Le società scientifiche accolgono il riconoscimento della patologia e l’introduzione dell’esenzione 068, ma chiedono di ampliare le tutele. Tra le priorità: percorsi regionali uniformi, ambulatori multidisciplinari, formazione e maggiori investimenti nella ricerca.
L’ingresso della fibromialgia nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) segna un passaggio importante per il riconoscimento della malattia e dei diritti delle persone che ne sono affette. Tuttavia, secondo CRel – Collegio Reumatologi Italiani, SIMFER – Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa e SISMED – Società Italiana Scienze Mediche, i criteri previsti per accedere all’esenzione rischiano di lasciare senza questa tutela la maggior parte dei pazienti.
Nel comunicato congiunto diffuso a Roma il 9 ottobre 2026, le tre società scientifiche stimano in circa 2 milioni le persone con sindrome fibromialgica in Italia. Al centro della loro preoccupazione c’è la soglia prevista per ottenere l’esenzione 068: il punteggio superiore a 82 al test FIQR, il Fibromyalgia Impact Questionnaire Revised. Secondo quanto riportato dalle società, solo una quota minoritaria dei pazienti raggiungerebbe questo livello di gravità, lasciando escluso oltre l’80% delle persone con fibromialgia.
Il nodo dell’accesso alle tutele
La fibromialgia può comportare dolore cronico, limitazioni nella vita quotidiana e nel lavoro, oltre a costi legati alle cure. Nel documento, CRel, SIMFER e SISMED segnalano che molti pazienti con forme moderate o intermedie resterebbero senza esenzione dal ticket e incontrerebbero difficoltà nell’accesso a percorsi assistenziali strutturati.
Le società richiamano inoltre i ritardi diagnostici, le differenze tra territori e la frammentazione delle cure. In assenza di un percorso coordinato, sostengono, le persone possono trovarsi a rivolgersi a diversi professionisti senza una presa in carico continuativa. Il comunicato evidenzia anche la necessità di un supporto psicologico, accanto alla gestione clinica e riabilitativa.
La richiesta di percorsi multidisciplinari
CRel, SIMFER e SISMED considerano il riconoscimento nei LEA un traguardo atteso, ma chiedono che sia accompagnato da misure capaci di garantire assistenza uniforme. La presa in carico, secondo le tre società, dovrebbe integrare competenze reumatologiche, riabilitative e psicologiche, con percorsi definiti e ambulatori dedicati.
La SIMFER sottolinea il ruolo della riabilitazione nel trattamento del dolore cronico e nel recupero della funzionalità e della partecipazione sociale. SISMED richiama invece l’importanza della collaborazione tra professionisti sanitari, della formazione e degli strumenti digitali a supporto dell’attività clinica sul territorio.
Le proposte di CRel, SIMFER e SISMED
Tra le priorità indicate nel comunicato ci sono l’adozione di Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) regionali omogenei e l’attivazione di ambulatori multidisciplinari che includano stabilmente lo psicologo. Le società chiedono anche programmi di formazione continua per medici di medicina generale e specialisti, per favorire diagnosi più tempestive e contrastare lo stigma legato alla patologia.
Un’altra richiesta riguarda il sostegno alla ricerca clinica e traslazionale, per approfondire i meccanismi della fibromialgia e migliorare i trattamenti. Infine, CRel, SIMFER e SISMED propongono un dialogo con le istituzioni per ampliare progressivamente la platea dell’esenzione 068 anche ai pazienti con forme moderate.
L’obiettivo indicato dalle tre società è costruire una rete di cura più accessibile e continuativa, riducendo le differenze territoriali e i tempi necessari per arrivare alla diagnosi e alla presa in carico.










































