No lockdown, presidio ristoratori davanti a Prefettura.

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Un'auto blu transita in Corso Monforte chiuso al traffico per l'incontro del comitato per l'ordine e la sicurezza che si è tenuto presso la Prefettura. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, intervenendo al comitato, si è detto infastidito per le strade bloccate, Milano, 28 settembre 2018. ANSA / MATTEO BAZZI

L’appuntamento è per oggi lunedì 26 ottobre, alle 15: una serie di proprietari di ristoranti, pub e locali ha deciso di trovarsi in presidio davanti alla Prefettura di Milano “sperando che il prefetto ci riceva per ascoltare le nostre proposte visto che il governo non vuole farlo”.

“Se non si adottano misure economiche strutturali per i prossimi anni – ha spiegato Alfredo Zini, titolare del ristorante Al Tronco e presidente del club delle imprese storiche di Confcommercio – sarà la chiusura per molte attività”.

Si va dalla moratoria sulla liberalizzazione Bersani, alla riduzione dei contributi assicurativi per i dipendenti.

Piuttosto che chiudere i locali alle 18 “abbiano la forza di chiudere tutto tre settimane. E fra tre settimane ripartiamo più serenamente in vista del Natale”.

Due sono i pericoli che vede Zini: da una parte le infiltrazioni nelle proteste degli imprenditori “di chi non è imprenditore”, di “black bloc”, gente “che già si è inserita nelle chat”, e dall’altra l’infiltrazione mafiosa con l’acquisto da parte del crimine organizzato delle aziende in difficoltà.

“Su questo – ha sottolineato – abbiamo già dati poco confortanti”.
Anche per questo chiede “ascolto, perché non si può non ascoltare e pretendere poi di essere ascoltati quando si fanno provvedimenti calati dall’alto” ha concluso. (ANSA).

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