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“Gli aumenti dei prezzi delle principali materie prime utilizzate per l’alimentazione delle vacche da latte, fatto registrare negli ultimi mesi, ha impattato in maniera significativa sui costi per la produzione di latte bovino e sulla redditività degli allevatori, messa a dura prova anche dalle note ripercussioni dell’ondata pandemica; in termini numerici, stiamo parlando di un aumento di costi che, sulla base di nostre analisi, solo nel 2021 ammonta a ben 2,4 centesimi al litro, senza tenere conto degli imminenti rincari che arriveranno sul versante energetico”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Franco Verrascina in occasione del tavolo di confronto sulle problematiche relative alla formazione del prezzo del latte alla stalla, che si tiene oggi al Mipaaf alla presenza del ministro Stefano Patuanelli.

“Tradotto in cifre, tale ulteriore aggravio in termini di costi di produzione si traduce in una perdita media sul comparto nazionale che, con riferimento alla produzione lattiera del 2020 e alle imprese oggetto dell’analisi, ammonta per l’anno in corso a quasi 250 milioni euro; al netto delle evidenti ripercussioni in termini di redditività, che vanno ad aggiungersi a problemi strutturali in base ai quali il costo di produzione del latte è superiore al prezzo riconosciuto, tale riduzione rischia di andare a incidere sul raggiungimento degli importanti e condivisibili obiettivi comunitari in materia di sostenibilità”, aggiunge il presidente.

“In qualità di rappresentanti degli allevatori italiani, infatti, siamo fermamente convinti che solo attraverso un miglioramento duraturo della situazione economica degli allevamenti e una più equa redditività delle produzioni lattiero-casearie gli allevatori potranno portare avanti gli ingenti sforzi già sostenuti e continuare a dare il loro contributo al raggiungimento delle ambiziose sfide di tutela ambientale e climatica e di benessere animale che arrivano da Bruxelles”, osserva Verrascina.

“Per tali ragioni, riteniamo fondamentale istituire un tavolo tecnico permanente finalizzato a certificare il costo di produzione del latte alla stalla, distinguendo fra le diverse filiere produttive, e a individuare un nuovo assetto normativo che tenga conto delle evoluzioni comunitarie e vada a stimolare la programmazione economico-finanziaria di un prezzo equo, che non vada a ricadere unicamente sulle spalle dei consumatori; parallelamente, bisogna portare avanti progetti per la valorizzazione del latte, puntando ad esempio su latte in polvere e derivati, andando nel contempo a promuovere le attività di comunicazione e di informazione dei consumatori, sensibilizzandoli sull’importanza del consumo di latte e derivati”, conclude il presidente della Copagri.

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