Taxi, senza protezioni, a rischio il servizio pubblico.

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I tassisti milanesi sono in grave difficoltà. Dal 24 febbraio scorso chiediamo a Comune di Milano e Regione Lombardia indicazioni e aiuti concreti per garantire la continuità del servizio pubblico in condizioni il più possibile sicure per operatori e utenza.

Speravamo che il tardivo incontro in Prefettura del 12 marzo portasse, finalmente, all’adozione di un protocollo sanitario ad hoc, che stabilisse su indicazione di ATS chiare regole operative, oltre alla necessità di dotare i tassisti di idonei dispositivi di protezione individuale.

L’ordinanza 509 di Regione Lombardia del 13 marzo non prevede nulla di tutto questo, limitandosi a stabilire il trasporto con almeno un metro di distanza dai passeggeri. Si prevede addirittura l’estensione del servizio a fattispecie inedite, come la consegna di merci, con un’ulteriore espansione del numero di contatti a cui si espongono i tassisti. Si prevede che i taxi possano essere impiegati «per i servizi di accompagnamento del personale medico di continuità assistenziale e di persone emodializzate in esecuzione degli accordi esistenti con l’Azienda Regionale Emergenza Urgenza».

Ma non si prevede che siano dotati degli strumenti necessari a gestire questo tipo di trasporti in sicurezza, per sé e per le persone con le quali entrano in contatto.

I tassisti non si sono mai sottratti al proprio obbligo di servizio e soprattutto non è mai venuto meno il loro senso del dovere nei confronti della collettività. Anche in questo caso, di fronte a una pandemia, non abbiamo mai fatto mancare il servizio, facendoci carico dell’emergenza in totale solitudine. Le istituzioni hanno negato il loro concreto appoggio a una categoria in prima linea nel garantire un servizio costituzionalmente tutelato come la mobilità. Oggi, al pari di numerosi altri lavoratori, anche i tassisti sono preoccupati per la propria salute, che mai come adesso coincide con la salute pubblica.

Senza indicazioni chiare e senza la disponibilità di dispositivi per la protezione individuale non saremo più in grado di garantire la continuità del servizio taxi.

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