Formula 1, Bottas vince in Austria, Leclerc secondo grazie alla penalizzazione di Hamilton. Vettel sperona Sainz e va fuori.

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Ferrari's Monegasque driver Charles Leclerc steers his car during the qualifying round at the Austrian Formula One Grand Prix on July 4, 2020 in Spielberg, Austria. - Seven months after they last competed in earnest, the Formula One circus will push a post-lockdown Â?re-setÂ? button to open the 2020 season in Austria on July 5. (Photo by Mark Thompson / AFP)
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La Formula 1 2020 parte tra mascherine, tribune deserte, il tanto desiderato spettacolo e già diverse sorprese. A cominciare dal vincitore: il numero due Mercedes Valtteri Bottas fa festa grande proprio nel giorno dei piloti in ginocchio contro il razzismo e oscura del tutto il compagno e campione del mondo Lewis Hamilton. L’inglese è solo quarto al traguardo per una penalizzazione di 5” nel finale di gara inflittagli per aver speronato la Red Bull di Alexander Albon. E poi ecco la Ferrari che non t’aspetti: quella guidata da Charles Leclerc, bravissimo a sfruttare le tre safety-car di fila e a trasformare in oro una corsa che sembrava fino a pochi giri dalla bandiera a scacchi anonima.

Il pilota monegasco riesce a conquistare una seconda posizione da ricordare con una stupefacente serie di sorpassi ai danni della Racing Point di Perez e della McLaren di Norris che a sua volta chiuderà sul podio dietro al ferrarista. Da dimenticare la prestazione di Sebastian Vettel, mai in ‘partita’ e autore di brutto testa coda che ne pregiudicherà qualsiasi speranza: il decimo posto non fa onore al quattro volte iridato che alla fine dell’anno lascerà la scuderia di Maranello lasciando il posto a Carlos Sainz Junior ottimo quintoi con la sua McLaren.

Finalmente il Circus della velocità post-Covid ricomincia dopo il Gp abortito a marzo in Australia: teatro della ripartenza della Formula 1 sono le montagne austriache, con il circuito dello Spielberg senza pubblico riempito solo dal suono dei motori e dagli addetti ai lavori in formato ridotto. Prima del semaforo verde sale l’emozione con 14 piloti su 20 in ginocchio contro il razzismo e con indosso una maglia nera con la scritta ‘end racism’ (Leclerc e Raikkonen tra quelli che sono rimasti in piedi senza inginocchiarsi, ndr). Quando si parte è Bottas a prendere il largo subito grazie anche alla penalità sulla griglia per Hamilton che è costretto a scattare quinto e non secondo per non aver rispettato la bandiera gialla nelle qualifiche di sabato. Con le Ferrari nelle retrovie, a dare fastidio alle Mercedes ci pensa la Red Bull di Verstappen, ma l’irruenza dell’olandese dura poco: all’undicesimo giro il ‘new generation’ è tradito dalla sua auto ed è costretto ad un mesto ritiro.

Ragion per cui Bottas può dormire sogni tranquilli con Hamilton a distanza di sicurezza e i vari Sainz, Perez e Noris non certo in grado di raggiungerlo. Leclerc staziona in sesta-settima posizione, mentre Vettel non si scolla dalla decima piazza. Al 26/o giro, con l’incidente alla Haas di Magnussen, in un Gp apparentemente tranquillo parte la serie infinita delle safety-car (ben tre) che nel finale di gara rivoluziona le posizioni, permettendo alla Ferrari di Leclerc di scalare in pochi giri dalla quinta alla seconda posizione. Alla fine sorride anche Norris che con la sua McLaren conquista al pari della Rossa un podio insperato. Deve recriminare invece Hamilton che sciupa tutto nel voler resistere a tutti i costi all’incursione di Albon. Se il pilota anglo-thailandese è costretto a uscire di pista, il campione del mondo vede sfumare un secondo posto sicuro. Buon per la Rossa che con una vettura in chiara difficoltà può prendere fiato in attesa degli sviluppi previsti per il Gp d’Ungheria a Budapest dove dovrebbe vedersi la vera Ferrari post-Coronavirus. Intanto, i ferraristi possono godersi e soprattutto contare sul giovane venuto dal Principato di Monaco che da astro nascente ha definitivamente messo i panni di una star vera e propria.

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