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Meteo Italia, venerdì rischio nubifragi e grandine: Adriatico e Sud sotto osservazione

 L’Italia si prepara a una nuova fase di forte instabilità meteorologica. Tra venerdì 25 e sabato 26 settembre 2026, l’ingresso di aria più fresca proveniente da nord potrebbe determinare lo sviluppo di temporali intensi, piogge abbondanti e locali grandinate, soprattutto lungo il versante adriatico e nelle regioni del Sud.

Il quadro meteorologico è legato al contrasto tra la massa d’aria più fresca in discesa verso il Mediterraneo e le acque marine ancora relativamente calde dopo la stagione estiva. Una configurazione che può fornire energia e umidità allo sviluppo di sistemi temporaleschi anche di notevole intensità.

Secondo l’analisi pubblicata da MeteoGiornale.it, a cura del meteorologo Andrea Meloni, il Nord Italia dovrebbe invece rimanere inizialmente ai margini della fase più perturbata.

Temporali di venerdì 25 settembre: perché possono essere intensi

L’elemento meteorologico da osservare è il contrasto termico.

L’aria più fresca proveniente da nord, raggiungendo un Mediterraneo che conserva ancora una significativa quantità di calore accumulato durante l’estate, può favorire intensi moti verticali dell’atmosfera.

L’aria calda e umida presente negli strati più bassi tende infatti a salire rapidamente, contribuendo alla formazione di nubi temporalesche capaci di raggiungere quote elevate.

In presenza delle condizioni atmosferiche favorevoli, il risultato può essere rappresentato da rovesci molto intensi, elevata attività temporalesca, forti raffiche di vento e grandinate.

Adriatico sotto osservazione: mare caldo e rilievi aumentano l’instabilità

Particolare attenzione viene rivolta al versante adriatico.

Il Mare Adriatico ancora caldo può mettere a disposizione dell’atmosfera notevoli quantità di umidità. A questo elemento si aggiunge la conformazione orografica della Penisola italiana.

Le correnti umide, incontrando i rilievi appenninici, possono essere costrette a sollevarsi, accentuando la formazione delle nubi e le precipitazioni attraverso il cosiddetto effetto stau.

Una combinazione che potrebbe quindi favorire fenomeni localmente molto intensi.

Tra venerdì e parte di sabato non viene esclusa neppure la grandine. Le condizioni descritte non indicano necessariamente scenari caratterizzati da chicchi di dimensioni eccezionali, ma l’ingresso di aria più fresca in quota rende comunque possibili episodi grandinigeni.

Nord Italia e Lombardia ai margini del maltempo

Situazione differente al Nord Italia, che dovrebbe essere in larga parte escluso dalla fase temporalesca più significativa.

Anche Milano e la Lombardia dovrebbero quindi trovarsi inizialmente ai margini del peggioramento che interesserà maggiormente altre zone del Paese.

Sul settore occidentale europeo rimane infatti presente l’influenza dell’alta pressione, mentre le correnti più fresche tendono a dirigersi soprattutto verso i Balcani, l’Adriatico e successivamente il Mezzogiorno.

La situazione potrebbe però cambiare già nel corso del fine settimana.

Temperature in aumento al Nord da sabato

Da sabato 26 settembre, secondo lo scenario meteorologico delineato, aria più calda proveniente dalla Francia potrebbe progressivamente raggiungere il Nord Italia, determinando una nuova risalita delle temperature.

Una tendenza particolarmente interessante anche per Milano e la Lombardia, dove dopo questa fase potrebbe tornare a farsi sentire l’influenza dell’alta pressione.

Le indicazioni per l’inizio della prossima settimana mostrano infatti una possibile nuova espansione dell’anticiclone africano verso l’Italia.

La traiettoria e soprattutto l’intensità della rimonta anticiclonica dovranno tuttavia essere confermate dagli aggiornamenti meteorologici dei prossimi giorni.

Sardegna ancora vicina ai 30 gradi

Mentre parte dell’Italia sarà interessata dall’instabilità, le regioni occidentali dovrebbero mantenere condizioni termiche più elevate.

La situazione è particolarmente evidente in Sardegna, dove le temperature possono ancora raggiungere valori intorno ai 30°C.

L’isola risente maggiormente della massa d’aria calda presente sulla Penisola Iberica e sull’Europa sud-occidentale. Un primo calo delle temperature è atteso nel corso di sabato.

Neve sui Balcani e sui rilievi della Grecia

La discesa dell’aria più fresca ha già prodotto effetti sull’altra sponda dell’Adriatico.

Sui Balcani sono state segnalate nevicate anche al di sotto dei 2.000 metri, mentre la neve ha interessato anche alcuni dei rilievi più elevati della Grecia.

Fenomeni che, pur attirando attenzione dopo i mesi estivi, alla fine di settembre non rappresentano necessariamente un’anomalia meteorologica.

Sicilia sotto osservazione dopo le piogge torrenziali

Tra le regioni da monitorare nel corso del peggioramento figura anche la Sicilia, in particolare il settore settentrionale, l’area dello Stretto di Messina e la parte orientale dell’isola.

L’attenzione è elevata anche alla luce degli intensi fenomeni registrati il 23 settembre, quando alcune aree della Sicilia orientale sono state interessate da precipitazioni estremamente abbondanti, con accumuli localmente superiori ai 150 millimetri.

In presenza di temporali molto intensi, quantità elevate di pioggia concentrate in periodi relativamente brevi possono determinare criticità sul territorio, rendendo particolarmente importante seguire gli aggiornamenti e le eventuali comunicazioni della Protezione Civile.

Italia divisa tra temporali e caldo

Il quadro meteorologico di fine settembre mostra quindi un’Italia divisa in due.

Da una parte il versante adriatico e il Sud, dove l’arrivo dell’aria più fresca potrebbe innescare temporali localmente intensi; dall’altra il Nord e parte delle regioni occidentali, inizialmente maggiormente protetti dall’influenza dell’alta pressione.

Per Milano e la Lombardia, in particolare, l’attenzione si sposta già verso il fine settimana e l’inizio della prossima settimana, quando potrebbe manifestarsi una nuova fase caratterizzata da temperature in aumento e maggiore stabilità atmosferica.

La situazione resta comunque dinamica: intensità e localizzazione dei temporali possono cambiare rapidamente e sarà quindi necessario seguire gli aggiornamenti previsionali.

Fonte meteorologica: elaborazione su analisi MeteoGiornale.it – Andrea Meloni.


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