Dal 1° al 4 aprile 2022 al Castello di Belgioioso, vicino a Pavia, torna Next Vintage, l’evento per eccellenza dedicato alla moda e agli accessori d’epoca.

Protagonista indiscusso il fascino del vintage, che come sempre, ma in questo momento particolare ancora di più, conquista tutti perché ha a cuore l’ambiente e contribuisce a salvare il pianeta.

Ormai chi sceglie vintage lo fa non solo perché gli piace ma perché partecipa ad una economia circolare contro lo spreco.

Si guarda al buon senso e al buon gusto, una semplificazione che non implica la costrizione perché riscopre il piacere del vestire “bene ma semplice”, ben lontano da virtuosismi e dettagli sguaiati.

Il vintage si conferma uno stile ricercato, nelle sue diverse accezioni: da pezzi firmati e non, che trasmettano un’idea di unicità e passato da custodire.

La moda, oggi, finalmente parla e racconta il vintage.

Un nuovo modo di concepire l’abbigliamento del passato, una vera e propria riscoperta del piacere di indossare quello che è stato. E con esso anche un nuovo modo di concepire la moda sostenibile fatta di capi belli e durevoli.

Una ennesima nuova vita per la moda vintage che viaggia in parallelo tra revival di abiti e accessori vintage di tutte le epoche.

Ma la moda vintage è molto altro ancora, proprio nell’ottica green e nel concetto di riutilizzare ciò che è stato, diventa ancora più creativa rielaborando pezzi antichi e vecchi tessuti.

Tendenze

Gli anni ’60 con i suoi colori vitaminici e sfavillanti sono il periodo storico di riferimento delle nuove tendenze moda della prossima primavera estate. Oltre ai colori insoliti sono le lunghezze che finalmente si accorciano e che sanno raccontare l’entusiasmo dei giovani di quella generazione Tailleur eleganti e fashionisti al punto giusto, si abbinano ad accessori speciali: con minibag a mano, scarpe con il tacco quadrato e, perché no, maxi occhiali colorati.

Le strade da esplorare partono dai jeans, ormai celebrati in ogni salsa, da preferire sempre a vita media o alta, questa volta con qualche strappo sbarazzino. Si scelgono poi le borse in midollino o paglia, da scegliere anche per la città, trasformandole in divertenti e leggeri pass-partout. Poi è il turno delle camicie a righe, indispensabili per le giornate più calde, dalle versioni in lino a quelle in cotone, rigorosamente a righe colorate. Il cerchio si conclude con i mocassini, neri e lucidi come la pece, perfetti per essere indossati con tutto, divertendosi a osare.

 

Ritroveremo il pigiama da sera di Emilio Pucci che ha segnato inesorabilmente la moda anni 60, grazie a un coordinato di raso davvero chic. Oggi quella linearità e fluidità la ritroviamo nei tessuti leggeri – coloratissimi e spesso declinati in entusiasmanti fantasie – con cui vengono tagliati i pantaloni larghi. A loro si aggiunge il denim ampio tanto amato da icone come Jane Birkin: la vita inizia a scendere per prepararsi a Woodstock 1969.

Evento collaterale – IL DENIM, IL TESSUTO PIU’ DEMOCRATICO DELLA MODA

 

Nato ruvido e resistente, diventato più volte simbolo di ribellione nel secolo scorso, il denim è stato usato dalle giovani generazioni come feticcio per esprimere idee e provocazioni. Ora diventa nelle mani dei designer una tela bianca sulla quale sperimentare nuove forme, colori e accostamenti.

Romantico e femminile, ma anche elegante e innovativo al tempo stesso. Il denim si nobilita e diventa una divisa quotidiana per la donna contemporanea. Che lo accosta spesso a elementi in contrasto e prende le forme di gonneabiti e top strappati e lavorati

Il suo colore blue indaco, che è un blu non regolare, (anche se oggi l’abbigliamento jeans può essere coniugato con altri colori) e il tessuto denim (un binomio inscindibile) sono diventati un marchio caratteristico ed esclusivo che al pari delle “griffes” o dei marchi commerciali più famosi conferisce un significato speciale, quasi mitico ad oggetti normalmente presenti nella comune vita quotidiana.

Il denim si stinge progressivamente con i lavaggi e con l’uso, schiarendosi di più dove è maggiore l’attrito. «Il jeans invecchia integrando in sé il cambiamento dell’età, impregnandosi di avventura, della vita di chi li indossa. Ogni lavaggio è una pagina girata, il tempo vi scrive la sua memoria su uno sfondo sempre più pallido. La decolorazione dovuta al lavaggio traduce l’avvenimento vissuto fino alla saturazione finale.»

«Autentico o simulato che sia, resta il fatto piuttosto bizzarro rispetto all’estetica “naturale” del consumo, che per i jeans il nuovo vale meno dell’usato, il consumo aggiunge valore all’oggetto. Il denim da materiale destinato ad abiti da lavoro diventa oggi un tessuto degno di salire sulle passerelle più prestigiose sotto forma di jeans ma non solo. La sua forza, infatti, è la capacità di sapersi sempre rinnovare rimanendo fedele a sé stesso.

 

Orario

Dal 1 al 3 aprile: orario continuato dalle ore 10 alle ore 20

Lunedì 4 aprile: dalle 10 alle 17

Biglietti
Intero: 10 euro

Ridotto: 7 euro (6-12 anni, over 60, militari, invalidi)

Online: 8.5 euro