epa09192214 A handout photo made available by the Teatro alla Scala press office shows Italian conductor Riccardo Muti performing with the Vienna Philharmonic orchestra in the Teatro alla Scala in Milan, Italy, 11 May 2021. EPA/Silvia Lelli HANDOUT HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES
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Ogni ritorno alla Scala di Riccardo Muti è un evento. E non ha fatto eccezione il concerto di martedì sera con i Wiener Philharmoniker.

E non solo perché sarà trasmesso dalla Rai a luglio per celebrare i suoi ottant’anni. O perché si è tenuto l’11 maggio, a 75 anni esatti dal concerto di riapertura del teatro dopo i bombardamenti e la ricostruzione che segnò anche il ritorno di Arturo Toscanini.

Allora Toscanini non volle discorsi ufficiali, come ieri non ci sono stati discorsi, ma ha parlato solo la musica nel concerto dell’orchestra della Scala diretta da Riccardo Chailly per la riapertura al pubblico dopo 199 giorni di limitazioni anticovid.

Oggi invece Muti ha preso la parola prima del bis per dire che “la musica è una missione” e per assicurare, dopo le polemiche , che il fatto di esibirsi l’11 maggio al 75mo della riapertura è solo “una coincidenza”. D’altronde, ha ricordato, lui aveva eseguito l’esatto concerto di Toscanini quando era direttore musicale in “questa che sarà sempre la sua casa” nel 1996 per il 50mo anniversario.

“Sono felice di vedere tutti qui i nostri due direttori musicali italiani” ha detto il sovrintendente Dominique Meyer, dopo questa due giorni di concerti straordinari diretti da Chailly e Muti e soldout a pochi minuti dalla messa in vendita dei biglietti. “Io li voglio tutti. Non c’è concorrenza fra i maestri, questo è il luogo naturale dove esibirsi”. E soprattutto Meyer vorrebbe Muti a dirigere un’opera a Milano.

“Gli ho fatto delle proposte, speriamo abbia voglia di tornare’ ha aggiunto. Dal 2005 infatti Muti a Milano ha diretto solo orchestre ospiti ma mai l’ensemble scaligero, e mai in buca. Stasera però il pubblico è stato ben felice di ‘accontentarsi’ del maestro alla direzione di una delle migliori orchestre del mondo, con cui festeggia i 50 anni di collaborazione. L’inizio è stato con Meeresstille und glückliche Fahrt di Mendelssohn, seguito dalla sinfonia n. 4 di Schumann e dalla sinfonia n. 2 di Brahms. E poi come bis un omaggio austriaco con lo struggente Kaiser Walzer di Johann Strauss. Un “messaggio di speranza” nella melanconia di un mondo che finisce mentre si affaccia, ha spiegato Muti, l’alba del Novecento. (ANSA).

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