Coronavirus, ordinanza regionale, mascherine o viso coperto obbligatori per chi esce di casa.

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Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana in conferenza stampa aggiorna sull’attuale situazione di contagio del coronavirus, 02 Aprile 2020. ANSA/Marco Ottico
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Fa discutere l’ordinanza del governatore della Lombardia, Attilio Fontana, sull’obbligo delle mascherine per chi va in giro da oggi.

L’ORDINANZA

“Da oggi per uscire in strada dobbiamo indossare una mascherina o, al limite, un foulard o una sciarpa. Lasciatemi dire che è un po’ disorientante ricevere questa disposizione dalla Regione Lombardia e sentire Borrelli, il capo della Protezione Civile persona che stimo, dire ‘io non la metterò e terrò le distanze'”.

Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha commentato l’ordinanza della Regione che istituisce per i cittadini l’obbligo di usare mascherine, o comunque di coprire bocca e naso, quando si esce di casa. “Però io voglio rimanere fedele a ciò che ho detto dall’inizio e cioè le ordinanze, le direttive vanno applicate e non discusse perciò non posso che dirvi applichiamo questa ordinanza della Regione Lombardia”, ha concluso nel video quotidiano sui social.

“Piuttosto che niente, meglio piuttosto”: così Attilio Fontana ha spiegato l’ordinanza della Regione Lombardia che prevede l’obbligo di indossare la mascherina se si esce di casa, o comunque una protezione su bocca e naso, come una sciarpa o un foulard. “La partita non è ancora vinta. Siamo a metà del secondo tempo e teniamo duro sennò c’è il rischio che ci facciano qualche gol” ha aggiunto rinnovando l’invito a non uscire di casa nonostante la domenica di sole.

“Teniamo duro, se usciamo di casa per le necessità autorizzate dalla legge, usciamo con il viso, con il naso e la bocca coperte”, ha ribadito.

Fontana ha spiegato che oggi la Protezione Civile inizierà a distribuire nelle varie città circa un milione di mascherine” prodotte da un’azienda lombarda, cioè la Fippi di Rho, che produceva pannolini e si è riconvertita a produrre le mascherine che hanno appena avuto l’ok dell’Istituto Superiore di Sanità.

La Lombardia – dunque – non deve mollare la presa della lotta al coronavirus. E’ quando chiede il Governatore Attilio Fontana che ha previsto che da domani nella regione si potrà andare in giro solo indossando una mascherina. Misure ancora più rigorose, perché “non abbiamo ancora raggiunto nessun obiettivo, non abbiamo concluso nessuna opera”. Da qui l’ulteriore stretta per rallentare la diffusione del contagio con una nuova ordinanza nella quale si confermano le disposizioni più rigide, rispetto a quelle del Governo, già prese 15 giorni fa e in più si introduce l’obbligo – unica regione in Italia – “ogni qualvolta ci si rechi fuori dall’abitazione” di prendere tutte le misure per “proteggere se stessi e gli altri” utilizzando “la mascherina o, in subordine, qualunque altro indumento a copertura di naso e bocca”. Una mossa che non è piaciuta, però, al capo della Protezione civile Angelo Borrelli: “Io non la uso perché rispetto le distanze.

E’ importante indossarla se non si rispettano le distanze”. Dato che, però, le mascherine non si trovano con facilità, il Pirellone ha stabilito che si potranno usare anche sciarpe, e foulard. E, poi, che i negozi di alimentari e di prima necessità, ossia quelli ancora aperti, dovranno fornire ai clienti “guanti monouso” e disinfettanti “per l’igiene delle mani”. Resta confermata la chiusura degli alberghi, degli studi professionali, dei mercati e di tutte le attività non essenziali. Si potranno, però, spiega la Regione, “acquistare articoli di cartoleria”, utili soprattutto per i bimbi che stanno in casa, in supermarket e altri negozi aperti e la vendita di fiori e piante sarà possibile “solo con la consegna a domicilio”. Sullo stop ai cantieri edili, già previsto nel precedente provvedimento e confermato nel nuovo, sarà il Governo a dover decidere. La Lombardia ha chiesto a Palazzo Chigi di permettere, invece, “le attività legate alla filiera silvopastorale”, come, ad esempio, “il taglio della legna”. Intanto, sul fronte dei numeri il trend è stabile, ancora non c’è una riduzione “continua e significativa”, come ha spiegato l’assessore al Welfare Giulio Gallera, “ci stiamo assestando e abbiamo bisogno di dare un’ultima spallata”. I positivi totali arrivano a sfiorare i 50mila (49.118 con un aumento di 1.598), i morti in 24 ore sono stati 345 (8.656 in tutto), ma le terapie intensive tirano il fiato: 55 ricoveri meno di ieri. E crescono ancora ma a ritmi sempre più contenuti i dati dei contagi nelle province lombarde, con Milano che, però, è prima per numero di contagiati (10819, 428 i nuovi casi).

Due esponenti della Giunta della Lombardia, il vicepresidente Fabrizio Sala e l’assessore al Bilancio Davide Caparini, hanno criticato le parole del capo della Protezione civile Angelo Borrelli sull’uso delle mascherine. Le parole di Borrelli “ci lasciano a dir poco basiti. Di fatto prende nettamente le distanze dal nostro provvedimento sulla necessità di coprire le vie respiratorie quando si esce di casa”, ha detto Sala. “Un modo di comportarsi – ha aggiunto – che non esitiamo a definire imprudente e che davvero fatichiamo a comprendere”. “In Lombardia – ha detto Caparini – chiediamo il rispetto della distanza sociale e di proteggere naso e bocca. Dato che stiamo ancora aspettando le mascherine, che Borrelli ci ha promesso, noi lombardi lo faremo come potremo, perché ci rispettiamo. Tutti insieme lottiamo per uscire da questo incubo. La nostra Protezione civile sta distribuendo milioni di mascherine ai più fragili e alle farmacie. Il commissario, oltre a fare dichiarazioni incoscienti che sta facendo?”.
(ANSA).

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