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Cos’è il quiet quitting?

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È un fenomeno che è stato evidenziato attraverso il canale social Tik Tok ed è l’abbandono silenzioso del lavoratore che non si dimette, ma fa il minimo indispensabile e pone al lavoro il limite della sua vita personale. Non è una dimostrazione di cattiva volontà, piuttosto è un modo di preservare la salute mentale in un contesto segnato dal periodo della pandemia. È una conseguenza dei confinamenti, dell’allontanamento dal quadro lavorativo tradizionale che hanno portato a mettere in discussione le condizioni di lavoro e a rendere rilevante la preoccupazione per la salute mentale. È una decisione condizionata dalla sensazione del lavoratore di non avere un riconoscimento pari al lavoro e all’impegno profusi. Da qui il calcolo del lavoro svolto in base a ciò che si ottiene in cambio.

È in controtendenza alla cultura Hustle in cui si privilegia la dedizione alla vita professionale a discapito di quella personale. Associato a questa propensione al superlavoro e alla competizione si è sviluppato il rischio di sindrome di burnout. I sintomi vanno dallo stress, all’ansia fino alla depressione.

Quali sono i segnali di burnout

C’è un processo lento che va a sviluppare la sindrome di burnout e accorgersi dei sintomi permette di intervenire in tempo, prima che diventino cronici. Tutto ciò avviene all’interno dell’ambito professionale in un contesto di forte stress.

Affaticamento costante: il mancato riposo può tradursi in poco tempo in esaurimento mentale ed emotivo. È difficile recuperare se si è sovraccarichi di lavoro e non c’è spazio per nuove energie.

Disturbi del sonno: risvegli notturni, difficoltà ad addormentarsi o insonnia possono essere causati dall’eccessivo stress durante la giornata. Non riposare bene non permette di rigenerare le forze.

Scarsa concentrazione: le prestazioni sul lavoro sono ridotte per lo stato di affaticamento e per la mancanza di riposo. Il burnout influisce sulla capacità di affrontare altre fonti di stress.

Irritabilità: la giornata è contrassegnata da sbalzi di umore la cui causa è difficilmente identificabile. I rapporti sentimentali e di amicizia subiscono gli effetti spiacevoli di questo particolare stato d’animo.

Se la vita personale è condizionata dallo stress sul lavoro e si rilevano i primi segnali di burnout è consigliabile rivolgersi a un professionista. In questa pagina puoi trovare psicologi con studio a Milano e terapeuti selezionati nella provincia di Milano. La piattaforma Serenis propone professionisti recensiti tra cui uno psicologo specializzato in Stress e Burnout che utilizza il metodo della psicoanalisi, in quanto l’inconscio influenza i comportamenti umani. Dopo la compilazione di un questionario online, viene selezionato il terapeuta idoneo al richiedente. La prima visita conoscitiva è gratuita e ha la durata di una seduta di 45 minuti per stabilire se iniziare un ciclo di sedute.

Quali sono i segnali di quiet quitting

Di seguito alcuni segnali che denotano un comportamento di quiet quitting:

  • Scarso coinvolgimento nella vita aziendale;
  • Nessuna iniziativa;
  • Priorità alla vita personale;
  • Indisponibilità per gli straordinari;
  • Rifiuto di incarichi con nuove competenze;
  • Nessuna comunicazione professionale ammessa fuori dall’orario di lavoro.

Identificare i motivi per cui i dipendenti hanno deciso di lavorare in quell’ambito per poterli coinvolgere nuovamente tra i consigli forniti all’azienda da Michael Page, società di recruiting. È necessario tenere in considerazione le relazioni con i collaboratori. Definire i ruoli e puntare sulla formazione interna. Il lavoratore che decide per l’abbandono silenzioso si pone in una posizione di fragilità nei confronti dell’azienda. Il suo comportamento può generare tensione e causargli malessere. Non ha modo di crescere professionalmente in quanto non accetta nuovi progetti o in generale qualcosa che sia al di fuori di ciò che sa fare. La ricollocazione è la soluzione migliore, se l’azienda di cui è dipendente non fornisce più stimoli e soddisfazioni ed è una decisione che può prendere esclusivamente il lavoratore.

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