigliera regionale lombarda.
I saluti sono stati affidati a Mattia Abdu, presidente del Municipio 1, e Giampaolo Berni Ferretti, presidente di Milano Vapore. Ha moderato la giornalista Raffaella Manetta, caporedattrice di Gazzetta di Milano.
La presenza di rappresentanti delle istituzioni, delle professioni e della società civile ha accompagnato il confronto sulle possibili direzioni di intervento. Ferraro ha espresso apprezzamento per la disponibilità manifestata dagli assessori, considerandola un segnale positivo per proseguire il dialogo con le istituzioni e approfondire le proposte emerse.
Le sei priorità per affrontare il problema della casa
Il recupero degli alloggi pubblici inutilizzati è indicato tra i temi da mettere al centro del percorso, insieme all’ampliamento delle soluzioni a canone moderato. L’obiettivo è contribuire a un’offerta abitativa che possa rispondere a bisogni diversi, compresi quelli di chi dispone di redditi incompatibili con i costi di mercato ma non rientra necessariamente nei criteri dell’edilizia residenziale pubblica.
Particolare attenzione è rivolta ai lavoratori essenziali, agli studenti e alle giovani famiglie. Per queste categorie, la difficoltà di trovare un alloggio sostenibile può incidere sulla possibilità di stabilirsi a Milano e di costruire un percorso di autonomia. Nel confronto è stato richiamato anche il tema degli affitti brevi, da considerare nel quadro più ampio dell’offerta abitativa e delle esigenze dei residenti.
La proposta comprende inoltre il collegamento tra politiche abitative e mobilità metropolitana. La possibilità di vivere in una zona servita dai trasporti e di raggiungere il luogo di studio o di lavoro è infatti parte della riflessione sull’accessibilità della casa e sull’organizzazione quotidiana della città.
I numeri dell’abitare a Milano
I dati illustrati durante l’incontro evidenziano la portata della questione abitativa. Milano conta quasi 1,4 milioni di residenti e oltre 780 mila famiglie; il 57,5% è composto da una sola persona. Il patrimonio abitativo pubblico comprende circa 63 mila alloggi. Nel 2025 sono stati stipulati 1.308 contratti, saliti a 1.485 includendo quelli di valorizzazione.
Questi numeri offrono un quadro della varietà dei bisogni abitativi in città: dalle persone che vivono sole a chi cerca una prima sistemazione, fino alle famiglie e ai lavoratori che devono conciliare casa, reddito e spostamenti. Il confronto promosso da Mi’mpegno ha posto l’accento proprio sulla necessità di tenere insieme queste diverse situazioni.
Tra gli interventi, Marco Mongiardo, di Giovani Traiettorie di Mi’mpegno, ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà delle nuove generazioni: «Per un giovane il primo problema non è necessariamente acquistare una casa. È poter andare a vivere da solo, diventare autonomo, trovare un alloggio dignitoso e compatibile con il proprio reddito».
Giuseppe De Ponzio, di Traiettorie Urbane, ha sottolineato l’esigenza di sviluppare soluzioni inclusive per anziani, persone con disabilità e donne vittime di violenza. Una prospettiva che, ha osservato, richiede di mettere pubblico e privato nelle condizioni di collaborare, valorizzando le rispettive capacità di risposta.
Il passaggio successivo, secondo Mi’mpegno, sarà trasformare le sei priorità in un’agenda condivisa, individuando progetti, strumenti e interlocutori. L’intenzione è dare continuità al confronto e costruire un percorso di lavoro comune intorno alle necessità abitative di Milano.
«La casa non decide soltanto dove viviamo: decide chi può vivere nella città e, in fondo, quale città vogliamo essere», ha concluso Ferraro.











































