I milanesi tagliano le spese ma non quelle sanitarie.

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Nell’ultimo anno l’inflazione ha eroso in maniera significativa i risparmi e il potere di acquisto delle persone. E se in molti hanno provato a rimediare tagliando il superfluo o adottando buone abitudini antispreco, c’è il rischio che anche spese importanti – come quelle per la salute – subiscano l’impatto negativo del caro prezzi. È quello che sta accadendo? Per scoprirlo, UniSalute ha interrogato i milanesi su questo argomento, in una nuova indagine dell’Osservatorio Sanità[1] svolto in collaborazione con Nomisma.

 

La ricerca di UniSalute conferma, innanzitutto, come l’inflazione si stia facendo sentire nella quotidianità dei milanesi: oltre quattro su dieci (42%) affermano che le loro scelte di vita sono fortemente influenzate dall’aumento dei prezzi e dal caro bollette, e il 40% dice di essere condizionato dalla situazione economica familiare. Di conseguenza, quasi tre su quattro (74%) hanno modificato le abitudini di spesa, tagliando prevalentemente i consumi fuori casa come bar e ristoranti (74% di chi ha cambiato le abitudini di spesa), ma anche i viaggi e le vacanze (58%) e in misura minore gli acquisti relativi all’abbigliamento (43%).

 

E le spese per la salute? L’impatto del caro vita c’è, ma in misura inferiore: dice di aver ridotto queste spese solo il 26% dei milanesi, dato in linea con il campione nazionale (28%). La maggioranza (74%) degli intervistati, invece, non intende modificare questa voce di spesa (60%), o ha intenzione addirittura di aumentarla (14%): segno che in molti, forse a seguito della pandemia, hanno preso consapevolezza dell’importanza di tutelare e prendersi cura della propria salute.

 

Per approfondire questo aspetto, UniSalute ha chiesto agli abitanti del capoluogo meneghino se fossero più attenti al proprio benessere oggi rispetto a cinque anni fa. Per quanto riguarda il benessere fisico, ha risposto di sì il 40% degli intervistati; mentre in merito al benessere psicologico, si dichiara più attento il 30%. Come motivazione di questa maggior attenzione, quasi quattro su cinque (78%) indicano proprio l’aver capito l’importanza di controllare in maniera continuativa il proprio stato di salute.

 

Ma è davvero così? Purtroppo, non sempre ai buoni propositi seguono i fatti: nel campione di milanesi interrogato per la ricerca, ben il 56% dichiara di non aver svolto alcun esame di prevenzione e screening negli ultimi 12 mesi, con la motivazione prevalente (39%) di non aver avuto particolari problemi di salute. C’è ancora tanto da fare, insomma, per diffondere la cultura della prevenzione nel nostro Paese.