Il presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Milano, Bruno Finzi (Foto Mianews)

“La nuova parola, il nuovo paradigma che avvolge le nostre vite negli ultimi mesi è “rigenerazione”. In biologia “rigenerazione” indica la sostituzione di parti danneggiate del corpo con altre identiche. Ma che tipo di rigenerazione immaginano gli ingegneri per Milano? Quella che, ad esempio, spinge una sostituzione edilizia di costruzioni ormai giunte alla fine del proprio ciclo di vita o quella che accetta la riparazione a tutti i costi di ciò che il secondo dopoguerra ci ha lasciato in eredità?”. Così Bruno Finzi, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano aprendo la quarta edizione degli Stati Generali dell’Ingegneria a Milano che hanno per tema “Milano, ingegneria al servizio di sviluppo e sostenibilità”. “La voglia di ripartenza, di lasciarsi alle spalle i mesi difficili che tutti noi abbiamo vissuto sono forti. Si è da poco conclusa COP 26 e prima ancora il G 20 dell’ambiente – ha detto Finzi -.
Non compete a me commentare gli esiti dei risultati raggiunti, ma è giudizio unanime quello che indica il raggiungimento di un compromesso al ribasso rispetto agli obiettivi sperati. A livello globale la consapevolezza rispetto alla crisi ambientale e climatica sta sempre più crescendo grazie soprattutto all’impegno dei tanti giovani che in tutto il mondo scendono in piazza per risvegliare le nostre coscienze. Ma non possiamo accettare il facile slogan che si è trattato solo di un “bla, bla, bla” – ha evidenziato Finzi -. A livello globale sono troppi e differenti i punti di partenza sui quali si confrontano le diverse economie. Noi Paesi occidentali spesso veniamo identificati – dai paesi emergenti – come quei predicatori che hanno sempre una parola alta da pronunciare, ma che prima hanno razzolato male. Tutti siamo responsabili. Tutti siamo chiamati ad agire. Tutte le categorie sono chiamate a dare il loro contributo. Noi ingegneri, ognuno nei propri ambiti di competenza, abbiamo il dovere di essere artefici di questi cambiamenti. Gli Stati Generali dell’Ingegneria a Milano ne sono un esempio. L’edizione passata – la terza – ha visto la promozione di un importante progetto avanzato da una nostra commissione e dal suo Presidente Salvatore Crapanzano per efficientare il sistema di consegna delle merci in città. Quella intuizione, quel progetto è stato fatto proprio dal Comune ed è stato premiato a livello internazionale. Ecco un esempio di sviluppo realmente “sostenibile” e di generazione (più che rigenerazione) di nuove soluzioni e una delle sessioni di questa due giorni sarà dedicata all’approfondimento di questo importante progetto”, ha detto il presidente degli ingegneri milanesi. Sottolineando: “Soluzioni pratiche e reali. Perché il mondo ingegneristico, per definizione, non ama perdersi in parole e discorsi di forma, ma è chiamato a progettare e a realizzare”.

“Le città rispetto al cambio di passo che il mondo deve affrontare in ottica ambientale sono tra le realtà che più direttamente possono incidere introducendo nuove abitudini di vita.
Milano su questo fronte è all’avanguardia ed è tra le città a livello globale più impegnate sul fronte del controllo dell’emergenza climatica. È la città che si sta interrogando sullo sviluppo “a 15 minuti” ed è attenta a favorire una mobilità alternativa alle macchine introducendo nuovi mezzi e studiando il potenziamento delle linee di trasporto pubblico”. Così Bruno Finzi, presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano aprendo la quarta edizione degli Stati Generali dell’Ingegneria a Milano che hanno per tema “Milano, ingegneria al servizio di sviluppo e sostenibilità”. “Milano, anche dopo la crisi pandemica, non ha perso il suo potenziale attrattivo a livello internazionale. È la città che vede l’impegno di importanti sviluppatori internazionali, la presentazione di tanti nuovi progetti.
Il capoluogo ambrosiano – ha proseguito – si trova al centro del più ampio progetto di rigenerazione urbana italiano – e tra i principali a livello europeo- considerando Mind nell’area ex Expo, l’area ex Macello e gli Scali, in primis Porta Romana. Milano vedrà cambiare una parte del suo volto, ma non dovrà perdere la sua anima. Milano ha sempre avuto l’attenzione e la capacità di tenere insieme ogni ambito sociale. I progetti di edilizia popolare meglio riusciti nel capoluogo ambrosiano sono quelli inseriti e realizzati in contesti residenziali. Non certo quelli che sono diventati nel tempo “banlieu” e che ora richiedono e attendono un’importante azione di rammendo e sostituzione – ha evidenziato Finzi -. È un dato di fatto di come le diseguaglianze sociali – a Milano come nelle altre città metropolitane – sono cresciute a causa della pandemia. Le file davanti alle mense come l’impennata di richiesta di aiuto registrata dalle parrocchie e dalle diverse associazioni e ong che meritoriamente operano sul campo sono un dato di fatto.
Progetti affascinanti come “la città a 15 minuti” devono avere al proprio interno un criterio e un principio di eguaglianza. Lo stesso concetto di 15 minuti deve valere per il cittadino che abita a Brera come per quello che risiede a San Siro o al Gallaratese. E “la città a 15 minuti” deve essere una città sempre più aperta e non una città che “si richiude” nei suoi quartieri. Questo efficientamento – ha detto ancora Finzi -, che richiede e richiederà sempre più un impegno anche e soprattutto ingegneristico nei diversi ambiti, deve essere non solo sostenibile, ma anche e soprattutto “sociale””. Sostenibilità deve andare di passo con socialità (intesa come attenzione a tutto e a tutti). La tecnica può in questo essere valida alleata ma resta uno strumento. Alla base deve esserci un pensiero e una visione”.

“Un pensiero e una visione che le città italiane sono chiamate ad avere per applicare e mettere a terra i tanti fondi in arrivo con il PNRR – ha detto ancora Finzi -. Ora il nostro Paese non ha più scusanti. Ha tutti gli elementi e gli ingredienti per costruire una crescita duratura. Le città hanno la possibilità di portare a termine importanti progetti di sviluppo e crescita. Per farlo ci vuole rispetto dei tempi e precisa applicazione dei progetti. Per questo sono sempre più fondamentali gli ingegneri con il loro senso pratico e la loro capacità di programmazione.
Ma abbiamo bisogno di una burocrazia meno oppressiva. In un’altra occasione parlai dei tanti “lacci e lacciuoli” che ogni giorno i professionisti si trovano a dover affrontare con la burocrazia, sia statale, sia locale. A livello comunale alcuni passi sono stati fatti, ma non bastano.
Lo sportello unico può e deve essere ancora migliorato. Ci auguriamo che l’Amministrazione sappia concretamente intervenire sul completamento della digitalizzazione delle pratiche e soprattutto sull’efficientamento dei tempi di espletamento delle stesse.
Questa quarta edizione degli Stati Generali dell’Ingegneria offre in due giornate un quadro completo delle principali tematiche in campo: rigenerazione urbana, sfide quali la città che riesce a diminuire la produzione della quantità di anidride carbonica, la nuova logistica, la trasformazione digitale e il PNRR, la transizione energetica senza dimenticare la sanità del futuro che passa soprattutto attraverso l’ingegneria biomedica e la telemedicina. Ma una città, e torniamo al tema dei cambiamenti climatici, deve interrogarsi su questi fenomeni e l’ambiente urbano. La climatologia è una scienza che diventerà sempre più nevralgica nella nostra attività professionale quotidiana.
In ultimo, la sfida dell’economia circolare che interroga le città e i loro sistemi economici. E la sicurezza antincendio, tema che a Milano è ritornato al centro dopo il tragico rogo del grattacielo di Via Antonini che, fortunatamente, non ha provocato vittime.
Siamo quindi, tutte e tutti, alla ricerca di una via per un futuro più giusto e più sostenibile – ha detto Finzi concludendo il suo intervento -. Per un futuro che veda abbattere le distanze e che permetta a chi è indietro di avere le stesse opportunità di chi è più fortunato. Siamo tecnici consapevoli dei propri limiti e delle proprie capacità. Siamo ingegneri che senza clamore offrono il proprio contributo di idee, di passione e di azione. Siamo uomini e donne che ogni giorno si alzano pensando di dare il proprio apporto per lo sviluppo della comunità dove viviamo e che non si tirano mai indietro quando l’Amministrazione chiede un aiuto.
Siamo fiduciosi che questo cammino ci porterà verso lidi migliori. Dipende da tutti, anche da noi.
A noi il compito di costruire, di edificare, di generare e rigenerare con passione. Attenti e consapevoli della lezione che la crisi pandemica ci ha offerto”.(MiaNews)

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