Dottor Bau & Dottor Miao, assistenza veterinaria all’avanguardia

Gazzetta di Milano intervista Claudio La Rosa, presidente di MIAV, che con i brand Dottor Bau & Dottor Miao è diventato un polo di riferimento nell’assistenza veterinaria

MIAV è oggi un punto di riferimento nazionale nell’assistenza veterinaria: qual è stata l’intuizione originaria che l’ha portata a creare una mutua dedicata agli animali e come si è evoluta la sua visione in questi anni?

‘Tutto nasce da un’evoluzione della sensibilità nei confronti del mondo pet. Gli animali non devono fare solo compagnia ma sono dei veri e propri ‘ammortizzatori sociali’, esseri viventi che accompagnano l’uomo, migliorandolo, nel suo percorso di vita, alla pari. Un continuo scambio di emozioni e interazioni che dura per sempre e che contribuisce alla crescita psicofisica di tutti gli esseri viventi. Da queste convinzioni nasce MIAV, Mutua Italiana Assistenza Veterinaria MIAV, società di Mutuo Soccorso, organismo no profit operante dal 1993 e che ha come obiettivo principale quello di garantire ai propri associati ed alle loro famiglie la protezione completa del “Valore salute”. Come? Attraverso l’offerta di servizi sanitari integrativi rispetto ai livelli standard di assistenza garantiti dal servizio sanitario nazionale. Sulla base dei più recenti studi scientifici, medici e sociologici riconoscono agli animali d’affezione un ruolo primario nella cura della persona anche in ambito di terapie specializzate, appunto volte al benessere e alla cura degli associati e dei loro familiari. Per tali motivi MIAV tutela i propri associati possessori di animali da compagnia, erogando tutta una serie di servizi assistenziali in forma mutualistica. Ciò comporta un abbattimento dei costi, spalmati su una larga base di associati. Il nostro claim è chiaro ed ormai famoso: ‘Se stanno bene loro, stiamo bene anche noi’.

Il mercato delle polizze per animali domestici è in forte crescita: quali sono, secondo lei, le principali criticità del settore e quali innovazioni MIAV sta introducendo per superarle?

‘Sono tre i concetti sui quali si fonda il nostro modo di operare: autonomia; assistenza diretta; tutela dei nostri pet. Il mercato assicurativo ormai è troppo spesso frastagliato da offerte poco chiare e fuorvianti e la distanza tra cliente e istituti è sempre più ampia, con le difficoltà classiche di un rapporto mai diretto e quindi irto di ostacoli. Tutto ciò che non vuole il cittadino, che ha bisogno di un referente unico, contattabile e raggiungibile in maniera semplice. MIAV è una Mutua e come tale non è sottoposta alla vigilanza dell’IVASS come le Compagnie Assicuratrici. Contro la burocrazia, ritardi, lungaggini e costi eccessivi, la soluzione è associarsi ad un organismo no-profit, diventare quindi parte integrante di un ente che non ha scopi di lucro e permette la partecipazione diretta alle attività programmate. In tal modo, la presenza di cani e gatti in casa viene percepita come un valore positivo: i pet e le spese a loro collegate vengono vissute come un’area di ‘spesa investimento’. MIAV, con il suo sussidio mutualistico, decide di andare a soddisfare questa ampia fascia di mercato con ‘Dottor Bau & Dottor Miao’.

Il suo brand è diventato riconoscibile e molto apprezzato dal pubblico: come nasce l’idea e quale strategia di comunicazione ha permesso di trasformarlo in un marchio così forte?

‘L’idea è semplice ma visionaria: la volontà di tutelare il benessere psicofisico dei propri associati anche attraverso i rapporti di questi ultimi con gli animali d’affezione. Bisogna focalizzarsi sulla parola affetto: già, gli animali sono nostri amici e ci fanno stare bene. Partendo da questa convinzione, abbiamo deciso di dar vita ad un brand inedito, unico nel suo genere in Italia, con l’obiettivo di erogare tutta una serie di servizi assistenziali in forma mutualistica. Ciò comporta un abbattimento dei costi, spalmati su una larga base di associati. Con un vantaggio ulteriore, non di poco conto: la nostra Mutua si occupa solo ed esclusivamente del mondo pet. Non trattiamo contemporaneamente altri ‘rami’ come ad esempio furto e incendio, auto, abitazioni, attività commerciali, che conseguentemente marginalizzano impegno ed interesse per una completa tutela dei nostri animali. Tutti gli sforzi e l’impegno sono concentrati sul mondo degli animali. E ci stiamo evolvendo giorno dopo giorno, grazie anche all’utilizzo di tecnologie innovative che ci danno una grande mano a rendere la vita più facile agli assistiti, con risposte rapide ed efficaci. Penso all’ultima frontiera dell’Intelligenza Artificiale, le cui applicazioni sono ancora in profonda evoluzione. Un modello virtuoso che ci stanno copiando da più parti, sia a livello nazionale che in ambito internazionale’.

Lei opera tra Milano e la Spagna: quali differenze ha riscontrato nei due mercati e quali opportunità vede per l’internazionalizzazione del modello MIAV?

‘Partiamo da un primo dato di fatto. Le tasse. Oggi, in Italia, sia il pet food sia le prestazioni veterinarie sono tassati con l’aliquota del 22%, la stessa applicata ai beni di lusso.  Secondo il Dossier MIAV 2025, presentato in anteprima, la Germania applica solo il 7% di IVA al pet food, la Francia il 20%, la Spagna il 21% (ridotto al 10% per uso agricolo), mentre la Svizzera mantiene un’aliquota unica dell’8,1%.

L’Italia si conferma così tra i Paesi più onerosi d’Europa, con effetti concreti su adozioni, cure veterinarie e tutela della salute pubblica. Si tratta di una distorsione inaccettabile che penalizza milioni di famiglie italiane e ignora il valore sociale e sanitario del rapporto uomo–animale. In Europa, quasi ovunque, si riconosce che il benessere animale è parte integrante del benessere umano: un principio cardine del modello One Health. Invece in Italia è tutto il contrario: anche la Manovra Finanziaria del Governo lascia solo briciole ai proprietari di animali domestici. Ecco perché è necessario adottare una vera e propria ‘rivoluzione culturale’ nel nostro Paese: una rivoluzione che deve partire dall’alto e portare il nostro Paese a livello delle più evolute democrazie europee. Un’opera di sensibilizzazione che io, con i progetti MIAV, ho iniziato da tempo; un processo lento e irto di ostacoli ma sono convinto che grazie anche al fondamentale contributo delle istituzioni mutualistiche e dei principali enti di categoria saremo in grado di vincere la sfida’.

Guardando ai prossimi dieci anni, quale ruolo avranno – secondo lei – le mutue e le assicurazioni veterinarie nel sistema di welfare dedicato agli animali domestici?

‘I numeri parlano chiaro: l’amore per gli animali da compagnia cresce sempre di più. In Italia vi sono 33 milioni di animali domestici, praticamente 53 ogni 100 abitanti. Di questi, 7,5 milioni sono cani, 8 milioni gatti. A seguire: 1,8 milioni di roditori (criceti e conigli), 13 milioni di uccelli, 1,6 di pesci e 1,3 milioni di rettili.

Il 53% delle famiglie italiane ha adottato un animale domestico, e questo è un dato che deve fare riflettere sull’importanza degli stessi ai fini sociali.

Numeri importanti anche in Lombardia: all’anagrafe risultano registrati 1,8 milioni di cani, ovvero 1 ogni 6 cittadini. I gatti iscritti sono 350 mila, un dato però in difetto visto che l’obbligatorietà della registrazione vi è solo per i nuovi nati.

In compenso, le spese per il loro sostentamento, dal cibo alle spese veterinarie, crescono notevolmente. Molte famiglie e in alcuni casi rinunciano anche ai loro amici a 4 zampe per mancanza di risorse. A fronte di un sistema welfare praticamente latitante in questo ambito, le mutue, organismi no profit, assurgono ad un ruolo da protagoniste, sostenendo ed accompagnando i proprietari e gli animali in un lungo percorso fatto di amore reciproco. Un percorso ricco di strumenti, iniziative e attività che rinsaldano il rapporto tra pari, all’insegna di un mondo che finalmente riconosce la tutela dei pet come elemento essenziale per una civiltà florida e rispettosa degli altri’.


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