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I commercianti di Codogno sono scesi in piazza questa mattina, in occasione della festa del primo maggio, distanziati e con le mascherine, con cartelli con scritto ‘Il silenzio degli innocenti’.

Il sindaco Francesco Passerini, che era in Comune, è sceso per parlare con loro.
“Quella dei commercianti è una protesta comprensibile, l’assenza di tutele per le loro categorie li preoccupa e li capisco, visto che – dice il primo cittadino all’ANSA – le loro attività sono bloccate da 70 giorni e c’è la previsione che riaprano il primo giugno. Servono regole chiare e certe per ripartire e che arrivino delle misure di sostegno, visto che il 90% delle attività ha anticipato la cassa integrazione con soldi propri”.
Come Comune è stato attivato un fondo per calmierare la Tari e abbassare l’Irpef “ma non siamo l’Inps, ognuno deve fare la sua parte. Le nostre proposte a Conte sono partite da queste esigenze ma nel frattempo le attività non fatturano da 70 giorni e hanno costi e oneri”. C’è un ragazzo – racconta Passerini – che ha dovuto usare l’eredità materna per pagare i dipendenti, un altro che aveva rilevato uno storico negozio di abbigliamento il primo gennaio e che lo ha dovuto chiudere dopo nemmeno 2 mesi per il Covid, che si è manifestato per la prima volta proprio a Codogno, dove è stato individuato il paziente uno. In piazza con loro, questa mattina, anche realtà storiche come la Premiata Pasticceria Cornali, che alla fine del 1800 ha creato il famoso biscotto Codogno, oggi esportato anche all’estero.
“Quando parlavamo di zona economica speciale parlavamo di sostegno a queste categorie, di queste attività che ora – conclude Passerini – rischiano di chiudere”. (ANSA).

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