Referendum eutanasia bocciato da Consulta, Adinolfi: accolte nostre istanze.

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Il Popolo della Famiglia di Firenze, tramite il suo referente, Pier Luigi Tossanirilancia le dichiarazioni del suo presidente nazionale, Mario Adinolfi, circa la decisione della Corte Costituzionale, che ha dichiarato inammissibile il referendum-truffa di Cappato, per il quale le firme erano state raccolte non a favore dell’eutanasia, cosa impossibile, essendo il referendum solo abrogativo. E’ stato invece un imbroglio che Marco Cappato ha rifilato agli italiani, che hanno creduto di firmare per l’eutanasia, ma in realtà hanno firmato per abrogare l’art. 579 C.P., che punisce il reato particolarmente rivoltante di omicidio del consenziente“.
Così Adinolfi:
“La Consulta ha respinto il referendum sull’eutanasia, il Popolo della Famiglia ha spiegato per mesi che era un quesito irricevibile, tra le inutili irrisioni di chi non conosce il diritto. Avevamo spiegato a Marco Cappato che aveva raccolto le firme su un referendum imbroglio, sapeva benissimo che sarebbe stato respinto, ha cercato di costruire indebite pressioni sul sistema politico. Siamo lieti di aver viste riconosciute le nostre ragioni, la vita nell’ordinamento italiano è bene indisponibile. Grande vittoria dell’Italia prolife, è un 15 febbraio da ricordare”.
Tossani aggiunge:
“Francamente non ce lo aspettavamo, viste le recenti dichiarazioni del neo-Presidente della Consulta, Giuliano Amato, ma siamo strafelici di incassare il risultato, a pro della cultura della vita, ideologicamente bistrattata nel nostro Paese, come purtroppo nell’intero Occidente. Le motivazioni della decisione della Consulta, già anticipate in un comunicato del suo Ufficio Stampa, sono cristalline:
“la Corte ha ritenuto inammissibile il quesito referendario perché, a seguito dell’abrogazione, ancorché parziale, della norma sull’omicidio del consenziente, cui il quesito mira, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili”.

Sicuramente dovremo continuare a presidiare i confini intangibili, perché la battaglia per la difesa della vita è tutt’altro che finita. Infatti, la decisione della Corte ha svelato il cuore di tenebra che si cela in alcune note figure della politica italiana. Matteo Salvini ha dichiarato, come leggiamo su La Stampa:

“Sono dispiaciuto, la bocciatura di un referendum non è mai una buona notizia”.

A lui rispondiamo:

“E che vuol dire, Matteo?… Non t’importa nulla dei contenuti, non capisci che dobbiamo ringraziare la Consulta, perché sulla vita non si vota?…”

Particolarmente censurabile anche il commento del leader pentastellato Giuseppe Conte:

«Ci piacerebbe fare una consultazione online, anche coinvolgere gli iscritti».

al quale indirizziamo il nostro messaggio:

“Avvocato, dov’è andato a finire il Suo senso del Diritto? Il valore indisponibile di ogni vita umana, dal concepimento alla morte naturale, non si mette all’asta online”.