A maggio la spesa dei giocatori sulle piattaforme di casinò digitale ha toccato i 285 milioni di euro in un solo mese, mentre la raccolta ha sfiorato i 6,74 miliardi, con un aumento del 37% su base annua. Ma dietro la crescita si nasconde un mercato sempre più nelle mani di pochi grandi operatori.
Il mercato italiano del casinò online sta vivendo una fase di espansione che pochi comparti dell’economia digitale possono vantare. A maggio 2026 la raccolta ha raggiunto i 6,74 miliardi di euro, con un incremento del 37,2% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre la spesa complessiva dei giocatori si è attestata a 285,3 milioni, in leggero calo rispetto ai 297,2 milioni di aprile. Numeri che confermano un trend più ampio: secondo un’analisi della Corte dei Conti, nel 2025 il gioco online ha superato i 100 miliardi di euro di raccolta, arrivando a rappresentare oltre il 60% dell’intero mercato del gioco pubblico nazionale. Già nel 2024, secondo i dati del report CGIA di Mestre ripresi da Il Sole 24 Ore, la spesa online era cresciuta del 153% rispetto al 2019, un ritmo molto più sostenuto di quello registrato dal gioco fisico.
A cambiare la struttura del settore è stato il decreto legislativo 41/2024, entrato pienamente in vigore il 13 novembre 2025, che ha riscritto le regole del gioco a distanza: le concessioni “skin”, che permettevano a un singolo operatore di gestire decine di siti con marchi diversi, sono state abolite; il numero di concessionari attivi è sceso da 93 a 46, per un totale di 52 licenze; il costo di ogni concessione è salito a 7 milioni di euro per nove anni, a cui si aggiunge un canone annuo del 3% sul GGR, il margine lordo degli operatori al netto delle vincite restituite ai giocatori. Dal 1° febbraio 2026 anche la tassazione è cambiata: l’aliquota sul GGR è salita al 24,5% per le scommesse sportive e al 25,5% per i giochi da casinò online.
Un mercato più solido, ma più concentrato
L’effetto più visibile di questa riforma è la concentrazione del mercato nelle mani di pochi grandi gruppi. Lottomatica detiene da sola circa il 31,7% del GGR complessivo del casinò online, seguita da Sisal. Nel complesso, i primi sette operatori del comparto assorbono circa il 77% del mercato. Su cento euro spesi dai giocatori italiani in slot, tavoli live e poker online, settantasette finiscono nelle casse di sette aziende.
Il processo si è consolidato ulteriormente nelle scorse settimane. Con l’abolizione delle skin, circa 350 siti satellite hanno cessato l’operatività nel giro di poche settimane, lasciando una base di utenti abituata a brand e interfacce specifiche improvvisamente priva del proprio punto di riferimento digitale. ADM non pubblica dati di migrazione, ma la crescita sopra la media registrata da Lottomatica e Sisal nei mesi successivi suggerisce dove buona parte di quella domanda si sia spostata. Il 14 maggio 2026 è inoltre scaduto definitivamente il regime transitorio previsto dal decreto: gli operatori che non avevano ancora adeguato la propria infrastruttura ai nuovi requisiti tecnici – server in area UE, uptime garantito al 99,5%, una sola skin per concessione, KYC certificato secondo gli standard ADM – sono usciti dal mercato regolato, senza possibilità di recupero.
Un dato che si spiega in parte con l’aumento delle barriere all’ingresso, difatti le nuove concessioni richiedono sede nello Spazio economico europeo, almeno due anni di esperienza digitale e un fatturato minimo di tre milioni di euro negli ultimi due esercizi, pensate per selezionare operatori più solidi sul piano finanziario e più affidabili nei controlli antiriciclaggio.
Per il giocatore, questa nuova configurazione del mercato si traduce in un ecosistema più controllato ma anche più omogeneo: meno piattaforme tra cui scegliere, un solo dominio ufficiale per ciascuna licenza, e strumenti di tutela, – timer di sessione, limiti di deposito, sistemi di autoesclusione flessibile attivi dal febbraio 2026 -, resi obbligatori su ogni piattaforma autorizzata.
Come orientarsi tra gli operatori autorizzati
In un mercato dove distinguere un operatore realmente autorizzato da uno che si presenta come tale è diventato più complesso, la verifica della licenza resta il primo passaggio da compiere. Ogni sito con concessione ADM è tenuto a esporre il proprio numero di licenza, generalmente in calce alla home page. Per chi vuole farsi un’idea aggiornata di quali casinò online operano legalmente in Italia con licenza ADM, le guide comparative che raccolgono numero di concessione, condizioni contrattuali e strumenti di gioco responsabile di ciascun operatore restano uno strumento utile prima di scegliere dove aprire un conto di gioco.
Il quadro che emerge, in sintesi, è quello di un settore che cresce a doppia cifra ma che si è fatto più esigente: meno spazio per i piccoli operatori, più investimenti richiesti per restare competitivi, e un livello di trasparenza normativa che, va detto, prima della riforma non esisteva.
Scopri di più da GazzettadiMilano.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.























