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Che ne pensano gli italiani degli influencer? La ricerca InSIdE con Pulse Advertising, Eumetra ed Università di Pavia

Dopo l`analisi sugli influencer e il punto di vista delle aziende, l`Osservatorio InSIdE promosso da Pulse Advertising in collaborazione con Eumetra e Università di Pavia restituisce una mappa di cosa gli italiani pensano oggi degli influencer, come interagiscono con loro, quando e come seguono i “consigli per gli acquisti”.

“In Italia questo bacino di utenti non è ancora considerato in modo adeguato dalle aziende che comunicano” – afferma Paola Nannelli, Executive Director di Pulse Advertising e ideatrice dell`Osservatorio Inside MILANO, 4 OTTOBRE 2023 – Partito a novembre 2021 da un progetto della sede italiana di Pulse Advertising – agenzia internazionale di influencer marketing, Social Media Management e Paid advertising, presente in 7 paesi tra Europa, Usa e Asia – l`Osservatorio InSIdE (aka influencer, stories, identities and evolutions) dedicato all`Influencer marketing ha già condotto e diffuso due indagini importanti sul mondo dei creator e delle loro community. In questa terza wave, il focus dell`indagine è il pubblico: i follower e le loro scelte (di acquisto e non) dettate dai messaggi che i creators trasmettono attraverso i propri canali social.

Sono 28 milioni (il 76%lla popolazione tra 16 e 65 anni) invece gli italiani che seguono almeno 1 influencer, chi ne segue più di 2 sono 21 milioni.

 Questo vuol dire che milioni di persone possono essere raggiunte dai messaggi dei creator in modo molto diretto e immediato, una audience paragonabile a quella della tv. “In Italia questo bacino di utenti non è ancora considerato in modo adeguato dalle aziende che comunicano – afferma Paola Nannelli, Executive Director di Pulse Advertising e ideatrice dell`Osservatorio Inside – Social media e influencer marketing devono diventare centrali nel media mix dei brand”.
La potenza dei messaggi non premia solo i content creator che hanno centinaia di migliaia di follower, infatti la rete “social” ha accorciato le distanze e ha convinto tanti professionisti – prima semplici fruitori – a diventare content creator e, spesso, a vedersi trasformati in veri e propri influencer del settore di riferimento (dall`esperto di elettrodomestici, fisco, attività bancarie, immobiliare. L`affezione a uno o più canali è influenzata anche dalla capacità di gestire funzioni e tool di terze parti per la creazione di contenuti e/o per l`interazione con altri utenti: i social più evoluti, come TikTok per esempio, mettono in difficoltà chi non è nativo digitale o digitalmente evoluto.
Sulla base di questi dati i brand delle factory più seguite non possono non essere presenti sulle piattaforme social, meglio se più di una, perché tutte le fasce di età seguono dai 2 ai 4 canali. La generazione più attiva è ovviamente la GenZ che va sui social per seguire almeno 4 argomenti, mentre le generazioni più mature concentrano il tempo speso online in modo meno dispersivo. Mentre per Millennials, GenX e Baby boomers le motivazioni per seguire un influencer sono interesse per gli argomenti trattati, divertimento e leggerezza, la GenZ si divide più nettamente tra un 42% che segue perché si diverte e altre fette importanti che seguono un creator perché incuriosite dalla sua vita, dai luoghi in cui va, dalle scelte di acquisto. Quando l`influencer perde autenticità specialmente la GenZ si annoia e defollowa, lo fa spesso anche quando il creator è coinvolto in uno “scandalo” (ben il 14% dichiara di non seguire più per questo motivo, contro il 2% i boomers).
Questo perché ancora una volta il terreno dei social è per le giovani generazione un posto autentico dove comunicare, non solo un passatempo come per gli utenti più maturi d`età, ma un vero luogo di scambio di opinioni e di identificazione personale. Come si pongono gli utenti nei confronti dei contenuti che i creators propongono? Per la maggior parte degli intervistati (64%) gli influencer non dovrebbero proporre contenuti poco autentici, ma più del 40% dichiara di capire facilmente che la vita sui social non è quella che gli influencer vivono nella quotidianità e anche se alcuni messaggi sono un po’ costruiti vengono comunque accettati con consapevolezza. Ancora una volta si distingue la GenZ che accoglie i contenuti sponsorizzati senza fastidio a patto che non sia tradita la credibilità (il 35%) quindi che prodotto e creator condividano gli stessi valori. Se tra chi nomina e chi segue Chiara Ferragni c`è un rapporto del 44%, teniamo conto che per personaggi come Benedetta Rossi la percentuale cresce al 93%, Paola Turani raggiunge il 78%, Clio Make up un buon 61%.

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