L’Efes Campione d’Europa conquista Gara 1 e strappa subito il vantaggio del fattore campo all’Olimpia, imponendosi 64-48. Milano ha giocato una partita coraggiosa, probabilmente impeccabile dal punto di vista difensivo perché ha tenuto un attacco da 83 punti a partita venti sotto media, ma non ha trovato mai continuità al tiro e questa ha frustrato le sue velleità. Ha avuto in mano l’inerzia della partita nel primo quarto, quando ha preso anche sei punti di vantaggio, ma nella ripresa la differenza in termini di precisione è stata netta. L’Olimpia (17/55 dal campo) non ha mai trovato fluidità, nemmeno quando ha provato ad abbassarsi giocando con quattro esterni.

IL PRIMO QUARTO – L’Olimpia sporca i primi possessi dell’Efes, ma concretizza poco in attacco, perde soprattutto tre palloni in tre minuti di gioco, così incassa un parziale di 7-0 completato da una tripla dall’angolo di Moerman. Sotto di cinque, Coach Messina spende subito il primo time-out. Al rientro, Milano risponde con un 4-0, poi Melli impatta con una tripla frontale procurata a rimbalzo da Hines. Quando Hall con una penetrazione al ferro completa un gioco da tre punti, l’Olimpia va avanti. Sono suoi tutti gli ultimi cinque punti del periodo che Milano chiude sul 16-11.

IL SECONDO QUARTO – L’Olimpia soffre in attacco. Con Hall costretto alla panchina con due falli non riesce a trovare alternative. La difesa tiene, ma una tripla di Singleton riporta l’Efes avanti nel punteggio perché Milano proprio non segna. Il parziale diventa di 11-0 in sette minuti. Finalmente, arriva la tripla di Bentil dall’angolo a ricucire subito da meno sei a meno tre. La seconda tripla ancora di Bentil, dall’angolo opposto su scarico di Melli, ripristina la parità a quota 22. Dopo la terza tripla che riporta l’Olimpia avanti, arriva un break sfavorevole. Un fallo di Alviti su Dunston è considerato antisportivo e di fatto genera un possesso da quattro punti nel 29-26 Efes.

IL TERZO QUARTO – L’Efes sembra sbloccarsi in attacco, usa taglia e forza fisica per strappare un paio di rimbalzi e piazzare il 7-0 e prendere possesso della gara. Come nel primo tempo, Coach Messina deve chiamare subito un time-out. La grande prestazione difensiva di Milano è frustrata dalle percentuali (otto punti appena con tre canestri nel terzo periodo). Il vantaggio dell’Efes tocca i 12 punti. Una tripla di Shields ricuce il divario a otto punti, con l’Olimpia aggrappata a orgoglio e difesa. Ma l’ultimo guizzo in una serata senza tiro soprattutto degli esterni è di Bryant. Dopo tre quarti, l’Efes comanda 46-34.

IL QUARTO QUARTO – L’Olimpia tenta l’assalto giocandosi la carta Troy Daniels. Con cinque punti consecutivi insieme ad una tripla di Hall tenta di trascinare la rimonta. Ma Milano non ha continuità di rendimento sulle due estremità del campo. Un gioco da tre punti completato da Larkin spacca la partita in modo severo sul più 15. Qui l’Olimpia tenta di giocare con quattro esterni più Melli da centro nominale. Daniels la riporta a meno 10. Ma manca il guizzo risolutivo, così l’Efes strappa il servizio all’Olimpia allungando sull’1-0.

Così Coach Ettore Messina ha commentato Gara 1 dei playoff di EuroLeague: “L’Efes ha giocato una partita di grande personalità, su ambedue le estremità del campo, soprattutto ha giocato una grande partita difensiva, non ci ha mai permesso di prendere alcun vantaggio e anche quando abbiamo costruito dei tiri aperti li abbiamo sbagliati. E’ stata una serata complicata, aggravata dall’infortunio di Nik Melli alla fine, al polpaccio. Lo rivaluteremo domani, ma non promette nulla di buono. In ogni caso, abbiamo un’altra partita in due giorni e faremo tutto quello che riusciremo a fare per provare a vincerla. Non credo sia il momento di gettare la croce addosso a qualcuno. Tutti hanno giocato male, non solo alcuni. Dopo una partita come questa dobbiamo fare tutti un esame di coscienza, allenatore, staff e ogni giocatore. Qualcuno ha giocato meno male di altri, ma come squadra dobbiamo migliorare. In cosa? Dobbiamo creare dei vantaggi in attacco, come abbiamo fatto a Istanbul quando li abbiamo battuti. Sono piccole cose, un passaggio fatto meglio, un cambio di velocità, un blocco più efficace, uscire da un blocco per tirare e non per ricevere semplicemente. In difesa è chiaro che abbiamo commesso degli errori, ma li notiamo perché abbiamo fatto talmente tanta fatica in attacco da pagarli un prezzo alto. In realtà, loro sono una squadra da 83 punti di media, oggi ne hanno fatti 64. Non è stato quello il problema”.